Per il nuovo appuntamento di Perle, il gruppo di lettura dedicato ai lettori e alle lettrici dagli 8 ai 10 anni, presentiamo Via del Sorriso 123, di Lodovica Cima, con le illustrazioni di Giulia Dragone, pubblicato dalla casa editrice il Castoro.

Sabato 12 marzo alle ore 10:30 il gruppo si riunirà in libreria per parlare insieme di Via del Sorriso 123 e per scegliere il prossimo libro da leggere insieme.

Se vuoi partecipare ascolta la presentazione del libro nel nuovo episodio del podcast Letture fatte a mano (o continua leggere questo post) e unisciti a noi in libreria o su zoom. 

12 capitolo: uno per ogni mese dell’anno

In Via del Sorriso, al numero 123 c’è una casa dove quattro bambini e un cane, sotto gli occhi di Angelo, custode del palazzo, giocano, ridono e scoprono le stagioni e la magia che il tempo porta con sé.

Il primo capitolo, Gennaio, è dedicato ad Angelo, è il portiere del palazzo e tutti lo chiamano angelo custode perché sa fare tutto ed è sempre pronto a dare una mano a tutti.

Febbraio è il mese in cui Pietro e Marina aiuteranno Angelo a cercare Poldo e, insieme, conosceranno Sofia, la figlia più piccola della famiglia Marini, che si sono appena trasferiti in Via del Sorriso.

A Marzo conosceremo Kirian, la bambina del quarto piano e il suo fratellino Jay e impareremo a rispettare i tempi della natura, aspettando che i semi diano i loro frutti, accudendoli con acqua, cura e gentilezza.

Eh sì, questo è un libro sulla gentilezza, un manuale di pratiche gentili da mettere in atto subito e alla portata di tutti.

Aprile è il mese di una caccia al tesoro molto gustosa. Maggio quello delle giornate tiepide e senza nuvole, ideali per giocare un po’ in cortile dopo la merenda.

A Giugno finisce la scuola e la sera si può restare a guardare il cielo d’estate, quando il caldo soffocante lascia spazio a un bel frescolino e finalmente si può respirare, giocando a trovare tra le stelle il proprio ritratto.

Poi settembre, con le tante, troppe cose da fare: la scuola, la musica, l’inglese, lo sport, ma Pietro e Sofia vorrebbero restare a casa, passare più tempo a giocare.

Ottobre, il freddo è appena arrivato e con esso qualche starnuto. Angelo si è preso il raffreddore e tutti si danno da fare per non lasciarlo solo e aiutarlo a guarire in fretta.

A Novembre conosciamo Amalia, la sorella di Angelo, una signora tonda e soffice come un panino dolce, che profuma di buono e fa qualcosa di molto speciale.

Siamo arrivati a Dicembre, tempo di Natale e regali sotto l’albero. Al centro del cortile del palazzo c’è un grande vaso con uno splendido abete, verde brillante e profumato che diventa il ritrovo per le riunioni dei bambini alla ricerca di idee per il regalo di Natale per Angelo e per Poldo.

Ma per loro non c’è niente di più bello del tempo trascorso e da trascorrere insieme.

Il piacere del tempo trascorso insieme

I racconti degli abitanti di Via del Sorriso sono come una coperta morbida e confortevole, pescano nei ricordi dell’infanzia dove il cortile, l’androne, le scale o l’ascensore erano un luogo di incontro e non solo ci si salutava, ma si chiacchierava e ci si dava appuntamento per trascorrere del tempo insieme. Un tempo in cui ci si riconosceva e ci si chiamava per nome.

Un tempo, nemmeno troppo lontano, in cui giocavamo nel cortile sotto casa. Un tempo fatto di corse e calci al pallone, giri in monopattino o in bicicletta, di pozioni magiche preparate con i pentolini, i petali di geranio e un po’ d’acqua dell’innaffiatoio. Le relazioni tra coetanei sono le prime prove di relazioni sociali e il cortile per molti di noi è stato un luogo di conforto e supporto reciproco, di guida, di costruzione della propria identità.

Il “cortile” ora è una realtà pressoché scomparsa, quel giocare liberi da ogni vincolo e tempo, oggi (quasi) non esiste più. Oggigiorno le giornate dei ragazzi sono definite secondo ritmi ben precisi, prima la scuola, poi i compiti, poi lo sport, poi un po’ di tv poi si cena e via a letto. In questa maniera è più difficile imparare a trovare il giusto equilibrio nelle relazioni con gli altri, ma è anche più difficile sviluppare la creatività e la fantasia.

A volte siamo noi genitori ad essere spaventati dall’idea che i nostri figli non abbiano nulla da fare, ma fare delle cose insieme, come, per esempio, vedere un film, fare una passeggiata, giocare, fare la spesa, cucinare, leggere un libro, non è “non fare niente”. È condividere li proprio tempo, ed è la cosa più preziosa che ci sia.

Via del Sorriso 123 è un libro che aiuta a sviluppare il piacere di leggere

Leggere Via del Sorriso 123 ci porta a fare un paio di considerazioni sul piacere della lettura.

A volte dimentichiamo quante difficoltà linguistiche, cognitive, legate ai contenuti o agli aspetti grafici possono privarci del piacere di leggere. Non siamo biologicamente programmati per essere lettori, non siamo nati per leggere, e la lettura è uno dei processi più complessi che il nostro cervello possa compiere. 

troppo spesso infatti, soprattutto all’inizio della carriera di un lettore, capita di non riuscire ad apprezzare il piacere della lettura perché ci si trova di fronte un testo troppo lungo e articolato. E cosa quando ci si trova per le mani un libro inaccessibile? Si chiude e non si legge.

Le principali difficoltà di fronte alle quali si trovano i lettori alle prime armi sono:

  • difficoltà legate ai contenuti: quando ci sono testi e argomenti estranei alle conoscenze pregresse, alle esperienze, agli interessi di chi legge;
  • difficoltà legate alle operazioni cognitive: quando risulta difficile seguire la trama oppure identificare il tempo, i luoghi e i personaggi di un brano;
  • difficoltà legate agli aspetti linguistici: testi, paragrafi, periodi troppo lunghi, frasi troppo lunghe e articolate, vocaboli non conosciuti;
  • difficoltà legate agli aspetti grafici: la parte illustrata risulta relegata in secondo piano, non integra il testo, non aiuta a chiarire.

Via del sorriso 123 è un libro è perfetto per essere letto ad alta voce in quel momento di passaggio in cui si cercano storie un po’ lunghe dell’albo illustrato, da leggere un po’ per volta sera dopo sera. I capitoli infatti sono brevi e non sono necessariamente collegati l’uno all’altro. In questo modo non c’è rischio di perdere il filo o dimenticare dettagli importanti per lo svolgimento della storia.

Le illustrazioni sono davvero un valore aggiunto: arricchiscono di dettagli ogni pagina, aggiungono sonorità e luminosità alla storia grazie ai tratti slanciati e all’uso dei colori pastello.

Ma questo libro è particolarmente adatto anche per allenare la lettura autonoma sia grazie ad alcune accortezze tipografica come la spaziatura ampia e l’uso di un font dal design lineare e pulito, sia per lo sviluppo lineare delle storie: brevi descrizioni, una sequenza di azioni, tempi per lo più al presente, situazioni nelle quali è facile riuscire ad immedesimarsi.

L’immedesimazione infatti è un principio fondamentale della letteratura, è la scintilla che suscita l’interesse per il racconto, che spinge a leggere e leggere ancora. Se non c’è comprensione, non c’è interesse, né immedesimazione.

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