Caro Mr. Henshaw

16 Febbraio 2022 | Gruppi di lettura

Per la prossima riunione del gruppo di lettura Coralli, che si terrà sabato 19 febbraio alle ore 10:30 dedicato ai lettori e alle lettrici dagli 11 ai 13 anni, abbiamo scelto di presentare il nuovo libro della casa editrice Il Barbagianni, Caro Mr. Henshaw, scritto da Beverly Cleary, con la traduzione di Susanna Mattiangeli.

Questo libro adotta il carattere ad alta leggibilità Easy Reading font, risultando piacevole e adatto anche per i lettori e lettrici più pigri o con dislessia.

Gli altri libri presentati sono: Insalata mista e Tu non sai di me, proprio quest’ultimo è stato scelto dai partecipanti come libro da leggere insieme. Prossimo appuntamento per parlare della lettura e scegliere insieme il prossimo libro sabato 19 marzo ore 10:30.

Per partecipare non devi fare altro che raggiungerci in libreria, la partecipazione è gratuita. Se invece abiti lontano puoi sempre ascoltare la presentazione nel nostro podcast e acquistare il libro nel nostro shop, noi ti invieremo il link per collegarti via zoom ed essere comunque dei nostri!

Puoi ascoltare la puntata del podcast Letture fatte a mano dedicata alla presentazione di Caro Mr. Henshaw.

Una storia scritta attraverso le lettere

Caro Mr. Henshaw è, come si dice in gergo “un romanzo epistolare” cioè una storia raccontata attraverso uno scambio di lettere. Pertanto, se dopo aver preso il libro in mano e iniziato a leggere le prime lettere hai cominciato a sfogliare le pagine cercando il punto in cui queste finissero per cominciare a leggere la storia vera e propria, beh, siamo già nel bel mezzo della storia vera e propria!

Non ti spaventare e continua a leggere: la cosa più bella di un romanzo epistolare è la scorrevolezza, le parole scivolano via a gran velocità e la curiosità aumenta lettera dopo la lettera perché gli indizi che portano avanti la storia sono seminati qua e là e appena ne trovi uno vuoi subito trovarne un altro per riuscire a mettere insieme i pezzi del puzzle.

Attraverso le lettere ci troviamo a scandagliare la mente del protagonista, un po’ medici alla ricerca di sintomi, un po’ detective indagatori, un po’ impiccioni.

La lettera infatti è un luogo sacro nel quale i propri sentimenti e i propri pensieri, lungamente custoditi, vengono messi a nudo e dati in pasto al lettore che ha la sacrosanta responsabilità di doverli maneggiare con cura e rispetto.

Spetta a noi aguzzare la vista e tutti i sensi per cogliere dei particolari della vita di Leigh in base a quello che lui decide di raccontare al suo autore preferito, Mr. Body Henshaw.

Un ragazzo normale

Dunque facciamo il punto, ecco cosa sappiamo sin dalle prime lettere. Leigh è in prima media, vive con sua madre e non vede quasi mai suo padre. È un ragazzo di quelli “normali”, non è né “dotato”, né “di talento”, non gli piace il calcio, non è nemmeno stupido. Fisicamente è abbastanza medio. In prima e seconda lo chiamavano Leigh la Pulce, ma ora è cresciuto e quando tutta la classe si mette in fila in ordine di altezza, lui è in mezzo. Si potrebbe dire che è il più medio della classe.

Sembra che nessuno sembra accorgersi di lui, ma le cose cambiano quando si parla di libri.

L’unica volta in cui qualcuno si è accorto di me è stato quando ho letto la relazione su Come far felice un cane. Dopo la mia presentazione, c’è chi è andato in biblioteca a prendere il libro.

Questo episodio ci deve far pensare sull’importanza per i ragazzi e le ragazze della lettura condivisa, dell’esperienza di far parte di un gruppo di lettura. La scelta di un libro da parte dei ragazzi è fortemente condizionata dal passaparola, cioè dal giudizio dei propri amici e dei propri coetanei. Una scoperta la cui prevedibilità è pari a quella che se metti la mano sul fuoco ti scotti, ma il cui valore, invece, rapportata all’esperienza dei gruppi di lettura condivisa è esaltante.

