Riparti in scintillezza: ripartire al rientro delle vacanze con più gentilezza

14 Novembre 2021 | Eventi

Riparti in scintillezza – evento gratuito sabato 25 settembre ore 17:00 al Parco Piermarini con Sabrina Ferrero e Lavinia Costantino

Per festeggiare l’inizio del nuovo anno, che come tutti sappiamo non è più gennaio bensì settembre, per l’avvio del nuovo anno scolastico, il rientro dopo l’estate e inaugurare la lunga lista di progetti e idee che sono fiorite nel corso delle vacanze, abbiamo deciso di ritrovarci per dedicare queste energie non tanto a farne qualcosa, ma a lasciare che siano qualcosa.

Ecco, la mindfulness è proprio questa consapevolezza, questa promessa di serenità e felicità. Vogliamo che questo nuovo inizio sia un’occasione per prendersi cura di sé, degli altri e dell’ambiente che ci circonda. Lavinia ci presenterà il suo libro e ci offrirà lo spettacolo di narrazione animata “Coltiviamo gentilezza”, Sabrina ci guiderà nel laboratorio “Scintille di Magia” per realizzare delle scintille da accendere con entusiasmo e creatività con carta, colori e glitter. La nostra libreria sarà la casa della gentilezza.

Che cos’è

Con Lavinia Costantino, che si occupa di teatro, arteterapie e minfulness, e Sabrina Ferrero, illustratrice e creatrice di Burabacio, abbiamo organizzato un evento gratuito per grandi e piccoli per ripartire con le attività scolastiche e lavorative dopo la pausa estiva con maggiore gentilezza, anche dedicando più tempo all’arte e la meditazione.

Eh sì perché durante l’estate svuotare la testa ci fa venire in mente nuove idee, progetti e piani che siamo certe porteranno la svolta tanto attesa nella routine. Compriamo quaderni, penne ed evidenziatori, scegliamo l’agenda e il calendario. Iniziamo a scrivere gli obiettivi, quei punti fermi che vogliamo siano la nostra guida nei mesi a venire e poi pianifichiamo, cioè cerchiamo di capire in che modo li possiamo raggiungere.

Non c’è niente di sbagliato in tutto questo perché sognare è bello, progettare è entusiasmante. Tuttavia, aspettarsi che tutto vada secondo i piani riponendo le nostre speranze di felicità sulle aspettative soddisfatte può essere drammaticamente frustrante.
E si rischia di fare la fine del Prof che ogni sera (any given September) escogita un nuovo piano per conquistare il mondo, ma puntualmente fallisce: a volte è a causa dell’idiozia di Mignolo (un capo sprovveduto, non lungimirante, un ambiente di lavoro poco o per nulla propenso ai cambiamenti), dell’impossibilità del piano (eppure l’idea ci sembrava davvero buona, peccato che il business plan facesse acqua da tutte le parti), delle aspettative irrealizzabili del Prof. (le aspettative sono killer silenziosi della felicità che abbiamo a portata di mano) o solo di circostanze che non si possono controllare (non so se hai notato anche tu quanti piani sono andati a rotoli, nonostante fossero ben congegnati con una pandemia di mezzo).
Credere che saremo felici solo se ciò che ci aspettiamo o desideriamo sarà soddisfatto ipoteca la felicità, trasformandola in una mera possibilità.
L’idea del Capodanno gentile nasce da qui: dal lavoro di Lavinia, impegnata a far crescere bambini e ragazzi felici attraverso l’arte e la meditazione; dalle illustrazioni di Sabrina che creano occasioni di riflessione sulla gentilezza e l’importanza di cogliere la meraviglia che ci circonda come dono prezioso; dall’impegno di una piccola libreria indipendente di quartiere di costruire occasioni di incontro con l’arte e la bellezza per la propria comunità territoriale.

