Ho firmato il contratto di affitto del negozio. Lotta ha una casa. Tra quindici giorni prenderò le chiavi e potrò entrare a ripulire, sistemare, decorare e arredare. 

A Casa di Lotta – The making of #1

Sono passati cinque mesi da quando ho saputo che la libreria del mio quartiere, una libreria storica degli anni settanta, da sempre punto di riferimento per tutta la comunità, ahimè, avrebbe chiuso.

A quel punto è iniziato il mio pressing fatto di incontri, di presentazioni, di domande e di dubbi. 

Mi sono proposta come nuova custode di quel posto senza pensarci due volte, era la cosa giusta da fare e l’ho fatta. 

Ma, si sa, le cose richiedono tempo. E solo oggi posso dire che la lentezza con cui sono trascorsi questi mesi mi fa vedere le cose con un’altra consapevolezza. Non avrei mai pensato di dirlo, ma che ci sia voluto tutto questo tempo, è stato solo un bene. 

In questi mesi ho studiato, ho letto, ho fatto piani e definito obiettivi, ma non ho fatto assolutamente nulla. Sai quando hai le idee chiare in testa e nonostante tu sappia perfettamente cosa devi fare non riesci a muoverti di un solo passo? 

Ecco a me è capitato proprio questo. Ho capito a cosa voglio fare, ho capito in che modo poter essere utile, ho iniziato dieci sales page e non ne ho conclusa nemmeno una. 

Mi sembrava che nessuna fosse all’altezza delle aspettative. Ho pensato che fosse troppo difficile e che non sarei stata in grado di farcela.

Poi è arrivato il giorno della firma del contratto. E sai cosa? Scrivere il mio nome su quel foglio è stata la prima cosa vera e concreta che ho fatto in questi mesi ed è un po’ come se mi avesse sbloccato. 

Ho preso in mano il telefono e ho iniziato a registrare alcuni momenti della giornata. Mi sono messa seduta nel cortile della palestra di mia figlia e ho cominciato a raccontare la storia di come Lotta ha trovato una casa, le mie sensazioni, le mie aspettative, le mie paure e la soddisfazione che provavo, nonostante niente fosse andato come avevo immaginato. Nonostante avessi preparato un set per quelle riprese e invece mi ritrovassi a reggere con la mano tremolante il mio cellulare, con le occhiaie scure, il trucco colato e i capelli arruffati. 

Ho capito che in realtà non sono le cose a essere troppo difficili, sono io a essere troppo severa con me stessa. Che la strategia perfetta non esiste, ma esiste l’obiettivo, la strada da percorrere e i tentativi più o meno riusciti di raggiungerlo. Che esiste la possibilità di sbagliare, ma anche quella di correggere gli errori. E che non c’è errore più grande che rinunciare a fare per paura di sbagliare.

Segui i prossimi video di A Casa di Lotta – The making of, ti sarò davvero grata se vorrai lasciarmi un commento, un suggerimento o anche solo una parola di incoraggiamento. Ti aspetto.