La scorsa settimana abbiamo fatto una piacevolissima chiacchierata con Azzurra Forti (se te la sei persa la trovi qui), grande appassionata di montagna e autrice di numerose guide per escursioni estive e invernali in Alto Adige, Trentino, Veneto e Tirolo. Con il suo sito ed il gruppo legato alla pagina Facebook, Azzurra, è il punto di riferimento per tutte le famiglie con bambini che vogliono vivere l’esperienza della montagna. 

Insieme abbiamo ripercorso la nascita di questo amore per la montagna, dalle vacanze a casa dei nonni nelle dolomiti bellunesi, a come è cambiato con l’arrivo dei bambini. Vivere l’esperienza della montagna da bambini è uno dei regali più belli e importanti che possiamo fare ai nostri figli, ma non sempre, nella descrizione delle guide, ci sono indicazioni adeguate. Quando scegliamo le escursioni per i bambini dobbiamo pensare al tempo di percorrenza (anche il doppio rispetto a quello indicato), al dislivello, alla nostra preparazione. Le escursioni proposte da Azzurra sono tutte testate da lei personalmente, la descrizione è piena di dettagli e informazioni utili a capire e valutare la fattibilità.

Questo perché, il punto non è camminare, ma amare la montagna. Un po’ come funziona con i libri: il punto non è leggere, ma amare la lettura.

Per tenere il filo della nostra chiacchierata ci siamo fatte guidare da alcuni libri sulla montagna per bambini e ragazzi, ecco quali. A noi adulti spetta il compito di accompagnare i bambini a passeggio tra parole e immagini lasciando che le storie lascino parole e emozioni e sentimenti, suscitare curiosità e meraviglia, diventare un pezzettino della loro storia.

Il cammino tra i libri, come lungo i sentieri di montagna è un percorso libero, condiviso e fantastico.

Metti a scaldare l’acqua e scegli la tua tisana preferita (hai già visto le nostre tazze al profumo di montagna?), noi ti aspettiamo qui!

Il sentiero 

La signora Tasso, ne ha viste di cose nella sua lunga vita e alcune le custodisce come ricordi preziosi sulla mensola della sua cucina. La sua casa si trova ai piedi di una piccola montagna e ogni domenica, la signora Tasso, si avvia lungo il sentiero e cammina fino in cima. Mentre cammina raccoglie i funghi per il suo amico Alessandro, saluta Federico lo zigolo, aiuta un amico in difficoltà. Questa domenica però c’è qualcuno ad osservarla, un cucciolo di nome Lulù. È un po’ triste, vorrebbe tanto salire sulla montagna, ma è convinto di non farcela, è troppo piccolo.

La signora Tasso non la pensa così, gli infonde coraggio, gli dà fiducia e gli prepara un bel bastone su cui appoggiarsi. Iniziano a camminare e Lulù ha tante cose da chiedere, la signora Tasso risponde alle sue infinite domande, ma gli insegna anche ad ascoltare, gli mostra come essere d’aiuto e canta per lui. Ma, a volte, le canzoni non bastano quando le truppe con le zampe piccole sono esauste. Allora si fermano per riprendere fiato. Si rimettono in marcia, gli ultimi metri sono i più faticosi, ma ben presto arrivano in cima, proprio sulla cima del mondo.

La signora Tasso e Lulù iniziano a salire sul Pan di zucchero ogni domenica e la signora Tasso condivide tutti i suoi segreti sulla montagna. Poi una domenica la signora Tasso non ha più le forze per salire in cima. Lulù ritrova la settimana e di settimana in settimana riscopre i suoi segreti. Al ritorno corre a raccontare le sue scoperte alla signora Tasso e le porta nuovi tesori da aggiungere a quelli custoditi sulla mensola in cucina.

Abbiamo amato particolarmente questo albo perché tutti gli adulti che hanno vissuto la montagna portano custodiscono nel cuore il ricordo di chi da bambini li ha portati in montagna: genitori, nonni, cugini, amici. Ognuno porta ha la propria Signora Tasso nel cuore. A volte sono ricordi di vette, conquistate con fatica, le creste, i valichi e i ghiaioni, ma per lo più sono giochi nel bosco, dondolando appesi a un ramo o osservando in silenzio le tane, un ruscello dove immergere i piedi, un prato di margherite, i lamponi, le fragole e i mirtilli raccolti come gemme preziose, una fetta di torta in malga o il cielo stellato in rifugio. Sensazioni che si fa fatica descrivere a parole come la voce del vento tra le foglie, il canto della cascata, il fischio dei fili d’erba nei prati.

