Il libro dei Vetuschi è la storia di uno dei popoli più tonti di sempre. Sì, infatti, tutti i popoli imparano dall’esperienza… tranne uno.

Il primo libro dell’anno scelto dai partecipanti al nostro gruppo di lettura dedicato ai lettori dagli 8 ai 10 anni è un libro tutto da ridere.

Chi sono i Vetuschi?

C’era una volta un popolo molto, ma molto stupido. Erano conosciuti come i Vetuschi e vivevano arroccati sul cucuzzolo di una collina difficile da raggiungere, fertile come un sasso, e senza nessuna attrattiva culturale. Ecco un bel posto dove stabilirsi per sempre, avevano subito pensato i Vetuschi! E così avevano fatto.

I Vetuschi erano così stupidi che persino loro stessi erano sorpresi di non essersi già estinti. Eppure era così: anno dopo anno, i Vetuschi ce la facevano.

Data la loro quasi completa inettitudine, i Vetuschi si dedicavano soprattutto alla coltivazione delle tre cose che da quelle parti crescevano con più facilità, vale a dire: banane, piante carnivore e capelli. Ma queste stranezze sono ancora nulla. I Vetuschi infatti veneravano un animale sacro che ritenevano l’emblema della saggezza: una gallina parlante di quattro metri di altezza di nome Klaretta. Non che fosse un genio. Era pur sempre una gallina, per quanto parlante e gigantesca, e si sa che le galline non brillano per acume. Ma come oracolo funzionava a meraviglia, almeno per i Vetuschi. Klaretta, infatti, possedeva qualcosa di cui i Vetuschi erano notoriamente sprovvisti: un briciolo di buon senso. E tanto bastava per dare loro consigli sensati. Quanto poi al fatto che i Vetuschi le dessero retta oppure no, beh, questo è un altro paio di maniche.

La fuga degli Gnumidi e il rarissimo colore blu puzzetta

La storia vera e propria comincia ora ed ha a che fare con Vuttardo e Yucchi. Yucchi, il più giovane e il più intelligente del villaggio, un ragazzo che riflette prima di agire. Vuttardo, invece, era il figlio del re Vuttonio: coraggioso, prestante, incapace di contare fino a tre, e di gran lunga il più stupido di tutti.

Un giorno Vuttardo comparve sulle porte del villaggio avvolto in una nuvola di polvere con lo sguardo allucinato. “Magna! Sbudello! Boia!” sono le parole che riuscì a proferire.

Il padre Vuttonio gli si avvicinò con gentilezza: “Prova con parole umane, mio adorato figlio mezzo scemo e l’altro mezzo pure”.

“Gli Gnuminidi!” disse Vuttardo ritrovando la parola umana: “Gli Gnuminidi! Gli…”.

“Si è incantato”, borbottò Klaretta.

Yucchi provò a intervenire: “abbiamo capito, Vuttardo: hai visto gli Gnuminidi, ma ora dicci: che hanno fatto gli Gnuminidi?”.

“Sì, tontissimo figlio mio, che hanno fatto gli Gnuminidi?”

“Se ne stanno andando!”, disse Vuttardo.

Klaretta cercò di prendere in mano la situazione: “Se se ne vanno anche loro, tutta la regione ne risentirà. È l’unico popolo a modo a mille passi giganti di distanza”.

Gli Gnuminidi sono un popolo colto, elegante e raffinato. La storia delle loro relazioni con i Vetuschi è lunga e complessa, ma a ben guardare è costituita da una infinita lista di aggressioni a suon di randellate da parte dei Vetuschi, quindi forse si potrebbe dire che è solo lunga.

Cercando di risolvere questo mistero Yucchi va nella città degli Gnuminidi e rimane affascinato dalle strade, dai palazzi, dai musei e da… Arcadina! No, gli Gnuminidi non possono andarsene.

Ma proprio in quel momento gli anziani, raccolti nel palazzo imperiale, sembrano pensare ad altro. In particolare, a quale colore utilizzare per dipingere le pareti del palazzo. All’improvviso, ecco la soluzione: un vulcano puzzolente. In quel luogo, pieno di fumo blu puzzolente, si trova, infatti, il rarissimo colore “blu puzzetta”.

Solo Yucchi ha compreso. È una spedizione suicida, i Vetuschi rischiano l’estinzione.

In questa missione Yucchi sarà affiancato proprio da Arcadina, anche lei a volte si sente così diversa a tutti gli altri.

0
    0
    Il tuo carrello
    Il tuo Carrello è vuotoTorna allo shop