Agata nel paese che non legge

27 Febbraio 2022 | Gruppi di lettura

Per il primo appuntamento del gruppo di lettura dedicato agli adulti, che abbiamo deciso di chiamare Pepite, presentiamo Agata nel paese che non legge, di Alessandro Ghebreigziabiher, pubblicato dalla casa editrice NEM.

Per partecipare ai gruppi di lettura è sufficiente venire in libreria. Prossimo appuntamento per il gruppo adulti sabato 26 marzo alle ore 17:30.

Puoi leggere la presentazione del libro in questo post oppure ascoltare l’audio presentazione nell’episodio del Podcast.

Qui puoi dare un’occhiata alle foto della presentazione del libro in libreria con l’autore Alessandro Ghebreigziabiher, Cecilia Moreschi nel ruolo di Agata, e la musica dal vivo della band Carla senza di noi.

Agata Toccaceli

Agata Toccaceli, il cognome della protagonista della nostra storia già dice tutto: è ambiziosa, punta in alto, ma senza megalomanie. Diciamo che è una di quelle persone che in una caduta non vede tanto un fallimento quanto l’occasione per ripartire con più slancio di prima.

Se però state pensando ad un’eroina dalle fattezze statuarie e dall’indefessa capacità di compiere ogni volta la scelta giusta con intrepido spirito di abnegazione avete decisamente sbagliato tiro.

Agata non rientra nei canoni delle bellezze da copertina, complici anche le sue vistose orecchie a sventola, ama bere in compagnia e quando c’è qualcosa che non va nella sua vita, che stride, lei cambia. “Una tagliata con l’accetta” potrete dire, e già va meglio, ma sarebbe ancora meglio dire che “è lei l’accetta”.

Agata nasce a Montenevo, un paese di poco più di tremila anime dove ogni cosa è tipica, si conoscono tutti, ciascuno è imparentato con mezzo paese e la sera non c’è granché da fare.

Si trasferisce nella grande città dopo il diploma, ottenuto in realtà non senza qualche patema.

Un anno infatti Agata viene bocciata: per le troppe assenze è la versione ufficiale; a causa della malattia terminale del padre, quella vittimistica; per colpa del suo carattere ribelle e anarchico è la versione che lei stessa preferisce. In realtà sono tutte parti della verità, una verità che nessuno possiede o riesce ad immaginare.

Quell’anno era l’anno in cui la malattia del padre di Agata avanzava inesorabile progredendo sempre più veloce mese dopo mese.

Era l’anno in cui Antonio, il fratello minore di Agata, avrebbe dovuto prendere in mano la panetteria di famiglia, ma era stato arrestato perché ritenuto colpevole per l’incendio del bar nella piazza; nessuno a dire il vero si era realmente fermato a pensare se Antonio lo fosse davvero colpevole, ma era il drogato del paese e quindi il colpevole perfetto.

Quell’anno era stato l’anno in cui Agata aveva scelto di rimanere chiusa in casa, uscendo soltanto per dare una mano alla sorella Renata per mandare avanti la panetteria.

Era stato l’anno della rivelazione. Seduta in cucina, incredibilmente stanca, in una sera di fine gennaio, Agata aveva alzato lo sguardo verso la porta che si apriva sul salone, seguendo la luce che si posava sui libri della maestosa libreria in mogano. Agata poteva scegliere se trovare salvezza e conforto nella droga, come suo fratello, o nella depressione, come sua sorella. Invece aveva scelto i libri. Agata aveva capito che la possibilità di essere e di diventare ciò che desiderava davvero aveva a che fare con i libri.

Con il diploma in tasca Agata si iscrive all’università nella grande città. I suoi compagni di corso hanno le idee già chiare sul loro futuro: molti saranno scrittori, critici, bibliotecari.

Agata sa, sì, che il suo lavoro avrà a che fare con i libri, ma non anche con la scrittura, bensì proprio con la lettura e lo studio dei libri. Il suo desiderio è quello di riunire la gente più disparata sotto lo stesso tetto per farsi domande, per accettare che talvolta alcune domande non abbiano risposta, per dialogare, per conoscersi a partire dal racconto di un romanzo, di un saggio o dalla lettura di una quarta di copertina. Certo, un posto del genere esiste già da tempo, si chiama libreria, quella che ancora non esisteva era la sua libreria.