Su e giù per le montagne

Un grande albo con grandi illustrazioni piene di dettagli, ma senza parole, che racconta di tre bambini e un cane che esplorano le montagne, dedica il suo libro proprio a suoi genitori che l’hanno accompagnata in montagna e hanno condiviso con lei sentieri e avventure. La montagna non è una vacanza, ma un modo di vivere. Per amare la montagna c’è bisogno di tempo.

Non è l’escursione, ma i passi. Non è il panorama, ma l’osservazione.

La montagna è avventura, scoperta, divertimento. Ci si può dondolare appesi al ramo di un albero, nascondersi in un tronco cavo, bere l’acqua di sorgente, osservare in silenzio le tane immaginando la vita segreta del sottobosco, riempirsi la bocca di lamponi, fragole e mirtilli.
La montagna è silenzio, musica, osservazione. Si attraversano i pianori, si arrampicano le creste e si scendono i ghiaioni, si affogano i piedi nel torrente, si ascolta la voce del vento tra le foglie, il canto della cascata, il fischio dei fili d’erba nei prati.
La montagna è profonda condivisione. Ci si ritrova in rifugio, a condividere una stanza, un pasto a tavola, un cielo pieno di stelle, a raccontarsi la salita e le aspettative per l’ascesa o per il rientro del giorno dopo.

Una ragazza in cima

Gli stereotipi sono un limite, un confine arbitrario che qualcun altro ha deciso per noi. Per le donne la strada per la montagna è stata piena di ostacoli.

Per questo quando Sinnos ha deciso di raccontare la storia, raccontata da Francesca Brunetti, di Henriette dei conti d’Angeville, che il 4 settembre 1838 è salita sulla vetta del Monte Bianco, abbiamo fatto i salti di gioia. Perché tante sono le bambine che amano stare fuori casa dalla mattina alla sera e camminare, rotolarsi sui prati, nascondersi a osservare gli animali, arrampicarsi. Immaginiamo la montagna, non adesso, ma duecento anni fa. Niente funivie, seggiovie, per spostarsi la carrozza o, in inverno, la slitta, gli sci e i piedi.

Le persone percorrono a piedi chilometri di salite e discese, attraversano valichi, boschi, lunghissime distanze. Henriette è una bambina che ama stare fuori casa dalla mattina alla sera e camminare, rotolarsi sui prati, nascondersi a osservare gli animali, arrampicarsi. Non sopporta stare in casa ore e ore a ricamare. Il suo papà la chiama “la fidanzata della montagna”. Lei, Henriette dei conti d’Angeville, sapeva che un giorno sarebbe salita sulla vetta del Monte Bianco. E questo succede il 4 settembre 1838.

“Se si pensasse sempre al peggio, non si farebbe mai niente nella vita! Non si uscirebbe di casa in una giornata ventosa per paura che ci cada qualcosa sulla testa. Quando si prende una decisione importante, bisogna fermarsi a riflettere. Ma una volta che hai deciso cosa fare bisogna pensare solo al meglio!”

Gerald, stambecco gentile 

Ai piedi della montagna vivevano gli stambecchi, che passavano il tempo a combattere tra loro: avevano corna ricurve come falci di luna e il rumore dei loro scontri riecheggiava nella valle. Gerald però è uno stambecco che non ama le battaglie, lui preferisce andare in giro per i prati di montagna, aveva un’intera montagna da esplorare. Così cominciò il suo cammino e lungo il percorso incontrò nuovi amici, sempre pronti ad aiutarsi l’un l’altro: col suo fischio la marmotta lo avvertiva quando arrivava un cacciatore, il corvo gli insegnò a non farsi male saltando tra le rocce appuntite, il gallo forcello a camminare con attenzione sulla neve fresca. Quando una valanga travolge la valle intrappolando il branco, Gerald sa cosa fare e conduce tutti in salvo. Gli anni passano e Gerald è un capo stimato e rispettato da tutti. Una sera sale la vetta e vede le stelle lassù, gli sembra di poterle raggiungere con un salto e le raggiunge, ma una lacrima scende sulla vetta e proprio nasce un fiore, il fiore di Gerald, lo stambecco gentile.