Il tempo che dedichiamo ad incoraggiare i ragazzi a parlare dei libri che hanno letto li stimola a leggere ancora di più.

Dopo il divorzio dei genitori Leigh si è traferito con la mamma in una nuova scuola di una città diversa. Nella lettera del 27 novembre, alla domanda «Ti piace andare a scuola?» Leigh scrive: «La scuola è OK, diciamo. È il posto dove stanno i ragazzini. La cosa migliore della prima media nella mia nuova scuola è che, se tengo duro, ne uscirò».

Si sente solo, è triste e arrabbiato anche perché un misterioso ladro gli ruba ogni giorno parte del pranzo.

Dei suoi genitori sappiamo che la madre fa la cuoca part time in un’azienda di ristorazione che fornisce catering di lusso. Per questo a scuola spesso glielo rubano, perché ha sempre cose buonissime. Il resto del tempo la mamma di Leigh frequenta un corso all’università per diventare infermiere ausiliare.

Il papà di Leigh fa il camionista e non è molto presente. Ce lo dice lui stesso quando parla delle cose che gli danno fastidio e dal suo elenco sembrerebbe proprio essere un tipo accomodante, ma il tono cambia quando si parla del padre: «Mi dà fastidio quando mio papà mi telefona e alla fine mi dice «Bè, riga dritto, ragazzo». Perché non mi può dire che gli manco e perché non riesce a chiamarmi Leigh? Mi dà fastidio quando non mi chiama per niente, cioè la maggior parte delle volte. Ho un atlante stradale e cerco di seguire i suoi viaggi quando ho sue notizie”.

Tenere un diario e coltivare gentilezza

Ad un tratto le lettere lasciano il posto ad un diario, così al posto di “Caro Mr. Henshaw” troviamo “Caro Mr. Henshaw-Per-Finta”. Leigh inizia a scrivere per sé stesso. Il tono a volte rabbioso con cui scriveva a Mr. Henshaw si scioglie mano a mano in una tristezza languida e dalle spire avvolgenti che sembra tenerlo intrappolato in una sorta di una autocommiserazione. Incapace di scuotersi, buono solo a prendersela con gli altri che a diverso titolo sono responsabili della sua infelicità.

Nel libro ci sono diverse figure che aiutano Leigh a sentirsi meglio: il custode, Mr. Fridley, che quando Leigh arriva la mattina troppo presto a scuola perché esce insieme a sua madre che deve andare all’università, si fa aiutare a tirar su la bandiera; c’è la bibliotecaria che quando arriva il nuovo libro di Mr. Henshaw e ben sapendo che si tratta del suo autore preferito glielo mette da parte in modo che sia il primo a leggerlo.

Non so se nella vita reale ci sono davvero persone così gentili, ma mi piace pensare che sia possibile. 

La loro presenza è discreta e mai di commiserazione.

«Così, hai dei problemi. Bè, tutti ne hanno, se ti prendessi il disturbo di notarlo» gli dice Mr. Friedly. E ancora: «Fare la faccia da duro e prendere a calci i pranzi degli altri non sarà d’aiuto» ha detto Mr. Fridley.

Figure gentili che insegnano a Leigh a coltivare gentilezza anche verso sé stesso. Come quando dopo tanti tentativi riesce a progettare un sistema di allarme per impedire al misterioso ladro di rubargli il pranzo. Il suo piano riesce e lui è contento, anche se non è riuscito a scoprire l’identità del ladro.

Forse era solo qualcuno con una madre che prepara cattivi pranzi: sandwich alla marmellata su pane che sa di kleenex. O forse qualcuno che doveva farsi il pranzo da solo e a casa non aveva mai niente di buono. Ho visto compagni guardare nella sacca, tirare fuori i biscotti e buttare via il resto. Mr. Friedly ha sempre l’aria preoccupata quando vede queste cose. Non dico che rubare i pranzi sia giusto. Dico solo che sono contento di non sapere chi fosse il ladro perché devo andare nella sua stessa scuola.