Libri con le orecchie

Sarà dura, molto dura, per Agata realizzare il suo desiderio.

Le migliori intenzioni, la passione, la forza di volontà non fanno sempre rima con le parole del commercio, delle norme, della burocrazia, del denaro. Non basta amare i libri e la lettura per riuscire ad aprire e mantenere in piedi una libreria e, credetemi, ne so qualcosa.

Non basta la competenza, la costanza e la dedizione, anche le migliori idee possono fallire per cause completamente indipendenti dalla nostra volontà e nonostante le nostre capacità. La letteratura ci fornisce immagini per pensare, ma per dare forma e corpo ai pensieri occorre che l’immaginazione si sporchi un po’ con la realtà.

Questa storia del “se vuoi, puoi” ha già mietuto abbastanza vittime.

Per prima cosa la ricerca del locale adatto: troppo costosi i locali spaziosi del centro, Agata riesce a trovare il posto giusto in una zona un po’ più periferica e non trova solo il locale adatto, ma anche l’amore.

Poi le pratiche per l’apertura della partita Iva, delle posizioni INPS e INAIL, l’iscrizione in camera di commercio, alle associazioni di categoria, le richieste delle autorizzazioni comunali.

E poi il pizzo. Una cifra da sudori freddi e tremori in tutto il corpo.

Pagare? E ritrovarsi con ancora meno soldi a fine mese, dover lavorare di più e inventarsi altre cose per aumentare le entrate? Cedere alla vigliaccheria e assecondare i criminali? Diventare complici, legittimare la prepotenza? Pagare e correre il rischio di veder aumentare il pizzo per ritrovarsi comunque in balìa dei debiti e fallire?

Non pagare? E continuare a lavorare in tutta tranquillità, guardando il futuro a testa alta con l’orgoglio di non aver ceduto all’arroganza. Correre il rischio di minacce e vendette, che qualcuno che ami possa essere ferito.

Pagare non per paura, ma per amore. E poi l’equivoco, uno sgarbo che andava punito. E la disperata ricerca di una nuova normalità, che passa anche attraverso la scelta di fare altre scelte: perché se vuoi finalmente ottenere un esito diverso, devi fare qualcosa che sino a quel momento non eri disposta a fare.

A volte cambiare è vitale, ma è possibile farlo restando se stessi? Possiamo modificare il nostro comportamento e allo stesso tempo, conservare la nostra essenza, coerenti con chi eravamo, siamo o saremo?

Una storia di amore per i libri e la lettura

La storia di Agata è una storia d’amore con i libri e la lettura. Anzi, di persone e libri, libri e persone, senza soluzione di continuità. Perché la lettura di un libro rende innanzitutto possibile la rilettura di noi stessi e della nostra esperienza del mondo.

I libri entrano nella nostra vita creando un prima e un dopo.

I libri aprono a infinite possibilità di lettura, portano dentro il seme fecondo dell’educazione libertaria, dell’autonomia della mente, della libertà delle scelte.

I libri sono vivi, hanno un corpo che attrae e sprigiona energia.

Il cuore del libro è impossibile da raggiungere solo nel libro.

In Italia legge davvero chi non legge

L’Italia è la sesta editoria al mondo dopo Usa, Cina, Germania, UK e Francia e la quarta in Europa. Le copie di libri vendute nel 2021 sono 115,6 milioni, +18% rispetto al 2020, una crescita che in Europa ci colloca dietro solo alla Germani, davanti a Gran Bretagna e Francia. I libri occupano il primo posto nel ranking delle industrie dei contenuti culturali, davanti alla Pay-TV, al cinema, ai videogames, alle mostre ed esposizioni, al teatro e alla musica.

Ecco, la vendita dei libri è in crescita, ma i lettori sono in calo: dal 59% al 56%. Come mai si vendono più libri ma le persone che leggono diminuiscono sempre più?

Succede questo: i lettori forti leggono e acquistano sempre più, i lettori deboli sempre meno. Legge chi può permetterselo, e perciò risulta vero che le differenze geografiche, anagrafiche, di genere, di reddito, le disparità nella società italiana, soprattutto dopo l’impatto devastante della pandemia, pesano anche e molto sulla lettura.