Cosa si fa

Il 25 settembre, alle ore 17:00, al parco Piermarini a Roma ti aspettiamo con:

  • La presentazione del libro Diventare grandi con la mindfulness di Lavinia Costantino
  • Il laboratorio Scintille di Magia con Burabacio – per le bimbe e i bimbi dai 4 anni
  • Seminare la gentilezza: spettacolo di narrazione animata con Lavinia Costantino.
  • Benvenuto anno gentile: tutti insieme accendiamo tante stelline e diamo in pasto al Mostro Mangione tutto ciò che non vogliamo portarci dietro in questo anno.
Abbiamo pensato anche a un kit della scintillezza da asporto per tutti coloro che vogliono scintillare insieme a noi, ma la distanza non permette di raggiungerci. Il kit contiene:
  • La Scintilla Gentile da scaricare e decorare
  • Una audiostoria di Lavinia Costantino
  • La bacchetta magica di Burabacio
  • Il poster: Anche io riparto in scintillezza

Raduna amici, studenti, famiglie, condomini, clienti della tua attività: dentro trovi tutto quello che serve per festeggiare a distanza seguendo l’evento in diretta Facebook.

Perché partecipare?

Perché, come scrive George Saunders nel suo Elogio della gentilezza, non esiste niente di più importante.

Siate dei pazienti di voi stessi, bravi, propositivi, anche un po’ disperati – cercate le medicine antiegoismo più efficaci, cercatele con energia, finché vivrete. Scoprite cosa vi rende più gentili, cosa vi libera e fa emergere la versione più affettuosa, generosa e impavida di voi stessi – e cercatelo come se non ci fosse niente di più importante.

Noi ci crediamo davvero. Crediamo sul serio che un elogio della gentilezza possa rappresentare un discorso progettuale, una visione reale del futuro, e non soltanto un pio desiderio.
Ci piace quando qualcuno ci sa ascoltare o ci presta attenzione, o riesce a vedere il meglio di noi. Questo può essere la base per un discorso progettuale sul nostro futuro? Be’, sarebbe strano se fosse il contrario.
Questo (purtroppo) non significa che il conflitto non sia mai necessario, o che l’esistenza di gente veramente di merda sulla faccia della terra si possa liquidare con un sorriso – ma che tendiamo a metterci troppo presto sulla difensiva, e che si può lavorare su certe cose più e meglio di quanto siamo abituati a pensare, se davvero proviamo a vedere negli altri la loro parte migliore.
La gentilezza non è mera cortesia, che potrebbe essere solo di facciata, una convenzione sociale o una strategia per non lasciarsi coinvolgere. La gentilezza è autentica e richiedere intenzionalità, coerenza con ciò che si sente.
Ma cos’è allora la gentilezza?
Che cosa vuol dire essere gentili?

Sabrina ha scritto il Manifesto della Gentilezza per sgombrare il campo da possibile equivoci e chiarire bene che cos’è (e cosa non è) la gentilezza: è un’azione spontanea e disinteressata che non porta niente in cambio, ma fa stare bene chi la pratica e chi ne è destinatario. Non richiede doti particolari, non significa sottomissione e non è un obbligo. 

Ma se è davvero alla portata di tutti, qual è il problema? Perché non siamo più gentili?

Secondo George Saunders ognuno di noi viene al mondo con una serie di equivoci che probabilmente sono di origine darwiniana:

  1. noi siamo al centro dell’universo: cioè la nostra storia personale è la più importante e la più interessante, anzi, l’unica che conti e valga la pena di essere raccontata. Ci hai mai fatto caso che quando inizi a parlare c’è sempre quello che rilancia perché a lui è successo un fatto più grande, più grave, più significativo?
  2. noi siamo separati dall’universo: ci siamo noi, e poi, là fuori, tutto il resto e, naturalmente, gli altri. Se scoppia la guerra in Afghanistan non possiamo mica pensare di accoglierli tutti i profughi. 
  3. noi siamo eterni: la morte esiste, sì, per te ma non per me. 

Anche se non crediamo davvero, a livello razionale, a queste cose, a livello viscerale sono molle che fanno scattare l’istinto di anteporre i bisogni personali ai bisogni degli altri. Anche se ciò che vogliamo davvero, nel profondo del cuore, è essere meno egoisti, più consapevoli di quello che accade nel presente, più aperti, più gentili. Sappiamo di voler essere così perché alle volte siamo così, e ci piace. 

Come possiamo riuscire, davvero, ad essere più gentili?

Possiamo praticare la gentilezza come una pratica quotidiana fatta di piccoli gesti, parole, sguardi, attenzioni. Non serve per forza un evento con mille scintille, ma immergersi in un laboratorio d’arte serve, meditare serve, creare un rituale e una tradizione serve, riconoscere che ci sono persone davvero in gamba che ci provano a rendere il posto in cui vivono una comunità migliore serve. 