Avere iniziato a tenere un diario è servito a Leigh a cambiare punto di osservazione: nelle lettere il punto di vista era sempre e solo il suo. Ora invece ha imparato a osservare mettendosi nei panni degli altri.

La nostra opinione

Caro Mr. Henshaw è un racconto credibile, che parla del passaggio dall’infanzia all’adolescenza con una lingua autentica, che non ha bisogno del lieto fine a tutti i costi perché la realtà è che non possiamo pretendere dagli altri più di quanto possano darci. Dobbiamo sforzarci di cogliere l’impegno, la buona volontà. Non misurare il bene che proviamo in base alla soddisfazione delle nostre aspettative. Perché appunto, le aspettative sono solo le nostre.

Sei un bravo ragazzo, Leigh. Sono orgoglioso di te e proverò a non deluderti.

Dopo mesi è andato a trovarlo, certo, doveva caricare un carico di broccoli da quelle parti, ma ha fatto tutto il resto della strada perché lo voleva davvero rivedere. Suo figlio gli mancava davvero. Di fronte alla verità Leigh si sente ancora triste e, allo stesso tempo, molto meglio.

Senza volare troppo alto, senza promettere ciò che probabilmente lo farebbe sembrare un buon padre, ma potrebbe non riuscire a mantenere. Suo padre gli dice che ci proverà davvero, farà del suo meglio. E questo lo rende autentico e credibile agli occhi del figlio.

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Minuti contati: leggi il libro, visita il museo e fai un pic nic con l’autrice

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Siete mai stati a Villa Borghese?

Un parco incantevole in cui i vialetti si snodano tra alberi altissimi e si aprono su radure improvvise o laghetti fiabeschi e fontane zampillanti. Al centro del parco c’è un edificio maestoso, la Galleria Borghese, che raccoglie esposizioni d’arte uniche al mondo per valore e bellezza. Qui è ambientata la storia di Minuti contati, un’avventura mozzafiato tra arte e storia, amicizia e solidarietà.

Qui festeggeremo un anno di letture insieme con i gruppi di lettura 8-10 e 11-13 anni e tutti e tutte coloro che vorranno unirsi a noi prima delle vacanze.

Qui potremo fare una visita guidata al museo, per svelare ogni retroscena dei corpi delle statue del Bernini e dei volti dei quadri del Caravaggio che hanno animato la storia.

Qui potremo incontrare l’autrice del libro, Maria Beatrice Masella, in un pic nic sull’erba.

Trova gli indizi e risolvi il mistero

Minuti contati è la storia di Stella e di Ricky, due ragazzi che frequentano il liceo artistico e hanno accettato di fare uno stage nella Galleria Borghese. È la storia di una mattina come tante alla Galleria, folle di turisti sciamano nei corridoi girando intorno alle opere d’arte che le guide descrivono ciascuna in una lingua diversa, svelando i segreti che l’arte riserva sempre a chi li voglia ascoltare. E poi è arrivato lui, ci ha messo pochi secondi: ha aperto lo zaino appoggiandolo fra i suoi piedi prima di consegnarlo al guardaroba, ha estratto un pacco, una specie di busta gialla rigonfia che ha fatto scivolare veloce dentro la giacca.

Così ha inizio una inquietante caccia al tesoro, una sfida di enigmi in cui ogni mossa può risultare fatale e il prezzo da pagare altissimo: qualcuno minaccia di far saltare in aria la Galleria Borghese e ha seminato indizi intorno alle opere d’arte. È come se le statue prendessero vota e raccontassero la loro storia, così lontana e così vicina. I loro dolori e le loro speranze sono quelli che animano ancora popoli afflitti dall’oppressione, dalla tirannia e dalla minaccia di un futuro senza sogni.

Cosa succederebbe se Stella e Ricky arrivassero troppo tardi?

Lotta va al museo

Per l’ultimo appuntamento della stagione dei gruppi dei lettura 8-10 e 11-13 anni, abbiamo scelto di festeggiare con un evento speciale: chi acquista il libro potrà partecipare alla visita guidata alla Galleria Borghese, sabato 15 giugno, alle ore 16:00, e fare un pic nic nel parco insieme all’autrice Maria Beatrice Masella.