La lettura è indispensabile e non dovrebbe mai essere un privilegio. E questo vale ancora di più se pensiamo che in Italia legge di più chi non sa leggere: il 77% della popolazione 0-3 anni legge, colora, sfoglia libri o albi illustrati tutti i giorni fuori dall’orario scolastico; percentuale che sale al 93% nella popolazione 4-6 anni.

I libri si comprano in libreria

E dove si comprano i libri? In libreria! Non sono io a dirlo, ma effettivamente mi riempie di orgoglio leggerlo. Non c’è amazon che tenga: le librerie rappresentano il primo canale di vendita davanti agli store on line, seppure in rapida crescita, e alla GdO in netto calo.

Cosa ci dicono in sintesi questi dati? Che il mercato dei lettori è trainato da chi ancora non legge, quindi, dai genitori che comprano libri per i propri figli, e che li comprano in libreria, ma non tutti hanno accesso ai libri.

Questo significa che la storia di Agata e della sua libreria non è solo un romanzo: una libreria di quartiere è davvero un nuovo modello di fare cultura. Non è solo il luogo dove si vendono i libri, ma il luogo di incontro con i libri, dove leggere un libro diventa un’esperienza culturale.

Abbiamo bisogno della cultura come dell’aria: per esistere come individui e come persone che appartengono a una società. La cultura ha infatti un valore identitario: capiamo chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo andare grazie alla cultura e questo valore identitario determina il nostro radicamento in una comunità.

Cosa possono fare i libri e una piccola libreria di quartiere

Incredibile cosa possano fare un libro e una libreria di quartiere.

Perché leggere non è soltanto scorrere gli occhi sulle parole che riempiono le righe di una pagina. Leggere è un’esperienza meravigliosa, non c’è nessun investimento dal guadagno così smisurato come l’acquisto di un libro.

Un libro è la possibilità di vivere tutte le vite che vogliamo: ci porta in una lingua e in un mondo che non conosciamo, ci separa da noi stessi, da quelle che fino a quel momento sono state le nostre convinzioni, a volte ingombranti, a volte troppo strette, o troppo fragili.

Questo significa leggere. E l’esperienza di lettura, specie se condivisa, anche attraverso un podcast, può trasformare i singoli individui in una comunità.

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Minuti contati: leggi il libro, visita il museo e fai un pic nic con l’autrice

Minuti contati: leggi il libro, visita il museo e fai un pic nic con l’autrice

Siete mai stati a Villa Borghese?

Un parco incantevole in cui i vialetti si snodano tra alberi altissimi e si aprono su radure improvvise o laghetti fiabeschi e fontane zampillanti. Al centro del parco c’è un edificio maestoso, la Galleria Borghese, che raccoglie esposizioni d’arte uniche al mondo per valore e bellezza. Qui è ambientata la storia di Minuti contati, un’avventura mozzafiato tra arte e storia, amicizia e solidarietà.

Qui festeggeremo un anno di letture insieme con i gruppi di lettura 8-10 e 11-13 anni e tutti e tutte coloro che vorranno unirsi a noi prima delle vacanze.

Qui potremo fare una visita guidata al museo, per svelare ogni retroscena dei corpi delle statue del Bernini e dei volti dei quadri del Caravaggio che hanno animato la storia.

Qui potremo incontrare l’autrice del libro, Maria Beatrice Masella, in un pic nic sull’erba.

Trova gli indizi e risolvi il mistero

Minuti contati è la storia di Stella e di Ricky, due ragazzi che frequentano il liceo artistico e hanno accettato di fare uno stage nella Galleria Borghese. È la storia di una mattina come tante alla Galleria, folle di turisti sciamano nei corridoi girando intorno alle opere d’arte che le guide descrivono ciascuna in una lingua diversa, svelando i segreti che l’arte riserva sempre a chi li voglia ascoltare. E poi è arrivato lui, ci ha messo pochi secondi: ha aperto lo zaino appoggiandolo fra i suoi piedi prima di consegnarlo al guardaroba, ha estratto un pacco, una specie di busta gialla rigonfia che ha fatto scivolare veloce dentro la giacca.

Così ha inizio una inquietante caccia al tesoro, una sfida di enigmi in cui ogni mossa può risultare fatale e il prezzo da pagare altissimo: qualcuno minaccia di far saltare in aria la Galleria Borghese e ha seminato indizi intorno alle opere d’arte. È come se le statue prendessero vota e raccontassero la loro storia, così lontana e così vicina. I loro dolori e le loro speranze sono quelli che animano ancora popoli afflitti dall’oppressione, dalla tirannia e dalla minaccia di un futuro senza sogni.