Per questo ti lasciamo anche un elenco di letture gentili: dieci albi illustrati sulla gentilezza

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Estate all’orto: il centro estivo nella natura a due passi da casa

Estate all’orto: il centro estivo nella natura a due passi da casa

La notizia era nell’aria e non vedevamo l’ora di annunciarla!

Quest’anno, finita la scuola, andiamo in vacanza con la fantasia al Centro estivo “Estate all’orto”.

L’idea nasce l’anno scorso, durante la Festa di mezza estate. Era un sogno ancor più che un desiderio. Ma oggi è realtà.

I laboratori che più hai amato in questi mesi in libreria con me, con Chiara, con Teacher Giorgia e con la Maestra Maura, ci terranno compagnia anche durante le vacanze in una veste tutta nuova e ancora più divertente.

Ci abbiamo lavorato moltissimo perché diventasse un’esperienza bella, bellissima. E non vediamo l’ora di viverla insieme.

Scarica qui la presentazione con tutti i dettagli.

 

Finita la scuola, andiamo in vacanza con la fantasia!

Manca poco alla fine della scuola e probabilmente anche tu, sei alla ricerca di un centro estivo non troppo lontano da casasenza grupponi caoticidove non si faccia solo sport. Con Estate all’Orto:

  • Vogliamo offrire un’alternativa a tutti coloro che non vogliono soltanto care attività fisica ammassati a sudare sotto il sole o sotto qualche tendone.
  • Vogliamo che i bambini e le bambine si sentano a casa, in un contesto naturale ma fortemente radicato nel tessuto urbano, a due passi da casa.
  • Vogliamo che nel momento in cui ci lasciate i vostri figli lo fate con la certezza che stanno bene.

 

Outdoor experience: aria aperta, natura e creatività dopo mesi passati in classe

Abbiamo scelto Parco Ort9-Sergio Albani Casal Brunori in Via Armando Brasini 139 perché è un parco di oltre 13.000 mq con servizi igienici, un’area giochi, una zona pranzo; tre piazze ombreggiate, un cottage in legno con aria condizionata in caso di maltempo, che ci permette di offrire una meravigliosa outdoor experience.

L’offerta formativa e sociomotoria di un centro estivo che si sviluppa nell’orto rientra nella grande varietà di esperienze pedagogiche che va sotto il termine di outdoor education:

  • aria aperta;
  • rispetto della natura;
  • allenamento alla cooperazione, alla comunicazione e al rispetto della diversità, sia nel mondo animale e vegetale che nel mondo sociale.

Un’esperienza pedagogica che, attraverso l’approccio ludico, coinvolge i bambini e le bambine nella loro interezza e da ogni punto di vista: cognitivo, fisico, affettivo e relazionale.

 

Come funziona?

Estate all’orto non è un programma da villaggio vacanze, ma una meravigliosa esperienza di outdoor education che ci porterà in viaggio tra le storie più belle e amate della letteratura per l’infanzia e i ragazzi.
Non siamo animatrici, educatrici e professioniste qualificate che attraverso il gioco permettono la conoscenza e promuovono la passione per l’arte e la bellezza.

Ogni settimana una storia da scoprire, da giocare e da vivere attraverso esperienze outdoor e giochi, English lab, musica, art & craft, annotando le tappe del viaggio nel passaporto del lettore/lettrice.

Dalla Foresta Nera in cui il Brigante Ozziplozzi compie le sue scorribande al grattacielo di Pluk in Olanda, passando per la casetta dal tetto giallo che tanto amiamo della famiglia Combinaguai fin dentro le Foresta del Peccato, di albero in albero come i Minipin e Aglaia e Bianca, nella loro casa sull’albero, fino in Cile, per commuoverci insieme e Zorba e Kengah e poi ridere fino alle lacrime insieme a Dory, il signor Bocconcino e la signora Arraffagracchi.

Per ogni storia abbiamo studiato un percorso di lettura condivisa ad alta voce, laboratori, giochi e attività esperienziali. Ogni partecipante potrà scoprire le varie tappe sulla board di viaggio che aggiorneremo ogni settimana e riceverà il passaporto del lettore/lettrice per tenere tracce delle sue attività.

Hai già indovinato gli autori che hanno ispirato il nostro viaggio intorno al mondo?