Abbiamo bisogno della cultura e dell’arte come dell’aria, per esistere come individui e come persone che appartengono a una società. Sono i punti di riferimento che ci servono per capire chi siamo, da dove veniamo e chi vogliamo essere. Sono le radici che fondano la comunità alla quale apparteniamo, i fili verso i quali protendiamo le braccia per cogliere nuove occasioni e opportunità. Sono eccezionali strumenti per sensibilizzare, di mettere in discussione abitudini sociali e promuovere cambiamenti di comportamento nella nostra società.

Sono il modo migliore che conosciamo per festeggiare un anno di letture insieme.

 

Chi può partecipare?

Tutti e tutte! Chi ha partecipato ogni mese ai gruppi di lettura, chi è venuto una volta e mai più, chi non è venuto, ma ha sempre desiderato, chi non ha mai potuto perché abita lontano o non ha mai avuto l’occasione giusta.

 

Quanto costa?

Il prezzo del libro. Incluso con l’acquisto del libro c’è la visita guidata alla Galleria Borghese (abbiamo già prenotato noi l’entrata di gruppo) e il pic nic nel parco con l’autrice.

 

Quanto dura?

Appuntamento ore 16:00 davanti alla Galleria Borghese, ognuno può raggiungerci con i mezzi propri. La visita durerà circa un’ora e poi ci ritroveremo all’esterno del museo per un pic nic durante il quale incontreremo l’autrice del libro, Maria Beatrice Masella. Potremo fare domande e confrontarci sulla lettura del libro, chiacchierare e scambiarci opinioni. In tutto circa due ore e mezza.

 

Come faccio a partecipare?

Acquista il libro in libreria o nello shop qui

Nuove ribelli: ad aprile scopriamo le graphic novel con l’illustratrice Vittoria Macioci

Nuove ribelli: ad aprile scopriamo le graphic novel con l’illustratrice Vittoria Macioci

Nuovo appuntamento del gruppo di lettura 11-13 e per questa occasione scopriamo le graphic novel con Vittoria Macioci, autrice e illustratrice del libro Nuove Ribelli.

Dopo Lotto ogni giorno continuiamo a parlare di storie di coraggio, di impegno, di determinazione. Ma questa volta parliamo di ragazze di oggi. Nuove ribelli dà voce ai diritti di quelle bambine e di quelle ragazze diversissime tra loro, pronte a pagare il prezzo di andare contro corrente, a segnare un prima e un dopo con il loro comportamento, a ispirare senza giudicare. 

La storia di Malala Yousafzai e quella di Greta Thunberg sono già note, ma ci sono altre ragazze che credono che le cose possano cambiare. Ora. A partire da ognuno di noi. 

Sono Emma González e i ragazzi di Parkland sopravvissuti a una sparatoria in un liceo americano e diventati la lotta per il controllo delle armi negli Stati Uniti.

Sono Melati e Isabel Wijsen in Indonesia, capaci di mobilitare migliaia di persone pur di pulire le proprie spiagge. Un passo alla volta, un sacchetto alla volta. 

È Yousra Mardini, campionessa di nuoto siriana impegnata nella lotta per la sopravvivenza e per proteggere i propri cari e gli esseri umani intorno a sé. 

Quello che fanno è passare dalle parole ai fatti, dimostrando che nessuna sfida è troppo grande, nessun sogno è troppo piccolo, quando si costruisce una comunità in cui vengono prima le persone e le loro vite. 

Non resta che leggere e fare la nostra parte. 

 

Incontro con l’autrice in libreria

Sabato 13 aprile è stata ospite in libreria l’autrice e illustratrice Vittoria Macioci che ha realizzato le tavole della storia dedicata a Malala Yousafzai nell’antologia Nuove Ribelli.

Insieme a lei abbiamo conosciuto le storie delle protagoniste del libro, ascoltato il processo creativo dietro la realizzazione delle storie e riflettuto insieme su quanto siamo importanti le loro testimonianze.