Cosa succederebbe se Stella e Ricky arrivassero troppo tardi?

Lotta va al museo

Per l’ultimo appuntamento della stagione dei gruppi dei lettura 8-10 e 11-13 anni, abbiamo scelto di festeggiare con un evento speciale: chi acquista il libro potrà partecipare alla visita guidata alla Galleria Borghese, sabato 15 giugno, alle ore 16:00, e fare un pic nic nel parco insieme all’autrice Maria Beatrice Masella.

Abbiamo bisogno della cultura e dell’arte come dell’aria, per esistere come individui e come persone che appartengono a una società. Sono i punti di riferimento che ci servono per capire chi siamo, da dove veniamo e chi vogliamo essere. Sono le radici che fondano la comunità alla quale apparteniamo, i fili verso i quali protendiamo le braccia per cogliere nuove occasioni e opportunità. Sono eccezionali strumenti per sensibilizzare, di mettere in discussione abitudini sociali e promuovere cambiamenti di comportamento nella nostra società.

Sono il modo migliore che conosciamo per festeggiare un anno di letture insieme.

 

Chi può partecipare?

Tutti e tutte! Chi ha partecipato ogni mese ai gruppi di lettura, chi è venuto una volta e mai più, chi non è venuto, ma ha sempre desiderato, chi non ha mai potuto perché abita lontano o non ha mai avuto l’occasione giusta.

 

Quanto costa?

Il prezzo del libro. Incluso con l’acquisto del libro c’è la visita guidata alla Galleria Borghese (abbiamo già prenotato noi l’entrata di gruppo) e il pic nic nel parco con l’autrice.

 

Quanto dura?

Appuntamento ore 16:00 davanti alla Galleria Borghese, ognuno può raggiungerci con i mezzi propri. La visita durerà circa un’ora e poi ci ritroveremo all’esterno del museo per un pic nic durante il quale incontreremo l’autrice del libro, Maria Beatrice Masella. Potremo fare domande e confrontarci sulla lettura del libro, chiacchierare e scambiarci opinioni. In tutto circa due ore e mezza.

 

Come faccio a partecipare?

Acquista il libro in libreria o nello shop qui

Nuove ribelli: ad aprile scopriamo le graphic novel con l’illustratrice Vittoria Macioci

Nuove ribelli: ad aprile scopriamo le graphic novel con l’illustratrice Vittoria Macioci

Nuovo appuntamento del gruppo di lettura 11-13 e per questa occasione scopriamo le graphic novel con Vittoria Macioci, autrice e illustratrice del libro Nuove Ribelli.

Dopo Lotto ogni giorno continuiamo a parlare di storie di coraggio, di impegno, di determinazione. Ma questa volta parliamo di ragazze di oggi. Nuove ribelli dà voce ai diritti di quelle bambine e di quelle ragazze diversissime tra loro, pronte a pagare il prezzo di andare contro corrente, a segnare un prima e un dopo con il loro comportamento, a ispirare senza giudicare. 

La storia di Malala Yousafzai e quella di Greta Thunberg sono già note, ma ci sono altre ragazze che credono che le cose possano cambiare. Ora. A partire da ognuno di noi. 

Sono Emma González e i ragazzi di Parkland sopravvissuti a una sparatoria in un liceo americano e diventati la lotta per il controllo delle armi negli Stati Uniti.

Sono Melati e Isabel Wijsen in Indonesia, capaci di mobilitare migliaia di persone pur di pulire le proprie spiagge. Un passo alla volta, un sacchetto alla volta. 

È Yousra Mardini, campionessa di nuoto siriana impegnata nella lotta per la sopravvivenza e per proteggere i propri cari e gli esseri umani intorno a sé. 

Quello che fanno è passare dalle parole ai fatti, dimostrando che nessuna sfida è troppo grande, nessun sogno è troppo piccolo, quando si costruisce una comunità in cui vengono prima le persone e le loro vite. 

Non resta che leggere e fare la nostra parte. 

 

Incontro con l’autrice in libreria

Sabato 13 aprile è stata ospite in libreria l’autrice e illustratrice Vittoria Macioci che ha realizzato le tavole della storia dedicata a Malala Yousafzai nell’antologia Nuove Ribelli.

