Baby prodigio: cosa (non) aspettarsi dalla lettura ad alta voce

10 Dicembre 2020 | Ti racconto una storia

I vantaggi della lettura ad alta voce, anche a bambini molto piccoli, non sono più un segreto per nessuno ormai: sviluppa la capacità di espressione orale, facilità l’apprendimento della lettura, l’attenzione e la concentrazione, le capacità logiche, si sostiene lo sviluppo emotivo e l’empatia. L’importante è ricordarsi di leggere ad alta voce pensando a divertirsi, non a insegnare qualcosa.

Leggere ad alta voce aspettandoci di insegnare a leggere o a parlare ad un bambino ci costringe in ruolo rigido che non ammette le risate, le domande, il piacere di leggere.

La lettura ad alta voce non va vista come una di quelle cose che mamma e papà fanno per il bene del loro bambino, con un sacco si smorfie.

Mem Fox, non è solo un’autrice di meravigliosi albi illustrati per i piccolissimi come Che solletico, Buonanotte, Tutti giù per terra, Batti le manine, Dieci dita alle mani, dieci dita ai piedini, in rima, dotati di ritmo e allegre ripetizioni, ma anche un’autorevole consulente internazionale di alfabetizzazione e una mamma che leggendo insieme alla figlia ha vissuto un’esperienza favolosa. Con il suo Baby prodigio, non è tanto sui vantaggi della lettura ad alta voce che vuole farci concentrare, ma sul leggere ad alta voce tout-court: su quei momenti in cui il libro mette insieme genitori e figli in una relazione strettissima, quasi all’unisono.

Mem Fox ci dice questo: leggere ad alta voce è uno dei modi più emozionanti per stare bene insieme ed è capace di lasciare tracce emotive indelebili. Quando si legge ad alta voce genitori e figli si innamorano gli uni degli altri.

Stabilire questo tipo di complicità con i bambini è forse il beneficio più grande della lettura ad alta voce. Condividiamo parole e immagini, idee e punti di vista, ritmi e rime, pena e sollievo, speranza e paure e questioni di vita importanti che troviamo insieme nelle pagine dei libri. Il fuoco dell’alfabetizzazione nasce dalle scintille emotive che volteggiano nell’aria quando un bambino, un libro e una persona che legge entrano in contatto. Non dipende solo dal libro, né solo dal bambino, né dall’adulto che legge: sta tutto nella relazione che li unisce in una dolce armonia.

Quando cominciare a leggere?

Capita spesso in libreria qualcuno che chieda qualche consiglio per un regalo di compleanno e quando noi proponiamo un libro spesso la risposta è questa: “ma non è troppo presto?” No, non è mai troppo presto per leggere e, d’altra parte, non è mai troppo tardi per iniziare. Un’altra obiezione è quest’altra: “è troppo piccolo, non sta fermo ad ascoltare una storia intera”.

La risposta è sempre la stessa: prima cominci a leggere, prima i bambini imparano ad ascoltare. Il potere attrattivo di una storia è irresistibile, i bambini acquisiscono rapidamente la capacità ed il desiderio di ascoltare storie.

Va bene continuare a leggere ad alta voce anche quando hanno imparato a leggere da soli. Soprattutto nei casi in cui imparare a leggere è stato l’inizio del declino dell’interesse per la lettura, troppe le aspettative, troppo forte il legame con l’obbligo scolastico. Teniamo la lettura nella colonna dei piaceri, non dei doveri, proviamo a leggere ad alta voce anche ai ragazzi per (ri)accendere in loro l’amore per i libri e la lettura, senza aspettarsi niente in cambio, se non il loro tempo con noi.

Come leggere?

Prendi un libro, ti siedi vicino al bambino e leggi. Non è necessario avere qualità attoriali, né una dizione perfetta. Basta avere il piacere di leggere e stare insieme. Non c’è un modo giusto o sbagliato di leggere, ognuno cercherà l’espressività che è nelle proprie corde, a modo suo, e sarà il modo migliore.

Ti vergogni perché pensi non avere una bella voce? Ma chi pensi che ti debba sentire? Il tuo pubblico è un bambino innamorato di te, hai già vinto.

E dopo che ho letto? Qualche gioco con le parole

 Mem Fox ci suggerisce alcuni giochi che possono arricchire il momento della lettura rendendolo ancora più divertente.

Possiamo iniziare a leggere il libro dall’ultima pagina, oppure al rovescio, magari cambiare il nome dei protagonisti, vediamo che reazione suscita nel nostro piccolo lettore. Trovare le parole che si ripetono pagina dopo pagina, tutte quelle parole che iniziano con una certa lettera, quelle che fanno rima. Ricordiamoci sempre però che è un gioco, ai bambini piace giocare, non essere interrogati.

Questa è la lettera e. Riesci a trovare altre e in questa pagina? Facciamo a chi ne trova di più!

In questo senso, per continuare a giocare anche in altri momenti della giornata, sono perfette le lettere magnetiche da attaccare al frigo oppure a un piccola lavagna magnetica da muro.

Un altro modo per far imparare ai bambini il suono delle lettere è scrivere su un foglio il loro nome. Nomineremo le lettere, indicandole ed eseguendo il gesto grafico con il dito indice e medio. I bambini ci imiteranno indicando le lettere ed abbinando i suoni corrispondenti, poi proveranno da soli a riprodurlo. Imparare a riconoscere il proprio nome è anche un importante elemento per costruire il senso di sé.

Fare esperienza del libro

Non possiamo aspettarci che i bambini imparino a leggere e ad amare la lettura se non ci sono libri dentro casa con i quali fare esperienza. Avere dei libri significa che i bambini possono leggerli e rileggerli, prenderli quando ne hanno voglia e poi riporli. In questo senso anche l’esempio è fondamentale: per primi noi genitori, posiamo gli smartphone e sfogliamo più spesso un libro.

Da dove cominciare?

Libri cartonati, con sfondo neutro, immagini del mondo reale e appartenenti alla vita quotidiana. Rime, filastrocche, canzoni da interpretare con le mani, i piedi o tutti il corpo. Le mini fiabe di Attilio Cassinelli, ad esempio, a fisarmonica per aprirli facilmente e creare un grande scenario con le illustrazioni. Qui trovi la selezione dei libri 0-3 anni.

Il modo migliore per decidere che libro comprare o prendere in prestito è – sorpresa – leggerlo ad alta voce». Il libro bello non è quello che tutti consigliano, ma quello che fa per te.

Ci saranno battute d’arresto e fantastiche scoperte, non c’è una formula segreta per crescere lettori appassionati: positività, divertimento e tanti buoni libri a portata di mano. Non serve altro.

Imparare a leggere è un divertimento, non una gara.

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