Abbiamo posto domande, interrogandoci su come sia possibile prendere una pallottola in testa quando si va a scuola o dentro scuola. Perché mai ci si dovrebbe sentire al pericolo dentro casa propria, tanto da rischiare la vita a bordo di imbarcazioni fatiscenti pur di andare via. Di quanto ognuno di noi possa fare la propria parte, con le proprie parole, con i propri gesti.

Noi abbiamo fatto la nostra parte aprendo la mente, il cuore e le orecchie. Ci ritroveremo in libreria sabato 11 maggio alle ore 10:30 per l’ultimo appuntamento del gruppo di lettura per questa stagione, parleremo delle nostre storie preferite e registreremo un nuovo episodio del podcast.

Ora tocca a te.

 

Nuove Ribelli

di Brett Parson, Fabien Morin, Gijé, Jocelyn Joret, Julien Derain, Laurent Hopman, Rebecca Traunig, Vittoria Macioci, con la prefazione di Randa Ghazy e la traduzione di Stefano Andrea Cresti, Tunuè

 

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COME FACCIO A PARTECIPARE?

La partecipazione è libera e gratuita, ma è necessario acquistare il libro. Non serve prenotare, basta raggiungerci in libreria.

Dopo cinque partecipazioni al gruppo si ottiene il 5% di sconto e, dopo altre cinque, un ulteriore 5% (non cumulabile).

Qui il calendario con tutti gli incontri.

ABITI LONTANO? LEGGIAMO INSIEME, ANCHE A DISTANZA!

Se abiti lontano e non puoi partecipare agli incontri in libreria puoi leggere con noi, anche a distanza, acquistando il libro del mese o l’intera terzina (con lo sconto del 5%) e le spese di spedizione sono gratuite.

E se ci mandi un vocale su Telegram condividendo la tua esperienza di lettura lo pubblicheremo nel nostro Podcast di presentazione del libro, insieme alle voci dei partecipanti degli incontri in libreria.

3 libri da leggere a marzo 11-13 anni

3 libri da leggere a marzo 11-13 anni

Nuovo appuntamento del gruppo di lettura 11-13 e torna l’appuntamento con lo scambio posta Pelledoca!

Grazie alla casa editrice Pelledoca, specializzata in storie da brivido, capaci di tenere il lettore con il fiato sospeso e gli occhi incollati alla pagina, torna l’avventura Scambio Posta Pelledoca. A novembre avevamo avuto modo di partecipare al primo scambio e avevamo letto l’incipit in esclusiva di quello che poi è diventato il libro del mese!

Ogni partecipante al gruppo di lettura ha ricevuto una busta personalizzata. Ogni busta contiene:

  • un aneddoto da dietro le quinte, ovvero qualcosa di particolare e curioso legato alla realizzazione di un libro Pelledoca: questo mese dedicato a L’impero invisibile, di Gabriele Nanni;
  • un’anticipazione esclusiva: questo mese l’incipit di Frammenti di oscurità, il romanzo di Stefania Cornago, in uscita a fine marzo;
  • un breve racconto d’autore inedito, scritto appositamente per SPP: questo mese Il mio nome è Violet Hellman di Chiara Cacco;
  • il cruciverba Pelledoca.

Vuoi sapere cosa abbiamo letto a febbraio? Qui, trovi la presentazione (da leggere/ascoltare) del libro del mese di febbraio e degli altri libri della terzina.

I nostri lettori e le nostre lettrici, che si sono ritrovati in libreria sabato 16 marzo alle ore 10:30 (qui trovi il calendario con tutte le date degli incontri) hanno ascoltato la presentazione di tre libri e poi ne hanno scelto uno da leggere insieme.

Se acquisti il bundle con l’intera terzina del mese hai il 5% di sconto e le spese di spedizione omaggio!

Ecco il libro del mese:

Spiriti dello Tsunami

di Daniele Incastro, Pelledoca

Un libro da brividi perché è attraversato costantemente da un filo di angoscia, ma è una storia di grandi sentimenti ed emozioni profonde che scava nella reazione dei sopravvissuti alla morte improvvisa di loro cari, mostrando un lato diverso del dolore, un dolore fatto di compostezza, ma che riusciamo lo stesso a provare sulla nostra pelle. Ascolta i commenti dei nostri lettori e delle nostre lettrici nell’ultimo episodio del podacast.