Insieme a lei abbiamo conosciuto le storie delle protagoniste del libro, ascoltato il processo creativo dietro la realizzazione delle storie e riflettuto insieme su quanto siamo importanti le loro testimonianze.

Abbiamo posto domande, interrogandoci su come sia possibile prendere una pallottola in testa quando si va a scuola o dentro scuola. Perché mai ci si dovrebbe sentire al pericolo dentro casa propria, tanto da rischiare la vita a bordo di imbarcazioni fatiscenti pur di andare via. Di quanto ognuno di noi possa fare la propria parte, con le proprie parole, con i propri gesti.

Noi abbiamo fatto la nostra parte aprendo la mente, il cuore e le orecchie. Ci ritroveremo in libreria sabato 11 maggio alle ore 10:30 per l’ultimo appuntamento del gruppo di lettura per questa stagione, parleremo delle nostre storie preferite e registreremo un nuovo episodio del podcast.

Ora tocca a te.

 

Nuove Ribelli

di Brett Parson, Fabien Morin, Gijé, Jocelyn Joret, Julien Derain, Laurent Hopman, Rebecca Traunig, Vittoria Macioci, con la prefazione di Randa Ghazy e la traduzione di Stefano Andrea Cresti, Tunuè

 

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COME FACCIO A PARTECIPARE?

La partecipazione è libera e gratuita, ma è necessario acquistare il libro. Non serve prenotare, basta raggiungerci in libreria.

Dopo cinque partecipazioni al gruppo si ottiene il 5% di sconto e, dopo altre cinque, un ulteriore 5% (non cumulabile).

Qui il calendario con tutti gli incontri.

ABITI LONTANO? LEGGIAMO INSIEME, ANCHE A DISTANZA!

Se abiti lontano e non puoi partecipare agli incontri in libreria puoi leggere con noi, anche a distanza, acquistando il libro del mese o l’intera terzina (con lo sconto del 5%) e le spese di spedizione sono gratuite.

E se ci mandi un vocale su Telegram condividendo la tua esperienza di lettura lo pubblicheremo nel nostro Podcast di presentazione del libro, insieme alle voci dei partecipanti degli incontri in libreria.

3 libri da leggere a marzo 11-13 anni

Nuovo appuntamento del gruppo di lettura 11-13 e torna l’appuntamento con lo scambio posta Pelledoca!

Grazie alla casa editrice Pelledoca, specializzata in storie da brivido, capaci di tenere il lettore con il fiato sospeso e gli occhi incollati alla pagina, torna l’avventura Scambio Posta Pelledoca. A novembre avevamo avuto modo di partecipare al primo scambio e avevamo letto l’incipit in esclusiva di quello che poi è diventato il libro del mese!

Ogni partecipante al gruppo di lettura ha ricevuto una busta personalizzata. Ogni busta contiene:

  • un aneddoto da dietro le quinte, ovvero qualcosa di particolare e curioso legato alla realizzazione di un libro Pelledoca: questo mese dedicato a L’impero invisibile, di Gabriele Nanni;
  • un’anticipazione esclusiva: questo mese l’incipit di Frammenti di oscurità, il romanzo di Stefania Cornago, in uscita a fine marzo;
  • un breve racconto d’autore inedito, scritto appositamente per SPP: questo mese Il mio nome è Violet Hellman di Chiara Cacco;
  • il cruciverba Pelledoca.

Vuoi sapere cosa abbiamo letto a febbraio? Qui, trovi la presentazione (da leggere/ascoltare) del libro del mese di febbraio e degli altri libri della terzina.

I nostri lettori e le nostre lettrici, che si sono ritrovati in libreria sabato 16 marzo alle ore 10:30 (qui trovi il calendario con tutte le date degli incontri) hanno ascoltato la presentazione di tre libri e poi ne hanno scelto uno da leggere insieme.

Se acquisti il bundle con l’intera terzina del mese hai il 5% di sconto e le spese di spedizione omaggio!

Ecco il libro del mese:

Spiriti dello Tsunami

di Daniele Incastro, Pelledoca

Un libro da brividi perché è attraversato costantemente da un filo di angoscia, ma è una storia di grandi sentimenti ed emozioni profonde che scava nella reazione dei sopravvissuti alla morte improvvisa di loro cari, mostrando un lato diverso del dolore, un dolore fatto di compostezza, ma che riusciamo lo stesso a provare sulla nostra pelle. Ascolta i commenti dei nostri lettori e delle nostre lettrici nell’ultimo episodio del podacast.

