Il 25 aprile si celebra la festa della Liberazione dal regime fascista e dall’occupazione militare tedesca dell’esercito nazista. No, non è un giorno di vacanza, ma un giorno di celebrazione.

Le celebrazioni sono un esercizio per tenere viva la memoria, per mantenere alta l’attenzione, perché nessun diritto (di espressione, di libertà individuale, di manifestazione, tanto citarne alcuni fondamentali) è mai del tutto acquisito e occorre che venga esercitato continuamente, con consapevolezza, per essere mantenuto vivo e, quindi, per essere protetto.

Come il Giorno della Memoria per ricordare e commemorare le vittime del genocidio nazista, il 25 aprile serve a ricordare la resistenza: quelle donne e quegli uomini che hanno scelto da che parte da stare. La bellezza della resistenza è che ha una dimensione collettiva: la forza del singolo, ancorché vigorosa, non può cambiare le cose, ma quella di un gruppo può vincere una guerra.

Nel riflettere sulla selezione dei testi libri sulla resistenza che ti proponiamo in questo articolo, abbiamo dedicato attenzione al significato della parola “resistenza” e alle differenze con il concetto di “resilienza”, ben più noto e inflazionato in questo periodo. Il bellissimo saggio Andrea e Maura di @tlon.it inizia così: “ci sono espressioni che entrano nel linguaggio comune e che iniziamo a usare senza domandarci quale sia il loro reale significato”.
“Resilienza” è una di queste e il rischio di far confusione con “Resistenza” è concreto e pericoloso. Essere resilienti è un invito che ci viene rivolto insistentemente da governi e istituzioni, come se fosse l’unica via d’uscita, la panacea di tutti i mali. La resilienza evoca la capacità di essere flessibili, adattabili, capaci di modellare la propria esistenza rispetto alle circostanze continenti. Non porta con sé l’idea di fare, di agire attivamente per affermare qualcosa in cui si crede. Essere resilienti significa aspettare passivamente che le cose spiacevoli passino e che i tempi ritornino floridi. Che poi, a essere resistenti, si rischia di restare inermi, impotenti. No, non è la capacità di incassare di Rocky Balboa. La resistenza porta con sé la capacità di opporsi, di rimanere saldi, ben piantati a terra mentre sferza il vento con la forza di un uragano.

Si può parlare di Resistenza, lotta per la libertà e forza degli ideali ai più piccoli? Certamente, raccontando storie nelle quali i protagonisti sono uomini e donne che con coraggio e dignità hanno saputo fare la scelta giusta, forse non la più scontata, sicuramente quella più difficile.

Abbiamo selezionato alcune libri da leggere insieme ai bambini e ai ragazzi per parlare insieme del 25 aprile, della resistenza, della nostra storia.

Aurelio mio nonno 

La guerra, la deportazione dei nostri soldati in Germania, lo sbarco degli alleati in Sicilia, la caduta di Mussolini, l’armistizio di Badoglio rivivono attraverso le parole di Nonno Aurelio, che con la sua cadenza veneta e il racconto breve ma incisivo, incanta il nipotino che lo ascolta e tutti i bambini che lo leggono. Orami i nonni che possono raccontare con i loro ricordi, la loro voce e il loro sguardo l’esperienza che hanno vissuto sulla loro pelle sono sempre meno. Per questo ricordare, con un esercizio di memoria collettiva, è necessario. Età consigliata: dai 5 anni.

Fulmine un cane coraggioso 

Fulmine è un cane che, per l’affetto che lo lega a un ragazzo di nome Vico (un partigiano realmente esistito) suo grande amico, si trova a partecipare alla lotta partigiana e alla liberazione d’Italia. Un viaggio tra le attese, le speranze, le fatiche, le sofferenze dei partigiani visto con gli occhi di un animale che si racconta. Una raccolta di documenti d’archivio inquadra il periodo storico e arricchisce il racconto e dà un volto ai ragazzi partigiani. Età consigliata: dai 7 anni.