Il pavimento iniziò a tremare. I vetri ronzarono. Il lampadario oscillava nell’aria. I cassetti si aprirono in un tintinnio di posate.

È il 2011 e il Giappone è attraverso dall’onda di un violento tsunami che provoca circa 20.000 vittime e 5.000 dispersi. Marco, il fratello di Andrea è fra questi. Da quel giorno la vita di Andrea non è più la stessa.

Andrea voleva diventare come Marco, leggero, sicuro di sé, incurante di qualsiasi fallimento, capace di insegnare ai giapponesi lingua e cultura italiana con la schiena dritta e realizzare i suoi sogni. Finché il terremoto più potente della storia del Giappone, il quarto a livello mondiale, lo aveva spazzato via dal pianeta, ma non dalla sua vita. Marco c’è ancora, ma lo vede solo Andrea: era lui, suo fratello, ma un blu innaturale colorava le sue unghie e i suoi vestiti gocciolavano. Insomma, uno spirito. Certe cose pensi che accadano in tv, al massimo on line, mai per davvero. Mai a te. E invece.

Si chiamano Yurei, sono le anime delle persone che, dopo morte, non riescono a lasciare il mondo dei vivi e raggiungere in pace lo Yomi, l’aldilà, almeno finché non saranno placati. Secondo le antiche tradizioni giapponesi quando gli spiriti sono animati da emozioni molto forti o se hanno subito una morte violenta o i riti funebri non vengono eseguiti restano in una sorta di limbo che separa il mondo dei vivi da quello dei morti. Marco avrebbe potuto e voluto fare ancora tante, tantissime cose, come insegnare all’università, vedere un’altra nevicata, sposare la sua fidanzata Tanako, ma è arrivato lo tsunami a spazzare via sogni e desideri. Il suo corpo non è mai stato ritrovato e non ha potuto ricevere una degna sepoltura. Il fatto che sia ancora lì significa che c’è qualcosa di irrisolto. E Andrea sa di cosa si tratta, anche se ha fatto di tutto per nasconderlo ai genitori. C’è la testimonianza di un uomo del posto che dice di aver salvato lui i ragazzi, non suo fratello. Solo che è un bugiardo. E ora quell’accusa infame tiene Marco nel limbo.

Così Andrea decide di andare a Kamaya, sul luogo della tragedia. Lì incontra i sopravvissuti, occhi bassi e silenzio, unghie che scavano la pelle sulle nocche in risposta alle domande. E poi Yoko, una ragazza che sembra ascoltare le storie di chi non c’è più. A quanto pare, Andrea, non è il solo a parlare con i morti e vedere i fantasmi. Non è il solo a dover fare i conti con la vita che chiede prepotentemente di andare avanti.

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Ecco gli altri libri della terzina:

Emma e i fantini detective 

di Laura Orsolini, Pelledoca

Il cadavere di un cavallo viene ritrovato all’alba sulla spiaggia di Forte dei Marmi. Come un tronco enorme straccato dal mare. Lo ritrova Bianca, amante della corsa, della musica classica, dei cavalli. Bianca infatti è proprietaria di un maneggio, il maneggio Biancavallo.

Sarà annegato, pensa il dottor Carlo Del Carlo, medico incaricato di eseguire l’autopsia e veterinario del maneggio di Bianca. Lo stesso maneggio dove i genitori di Emma hanno deciso di farle trascorrere una vacanza nel tentativo di superare il mutismo selettivo in cui si è chiusa dopo la scomparsa del cane. “Vedrai che tornerà” le avevo detto, “vedrai che lo ritroveremo”, “vedrai che sta bene”. Emma aveva collezionato un numero consistente di “vedrai”. All’inizio ci aveva creduto, poi aveva sperato e poi erano cominciate a scendere le lacrime. E piano, piano Emma non ebbe più voglia di ridere, né di stare con le amiche, né di studiare, né di leggere. Poi smise di parlare. Non parlava più. Con nessuno. Aveva promesso di non affezionarsi più a nessun animale, ma non aveva fatto i conti con Bandito, un cavallo particolarmente difficile, che non si lascia montare nemmeno dai fantini più esperti. Ed esperti sono Onesto, Gilberto e Pierugo che cavalcano da anni e ogni estate si ritrovano al campo estivo del maneggio di Bianca.