Il pavimento iniziò a tremare. I vetri ronzarono. Il lampadario oscillava nell’aria. I cassetti si aprirono in un tintinnio di posate.

È il 2011 e il Giappone è attraverso dall’onda di un violento tsunami che provoca circa 20.000 vittime e 5.000 dispersi. Marco, il fratello di Andrea è fra questi. Da quel giorno la vita di Andrea non è più la stessa.

Andrea voleva diventare come Marco, leggero, sicuro di sé, incurante di qualsiasi fallimento, capace di insegnare ai giapponesi lingua e cultura italiana con la schiena dritta e realizzare i suoi sogni. Finché il terremoto più potente della storia del Giappone, il quarto a livello mondiale, lo aveva spazzato via dal pianeta, ma non dalla sua vita. Marco c’è ancora, ma lo vede solo Andrea: era lui, suo fratello, ma un blu innaturale colorava le sue unghie e i suoi vestiti gocciolavano. Insomma, uno spirito. Certe cose pensi che accadano in tv, al massimo on line, mai per davvero. Mai a te. E invece.

Si chiamano Yurei, sono le anime delle persone che, dopo morte, non riescono a lasciare il mondo dei vivi e raggiungere in pace lo Yomi, l’aldilà, almeno finché non saranno placati. Secondo le antiche tradizioni giapponesi quando gli spiriti sono animati da emozioni molto forti o se hanno subito una morte violenta o i riti funebri non vengono eseguiti restano in una sorta di limbo che separa il mondo dei vivi da quello dei morti. Marco avrebbe potuto e voluto fare ancora tante, tantissime cose, come insegnare all’università, vedere un’altra nevicata, sposare la sua fidanzata Tanako, ma è arrivato lo tsunami a spazzare via sogni e desideri. Il suo corpo non è mai stato ritrovato e non ha potuto ricevere una degna sepoltura. Il fatto che sia ancora lì significa che c’è qualcosa di irrisolto. E Andrea sa di cosa si tratta, anche se ha fatto di tutto per nasconderlo ai genitori. C’è la testimonianza di un uomo del posto che dice di aver salvato lui i ragazzi, non suo fratello. Solo che è un bugiardo. E ora quell’accusa infame tiene Marco nel limbo.

Così Andrea decide di andare a Kamaya, sul luogo della tragedia. Lì incontra i sopravvissuti, occhi bassi e silenzio, unghie che scavano la pelle sulle nocche in risposta alle domande. E poi Yoko, una ragazza che sembra ascoltare le storie di chi non c’è più. A quanto pare, Andrea, non è il solo a parlare con i morti e vedere i fantasmi. Non è il solo a dover fare i conti con la vita che chiede prepotentemente di andare avanti.

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Ecco gli altri libri della terzina:

Emma e i fantini detective 

di Laura Orsolini, Pelledoca

Il cadavere di un cavallo viene ritrovato all’alba sulla spiaggia di Forte dei Marmi. Come un tronco enorme straccato dal mare. Lo ritrova Bianca, amante della corsa, della musica classica, dei cavalli. Bianca infatti è proprietaria di un maneggio, il maneggio Biancavallo.

Sarà annegato, pensa il dottor Carlo Del Carlo, medico incaricato di eseguire l’autopsia e veterinario del maneggio di Bianca. Lo stesso maneggio dove i genitori di Emma hanno deciso di farle trascorrere una vacanza nel tentativo di superare il mutismo selettivo in cui si è chiusa dopo la scomparsa del cane. “Vedrai che tornerà” le avevo detto, “vedrai che lo ritroveremo”, “vedrai che sta bene”. Emma aveva collezionato un numero consistente di “vedrai”. All’inizio ci aveva creduto, poi aveva sperato e poi erano cominciate a scendere le lacrime. E piano, piano Emma non ebbe più voglia di ridere, né di stare con le amiche, né di studiare, né di leggere. Poi smise di parlare. Non parlava più. Con nessuno. Aveva promesso di non affezionarsi più a nessun animale, ma non aveva fatto i conti con Bandito, un cavallo particolarmente difficile, che non si lascia montare nemmeno dai fantini più esperti. Ed esperti sono Onesto, Gilberto e Pierugo che cavalcano da anni e ogni estate si ritrovano al campo estivo del maneggio di Bianca.

