La storia di Rosellina Archinto ha a che fare con l’incontro del pubblico italiano con gli albi illustrati. Siamo negli anni sessanta e a Milano è stata appena fondata una piccola casa editrice che si chiama Emme edizioni.

Rosellina Archinto è una giovane signora bionda, bella e coraggiosa che a quel tempo ha 5 figli piccoli, un grafico di fiducia, Salvatore Gregorietti, e la redazione editoriale della sua casa editrice nel salotto di casa.

Dopo essersi laureata in Economia all’Università Cattolica di Milano, si trasferisce a New York per studiare alla Columbia University. Durante il suo viaggio Rosellina scopre, rimanendone conquistata, albi illustrati per bambini lontani anni luce dai libri per bambini comuni in Italia: sono libri dai “segni nuovi” e dalle “storie stravaganti”.

Storie illustrate che abbandonano o rovesciano l’idea che il libro per bambini debba contenere buoni esempi, ammonimenti, insegnamenti morali, famiglie impeccabili e perfette.

Rosellina comprende immediatamente l’importanza pedagogica di offrire ai bambini proposte divergenti, non omologabili, né omologanti, trame che problematizzano invece che semplificare la realtà. Nella sua idea offrire un albo illustrato non significa proporre una storia per educare, per insegnare qualcosa o mostrare un esempio virtuoso, significa invece dare uno strumento di esplorazione al contempo fantastica, fisica e interiore.

L’obiettivo di Rosellina è di fare libri rivolti alla prima infanzia, ai bambini che non sanno ancora leggere; libri che abbiano immagini e testi di alto livello artistico e letterario; libri scelti, tradotti e pubblicati con la stessa cura e ricerca di eccellenza dedicata alla letteratura. È così che in Italia arriva Piccolo Blu e Piccolo Giallo (USA 1959, Italia 1967).

L’attenzione alla cultura internazionale del libro, all’osservazione della risposta diretta dei bambini, alla ricerca estetica e letteraria, come l’apertura alla sperimentazione, sono i tratti distintivi del suo lavoro. Quella di Rosellina è un’operazione culturale animata da un forte spirito battagliero, dove le illustrazioni giocano un ruolo strategico.

Rosellina si rivolge direttamente ai librai, curando presentazioni pubbliche ed eventi che oggi conosciamo come laboratori e workshop. Si tratta di occasioni per osservare e stimolare l’accoglienza dei bambini verso i nuovi albi. È la risposta sul campo di Rosellina alla critica che le viene spesso rivolta: i libri di Emme sono troppo sofisticati e troppo costosi.

La pubblicazione di Piccolo Blu e Piccolo Giallo segnò un momento di rottura: ad oggi non è solo considerato un capolavoro, uno di quegli albi che non possono mancare in una biblioteca, ma continua ad esprimere la sua forza espressiva, unica e perfetta, quella di un ineguagliabile capofila di un modo, inedito fino ad allora in Italia, di narrare per immagini per un pubblico di bambini. Piccolo Blu e Piccolo Giallo utilizza il linguaggio pittorico dell’astrattismo e il collage per raccontare una storia di amicizia, di integrazione e differenze. I protagonisti sono bolli colorati e la storia è perfettamente comprensibile.

Quando Rosellina, che aveva acquistato una copia dell’albo in America rimanendone conquistata, decise di pubblicarlo in Italia, andò a trovare Leo Lionni nella sua casa di Chiavari. L’incontro si trasformò in un’autentica amicizia.

Dall’incontro di Rosellina con altri importanti artisti contemporanei nacque Alfabeto, di Sonia Delaunay, i libri senza parola di Enzo e Iela Mari (L’albero, Il palloncino rosso, La mela e la farfalla). Con Iela Mari porta avanti ricerche volte a trovare un linguaggio per immagini, senza testo, adatto all’età prescolare, dove la metamorfosi del mondo naturale è la struttura della narrazione. Parlano le forme, i colori, parla ogni elemento del libro.

Dal 1985 la storia di Emme cambia direzione: il marchio non appartiene più a Rosellina Archinto, ma a Einaudi. Nel 1999 Rosellina torna in campo e insieme alla figlia Francesca crea Babalibri, in coedizione con l’École des Loisirs, l’editore francese di Mari, Lionni, Sendak. Il lavoro e la cura di Rosellina e di Francesca hanno permesso a Babalibri di festeggiare i vent’anni.

E proprio nel corso dell’ultima edizione di #ioleggoperché abbiamo deciso di celebrare anche noi questo importante traguardo realizzando una mostra di arte e storie ispirata agli illustrati Babalibri.

Noi in libreria abbiamo stampato le tavole e poi realizzato delle cornici d’autore con materiali di recupero oppure riutilizzati in forma creativa. I bambini a scuola hanno allestito la mostra, hanno letto le storie e poi realizzato i loro quadri che hanno reso la mostra ancora più ricca! Con i teatri, le mostre ed i musei chiusi, ora più che mai abbiamo bisogno di mantenere accesa la curiosità e l’amore per la bellezza.

I complimenti ricevuti da Francesca Archinto ci hanno fatto commuovere e riempito d’orgoglio! Qui puoi vedere il lavoro svolto insieme alla scuola G. Pallavicini.

Per riferimenti ed approfondimenti: M. Terrusi, Albi illustrati, Carocci editore, 2018, Roma

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