E proprio lì era diretto quella sera il maresciallo Bonacoscia, deciso a scambiare quattro chiacchiere con Bianca per capire che idea si era fatta lei. La causa della morte è l’annegamento, avvenuto circa due giorni prima del ritrovamento, ma nei polmoni è stata ritrovata acqua dolce. Il microchip, invece, non è stato ritrovato. E il cavallo era malato. Secondo il dottor Del Carlo il cavallo era proprietà di un circo. Si era ammalato e stava morendo. Il padrone se ne deve essere accorto e, per evitare i costi dello smaltimento e i controlli l’ha portato al fiume e fatto annegare.

Non è dello stesso avviso Bianca. Secondo lei si tratta di rapimento e di scommesse clandestine. Pierugo, Gilberto e Onesto si erano acquattati sotto la finestra della sala da pranzo dove Bianca e il maresciallo avevano chiacchierato. Emma era dietro di loro. Così nascono i Fantini Detective, per risolvere il mistero di chi ha ucciso quel cavallo e scoprire che insieme si possono affrontare anche quei problemi che da soli ci sembrano così difficili e insormontabili.

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La fuga di Pat

Di Roberto Piumini, Pelledoca

Questa storia inizia in una locanda nella campagna inglese, lungo una strada secondaria, non certo una mèta frequentata da turisti. Un ragazzo di dodici-tredici anni è seduto a un tavolo da solo. Indossa occhiali scuri, nonostante il cielo grigio, una lastra compatta di nuvole, non li renda in alcun modo necessari. Sembra spaventato: lancia occhiate al piazzale davanti alla locanda dove è parcheggiata una sola e unica auto, quella di Sam, fotografo e unico altro avventore della locanda. Sam guarda il ragazzo come guarda l’obiettivo della sua macchina fotografica, attentamente e con pazienza, cercando di cogliere ogni dettaglio. Con la netta sensazione di averlo già visto da qualche parte. Intuisce che quel ragazzo sta scappando, non sa da chi o da cosa, ma non c’è tempo di scoprirlo perché nel frattempo un’altra auto è arrivata nel piazzale.

È così che inizia la fuga di Pat, giovane promessa del calcio inglese dal Centro di Fulton.

Perché sta fuggendo? Chi lo sta cercando? Come hanno fatto ad arrivare alla locanda e a rintracciarlo così velocemente? Nessun genitore organizza un inseguimento come quello. E infatti nessuno ha denunciato la scomparsa di Pat, lo sappiamo dalla telefonata di Sam al suo amico ispettore Philip Constable. Né la madre, né nessun altro, ma a inseguirlo ci sono due responsabili del centro di. Lì Pat non stava bene. Giocare a calcio era la sua più grande passione, ma la vita che faceva lì non gli piaceva. Lo aveva scritto alla madre nelle lettere che non aveva mai spedito. Per non farla preoccupare, per evitare che rescindessero il contratto e l’assegno che veniva spedito ogni mese a lei e ai suoi fratelli. Eppure Pat non stava bene. I risvegli di notte si erano fatti sempre più frequenti, il batticuore al risveglio, quel nervosismo che non lo abbandonava mai.

Scappare era diventato un bisogno, un minuto prima di farlo aveva sentito una paura improvvisa come una minaccia. Sam decide di chiamare Paul, un giornalista sportivo e suo vecchio amico, è lui che gli consiglia di rivolgersi alla dottoressa Malstone. In passato aveva indagato sul funzionamento dei centri sportivi e in particolare su quello di Fulton, ma non era uscito fuori niente. Bisognerebbe analizzare il cibo, quello che viene dato ogni giorno, per un certo periodo, senza che nessuno se ne accorga. C’è motivo di credere che ci mettano delle sostanze non consentite, per aumentare muscoli e rendimento, ma a che prezzo?

Per scoprirlo c’è un solo modo, ma per questo bisognerebbe che far tornare Pat lì dentro.

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