E proprio lì era diretto quella sera il maresciallo Bonacoscia, deciso a scambiare quattro chiacchiere con Bianca per capire che idea si era fatta lei. La causa della morte è l’annegamento, avvenuto circa due giorni prima del ritrovamento, ma nei polmoni è stata ritrovata acqua dolce. Il microchip, invece, non è stato ritrovato. E il cavallo era malato. Secondo il dottor Del Carlo il cavallo era proprietà di un circo. Si era ammalato e stava morendo. Il padrone se ne deve essere accorto e, per evitare i costi dello smaltimento e i controlli l’ha portato al fiume e fatto annegare.

Non è dello stesso avviso Bianca. Secondo lei si tratta di rapimento e di scommesse clandestine. Pierugo, Gilberto e Onesto si erano acquattati sotto la finestra della sala da pranzo dove Bianca e il maresciallo avevano chiacchierato. Emma era dietro di loro. Così nascono i Fantini Detective, per risolvere il mistero di chi ha ucciso quel cavallo e scoprire che insieme si possono affrontare anche quei problemi che da soli ci sembrano così difficili e insormontabili.

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La fuga di Pat

Di Roberto Piumini, Pelledoca

Questa storia inizia in una locanda nella campagna inglese, lungo una strada secondaria, non certo una mèta frequentata da turisti. Un ragazzo di dodici-tredici anni è seduto a un tavolo da solo. Indossa occhiali scuri, nonostante il cielo grigio, una lastra compatta di nuvole, non li renda in alcun modo necessari. Sembra spaventato: lancia occhiate al piazzale davanti alla locanda dove è parcheggiata una sola e unica auto, quella di Sam, fotografo e unico altro avventore della locanda. Sam guarda il ragazzo come guarda l’obiettivo della sua macchina fotografica, attentamente e con pazienza, cercando di cogliere ogni dettaglio. Con la netta sensazione di averlo già visto da qualche parte. Intuisce che quel ragazzo sta scappando, non sa da chi o da cosa, ma non c’è tempo di scoprirlo perché nel frattempo un’altra auto è arrivata nel piazzale.

È così che inizia la fuga di Pat, giovane promessa del calcio inglese dal Centro di Fulton.

Perché sta fuggendo? Chi lo sta cercando? Come hanno fatto ad arrivare alla locanda e a rintracciarlo così velocemente? Nessun genitore organizza un inseguimento come quello. E infatti nessuno ha denunciato la scomparsa di Pat, lo sappiamo dalla telefonata di Sam al suo amico ispettore Philip Constable. Né la madre, né nessun altro, ma a inseguirlo ci sono due responsabili del centro di. Lì Pat non stava bene. Giocare a calcio era la sua più grande passione, ma la vita che faceva lì non gli piaceva. Lo aveva scritto alla madre nelle lettere che non aveva mai spedito. Per non farla preoccupare, per evitare che rescindessero il contratto e l’assegno che veniva spedito ogni mese a lei e ai suoi fratelli. Eppure Pat non stava bene. I risvegli di notte si erano fatti sempre più frequenti, il batticuore al risveglio, quel nervosismo che non lo abbandonava mai.

Scappare era diventato un bisogno, un minuto prima di farlo aveva sentito una paura improvvisa come una minaccia. Sam decide di chiamare Paul, un giornalista sportivo e suo vecchio amico, è lui che gli consiglia di rivolgersi alla dottoressa Malstone. In passato aveva indagato sul funzionamento dei centri sportivi e in particolare su quello di Fulton, ma non era uscito fuori niente. Bisognerebbe analizzare il cibo, quello che viene dato ogni giorno, per un certo periodo, senza che nessuno se ne accorga. C’è motivo di credere che ci mettano delle sostanze non consentite, per aumentare muscoli e rendimento, ma a che prezzo?

Per scoprirlo c’è un solo modo, ma per questo bisognerebbe che far tornare Pat lì dentro.

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Per chi invece acquista il bundle, con tutti e tre i libri della terzina del mese, c’è sempre il 5% di sconto e le spese di spedizione sono omaggio.

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