La ragazza della foto 

Osservando una foto nella grande mostra organizzata a Roma per celebrare la liberazione della città dai tedeschi nel 1944, Federica nota una ragazzina identica a lei. Si tratta di sua nonna Teresa, donna formidabile che da sempre si rifiuta di parlare di quel lontano tempo di guerra, come se il passato nascondesse un segreto troppo doloroso per poterlo affrontare. Una storia di “famiglia” che diventa storia collettiva. Un invito ad ogni giovane a farsi raccontare dai nonni un pezzo del nostro tempo che non può essere dimenticato.Età consigliata: dai 9 anni.

La bicicletta di mio padre

Roma, 1943: i tedeschi occupano Roma. La vita era difficile, anche per i bambini: i bombardamenti, i rastrellamenti, le prime deportazioni. Un diario vero, autobiografico, emozionante, scritto da Fabrizio, un bambino che ha vissuto tutto questo con i propri occhi. In sella alla sua bicicletta, il papà di Fabrizio ha condotto la sua battaglia come partigiano. In sella a quella bici Fabrizio respirerà per la prima volta il profumo della libertà. Età consigliata: da 9 anni.

Il corvo – La busta rossa

La storia di Mario Lodi, maestro e scrittore per bambini e ragazzi che dopo aver espresso il proprio dissenso al fascismo viene imprigionato per motivi politici. La sua imputazione, che nessuno conosce, è scritta su una busta rossa tenuta in tasca dai militari. Con la liberazione aderì a Piadena alla sezione del Fronte della gioventù per l’indipendenza nazionale e per la libertà; organizzò le prime attività libere: un giornale aperto a tutti, il teatro, le mostre dell’artigianato locale, una scuola professionale gestita con docenti volontari. La voglia, il coraggio, la determinazione di tornare a vivere la libertà. Età consigliata: da 11 anni.

Il sentiero dei nidi di ragno

La guerra vista con gli occhi di un bambino: Pin, dieci anni, orfano di entrambi i genitori, e conosce molto bene la radura dove fanno il nido i ragni perché è proprio lì che lui si rifugia per stare lontano dalla guerra. Ma nessuno può davvero sfuggire a ciò che sta succedendo qui e nel resto d’Italia. Neppure Pin. Ben presto viene coinvolto nella Resistenza e nelle lotte dei partigiani. Età consigliata: da 11 anni.

Ribelli Resistenza Roc’n’roll

Siamo nelle Langhe, in Piemonte, Cosetta e Astolfo sono i figli del conte, due adolescenti di buona famiglia. È il momento di decidere da che parte stare. Nasce così quella mattina il gruppo di Ribelli che saranno poi i compagni di vita e di lotta di Artuso e Cosetta ancora bambini. Le storie ricordano persone realmente esistite, molto diverse l’una dall’altra che comunque si ritroveranno uniti per sempre da un’appartenenza forte che alimenta la lotta. Età consigliata: da 11 anni.

La Gabriella in bicicletta

La storia di Tina Anselmi che a 16 anni, nel pieno dell’occupazione nazista assiste alla rappresaglia dei tedeschi che impiccano 43 giovani partigiani nella piazza del paese, e tra questi c’è il fratello di una sua compagna di classe. Tina ne è scioccata e decide così di unirsi alla lotta partigiana. “Se ti prendono i tedeschi, prega che t’ammazzino perché altrimenti quello che ti faranno sarà peggio”, le dice il comandante della Brigata Battisti che va a incontrare sul Monte Grappa. Ma Tina ha il coraggio che viene da quella situazione di ingiustizia, dalla certezza di stare dalla parte della ragione. Con il nome di battaglia di Gabriella, per molti mesi percorre un centinaio di km al giorno mantenendo i collegamenti tra le formazioni partigiane, trasportando stampa clandestina, armi, messaggi. Età consigliata: da 11 anni.

Le parole che hanno fatto l’Italia

Da Garibaldi al Tricolore, dal ruole delle Donne a Costituzione, da Caporetto a Bicicletta, fino a Resistenza. Questo dizionario per parole e immagini presenta in modo divertente ma accurato i luoghi, gli oggetti, le idee e i personaggi più importanti che hanno fatto la Storia del nostro Paese. Per imparare e ricordare e tenere viva la nostra storia. Età consigliata: dai 9 anni.

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