Quanto costa?

All’aria aperta, in sicurezza, senza spendere un occhio.

Accoglieremo i partecipanti dalle 8:00 alle 8:30 e staremo insieme fino alle 16:00-16:30.
Ogni venerdì ripercorreremo insieme alle famiglie il viaggio sta storie, note, parole e giochi.

Iniziamo lunedì 10 giugno e andiamo avanti per 7 settimane fino a venerdì 26 luglio.
A partire da 90 euro a settimana. E i posti sono limitati.

 

Scarica qui la presentazione con tutti i dettagli.

Luca e Alba: raccontare la disabilità senza drammatizzare e con il sorriso sulle labbra

Luca e Alba: raccontare la disabilità senza drammatizzare e con il sorriso sulle labbra

Si fa un gran parlare di inclusione, di ricchezza nella diversità e di valorizzazione dell’unicità, ma poi alla fine concretamente cosa si fa? Quali sono i gesti più semplice e concreti da mettere in pratica? Quali parole utilizzare?

Ce lo facciamo dire da Luca, papà di Alba e autore, tra gli altri, della collana Alba, dedicata alle storie di bambini e bambine con difetti speciali, sfogliando le pagine degli albi e invitandoti, con gioia, a conoscerlo e ad ascoltarlo dal vivo.

Cos’è l’amore? Che cosa combina nelle persone? – si ritrova a chiedersi Alba. E quanti tipi di amore ci sono! L’amore di papà, l’amore degli amici e anche di quel bambino nuovo che forse non le piace, forse sì. Quel che è certo è che l’amore fa così come gli pare… ed è bellissimo!

La maturazione del linguaggio non avviene per tutti i bambini con gli stessi tempi. Può capitare che i bambini con “difetti speciali” acquisiscano tale competenza in tempi più lunghi del previsto, ma non succede certo solo a loro. Davanti alla domanda classica degli adulti “perché non parla?” si aprono scenari diversi, che danno vita all’avventura dello sguardo di Alba. Alba andrà a una festa dove si confronterà con le difficoltà sue e dei suoi coetanei. Riuscirà a capire e a farci capire che cercare di sanare le paure degli altri aiuta a sanare le proprie e che i linguaggi sono tanti: basta solo trovare le traduzioni sentimentali più adatte a ciascuno!

Forse bisognerebbe partire dal punto di vista di chi ritiene che sia raccontabile, che non vada ignorata, che non vada sottratta agli occhi e alle coscienze delle persone. Raccontare la “disabilità” per portarla fuori da certe stanze chiuse e comunicare lo sforzo, che è in sé positivo, di affrontare la vita quando ti mette davanti scalini molto grandi. Raccontarla attraverso delle storie scritte e illustrate bene, perché le storie raccontate bene sanno sviluppare empatia in chi le legge.

Il vero ostacolo all’inclusione non è la diversità, ma la paura del diverso

Molte persone non conoscono e non riescono quindi a capire fino in fondo cosa significhi avere a che fare con persone con disabilità. Di fronte alla disabilità la reazione più frequente è allontanarsi, ritrarsi. Alle volte è la paura di riconoscersi nella differenza, di veder venire a galla le proprie imperfezioni, altre volte il pregiudizio che la diversità porta con sé un’accezione intrinsecamente negativa.

Per questo, invece, vi proponiamo di leggere, magari proprio in occasione della prossima giornata dei Calzini Spaiati, le storie Alba, perché si tratta di raccontare la diversità, senza drammatizzare e con il sorriso sulle labbra.

 

 

Non chiedermi chi sono

 

Incontro con l’autore

Giovedì 15 febbraio alle ore 17:30 presso l’Auditorium Santa Chiara, in Via Caterina Troiani 90-91, saremo con Luca Trapanese, Assessore elle politiche sociali del Comune di Napoli e papà di Alba, per conoscere la sua storia, presentare il suo ultimo libro Non chiedermi chi sono e parlare di diversità.

L’evento è gratuito, ma necessaria la prenotazione qui.

La vita di Luca è, per sua stessa ammissione, “una serie di stranezze capitate tutte alla stessa persona” che lo hanno portato a dedicarsi, sin dalla gioventù, agli altri. Ma ricondurre l’adozione di Alba al suo spirito caritatevole sarebbe davvero troppo semplicistico e superficiale.