La montagna è condivisione, nel senso che anche se si è soli, non si ha ma la sensazione di essere mai soli. Nel senso che è un tacito patto quello di mettersi a disposizione di chi ha bisogno di aiuto, nel senso che si condividono energie, passi, informazioni, una borraccia o un panino se serve. In montagna ci si incontra e ci si saluta guardandosi negli occhi, affidando la propria immagine ai ricordi dell’altro: “Grüß Gott!”, è un augurio di tornare casa, quasi una benedizione. Non è solo una forma di cortesia, è anche una questione di sicurezza. Quando ci si incontra si scambiamo due parole sul sentiero, sul tempo, su dove si è diretti. In montagna non si è mai davvero soli.

Una baita per due

È la storia di una baita ben nascosta in mezzo ai boschi, il suo proprietario la considera un rifugio tutto per sé, sicuro e accogliente, ma in realtà, la baita è il rifugio anche degli animali del bosco.

Questo perché quando entriamo nel bosco siamo noi umani gli ospiti che entrano in punta di piedi in casa d’altri.

I nostri bambini, in città, hanno sempre meno occasioni di vivere “avventure urbane” nel proprio quartiere. Quanti bambini che abitano il quartiere lo conoscono davvero? Quanti sanno tracciare una mappa del percorso a loro più familiare, quello da casa a scuola? La pandemia, poi, ha limitato ulteriormente le occasioni di incontro per giocare, per osservare, annusare, ascoltare, rilevare, camminare, toccare. Molto spesso ho immaginato percorsi per migliorare l’ambiente urbano e renderlo un po’ più a misura di bambino. I bambini non sono più abituati, almeno non come prima, a osservare. L’osservazione permette ai bambini di vivere il territorio, di interagire con gli altri abitanti, di formulare opinioni e pareri basati sull’esperienza, proporre idee nuove per migliorarlo, per affezionarsi ad esso.

Osservare il territorio significa rispettarlo e prendersene cura, soprattutto in montagna.

Alla ricerca del fiore dorato

Il signor Volpe ha deciso di partire per la montagna alla ricerca del fiore dorato, un fiore molto raro.

Prima di andare a dormire prepara lo zaino: una cartina, un taccuino e una matita, provviste, un sacco a pelo, un cappello di lana, una torcia, una borraccia, una bussola, un impermeabile, una piccola tenda.

All’alba il signor Volpe inizia la sua marcia, il bosco si sta svegliando: lì c’è un abete, qui un faggio, là una quercia, un acero, il frassino, un abete rosso e infine un larice. Vicino al torrente incontra il Signor Orso che sta pescando e gli chiede informazioni, ma lui non ne sa molto di fiori e gli consiglia di rivolgersi alla marmotta. Il signor Volpe cerca ovunque, sotto i massi, nei buchi delle rocce, dentro i tronchi cavi, ma niente. Nel frattempo incontra suo cugino Lupo, entrambi sono affamati e così dividono il pranzo. Poi il Lupo accompagna attraverso una radura di prati fioriti dalla marmotta. Il fiore dorato esiste, ma bisogna arrivare più in alto. Scende la nebbia e il signor Volpe riesce a malapena a distinguere una sagoma: è il vecchio stambecco che non sa nulla del fiore, ma gli lascia un bastone per aiutarsi in salita.

Quando il signor Volpe arriva in vetta il sole sta tramontando, così monta il campo per la notte. Ad un tratto se ne accorge, è lì, il millepetali dorato. Lo osserva attentamente e poi decide che quel fiore sta bene lì, sulla vetta della montagna, piuttosto che in un vaso nel suo salotto. Così prende taccuino e matita e inizia a disegnare cercando di cogliere tutti i più piccoli particolari di quella pianta rarissima.

La parte più divertente delle escursioni è senz’altro esplorare: osservare attentamente tutto ciò che ci circonda.

Per tutti gli amanti della montagna, come noi, innamorati della neve, dei boschi e delle malghe, abbiamo creato “Storie al profumo di montagna”: una collezione di tazze vintage e tisane proveniente dai prati dell’Alto Adige.

Basta una tazza fumante di tisana alle erbe di montagna tra le mani e chiudere gli occhi, per lasciarsi avvolgere dal profumo di neve, di legna e di fieno. Rimanendo a letto, al tavolo della cucina o comodamente sul divano, ti ritroverai nel cuore delle foreste del grande Nord popolate da animali fantastici, magia e rituali che affondano le loro radici nelle forze della natura. Scopri la collezione!

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