Luca ha fondato e gestisce un’associazione che si occupa ogni giorno di ragazzi portatori di varie disabilità; una casa di accoglienza per madri in difficoltà; un market solidale grazie al quale molte famiglie ricevono ogni mese un aiuto alimentare; un doposcuola per bambini a rischio in uno dei quartieri più degradati di Napoli; una comunità tra le colline dell’alto casertano dove i ragazzi disabili, autonomi o semiautonomi, fanno esperienza di vita adulta lontano dalle famiglie, gestiscono un caffè letterario e producono miele; infine c’è la casa di Matteo, un centro residenziale che accoglie bambini affetti da gravi malformazioni o colpiti da tumori.

Luca aveva già fatto tutto questo prima di prendere Alba con sé.

Alba è una bambina con trisomia 21 e, nonostante fosse stata già rifiutata diciassette volte, aveva appena un mese di vita quando era stata affidata a Luca. Ed è bastato quell’incontro perché Alba diventasse sua figlia. A tutti gli effetti, sì, tranne quello legale e quello biologico.

Luca ha poi adottato Alba e sono diventati e, insieme, sono diventati famiglia nel suo esistere più essenziale: sono qui e ora, l’uno per l’altra.

Festa di San Martino 2023

Festa di San Martino 2023

Sabato 11 novembre è San Martino, una ricorrenza autunnale molto sentita e festeggiata nelle scuole steineriane e Waldorf dove i bambini costruiscono lanterne luminose per ricordare la notte in cui Martino si levò il suo mantello per offrirlo a un mendicante infreddolito. 

Anche a noi piace celebrare la Festa di San Martino perché è un esempio concreto di solidarietà e accoglienza, ma è anche l’occasione per recuperare un rapporto equilibrato ed armonioso con la natura.

Per questo sabato 11 novembre alle ore 16:30 saremo al Parco Ort9, agli Orti urbani di Casal Brunori, in Via Armando Brasini 139. 

 

La notte nel bosco incantato

Non sarà un bosco incantato, ma un orto urbano, un esempio concreto di cura della natura e solidarietà, a fare da teatro alla nostra storia. Una storia, ispirata ad una antica leggenda della svizzera italiana, 

Molto tempo fa, in una valle alpina, vivevano due fratelli, Meo e Leo. Entrambi camminavano ricurvi, come se avessero un fardello da portare sulle spalle. Parevano uguali identici, ma chi li conosceva sapeva bene che erano molto diversi. Leo era cortese e premuroso, accudiva gli animali e si prendeva cura delle piante. Meo, invece, non aveva mai una buona parola per nessuno, era scortese e pensava solo a sé stesso. 

Era giunto il giorno di recarsi sull’Alpe, Meo non ne voleva sapere di affrontare un viaggio così e pericoloso, così, toccò a Leo. 

Lungo il sentiero, strane creature lo osservarono di nascosto, piene di curiosità. Leo non se ne accorge, ma il suo passo diventa sempre più leggere, lungo e agile. La sua gobba era sparita. Anche Meo decise allora di intraprendere il cammino, ma lo spirito del bosco non ci mise molto a riconoscerlo e così, al suo ritorno, Meo aveva una gobba ancora più grande. Ci vuole nobiltà d’animo e d’intenti, la gentilezza non si pratica per avere qualcosa in cambio, ma perché fa bene a chi la fa e a chi la riceve. 

Questa storia ci ricorda che facciamo parte di un universo ben più grande e più complesso, fatto di equilibri e di esigenze che non sempre coincidono con i nostri e che molto spesso prevarichiamo spinti dai nostri bisogni individuali.

Un racconto che ci trasporta nella tradizione montana e contadina, fatta di un tempo più lento perché la terra è a riposo, l’aria è frizzante e il fuoco scoppietta. 

Un libro interpretato da Valerio e Silvia della compagnia teatrale La Gilda dei Guitti che hanno realizzato per noi uno spettacolo teatrale ispirato alla leggenda de La notte nel bosco incantato. 

 

Come faccio per partecipare?

Possono partecipare tutti i bambini e le bambine dai 4 anni. Il costo è 15 euro. La durata circa 1 ora 30 minuti. 

Per partecipare è necessario prenotare inviando una mail a: info@lottalibreria.com 

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