Nell’ultimo appuntamento di Perle, il gruppo di lettura dedicato ai lettori e alle lettrici dagli 8 ai 10 anni, abbiamo presentato La signora Lana e il profumo della cioccolata, di Jutta Richter, pubblicato dalla casa editrice Beisler.

In ogni incontro chiacchieriamo insieme dell’ultimo libro letto insieme, facciamo merenda e poi scegliamo la prossima lettura votando il libro preferito tra tre che vengono presentati. Se vuoi unirti a noi e leggere insieme ti basta raggiungerci in libreria (prossimo appuntamento sabato 9 aprile ore 10:30), oppure seguirci a distanza via zoom, a spedirti il libro (o i libri!) da leggere ci pensiamo noi.

Puoi ascoltare la presentazione dei 3 tre nuovi libri nel nostro podcast.

Il negozio di Nuvolana Wolkenstein ingoia i bambini

Correva voce che il negozio nero di Nuvolana Wolkenstein ingoiasse i bambini.

Se sei un bambino della Hasenwag, la via delle lepri, andando a scuola devi passare la Sperbergasse, la viuzza degli sparvieri: passare davanti alla casa blu, davanti alla casa gialla, davanti alla casa rossa, davanti al cancello verde di Tozzi, dove il bassotto abbaia forte, salta inferocito sull’inferriata e, scivolando giù, fa quel rumore stridulo con le unghie. E poi davanti al negozio nero di Nuvolana Wolkenstein…

Quando arrivi lì devi trattenere il fiato, diventare invisibile, tirar via a testa bassa e tornare a respirare solo una volta raggiunta piazza del municipio.

Anche Merle e Moritz ogni giorno devono fare questa strada per tornare a casa e quando rientrano salgono direttamente nella loro camera, si sdraiano sui loro letti e accendono la radio.

La loro non è una radio qualunque, è un ricevitore universale attraverso il quale possono ascoltare le trasmissioni da ogni parte del mondo. Da quel ricevitore, soprattutto, possono ascoltare la voce del loro papà ed è l’unico modo per sentirsi vicini.

Un giorno la mamma di Merle e Moritz comunica loro che sta cercando una “dama di compagnia”, che è un modo più sofisticato per dire baby sitter, poiché per alcuni mesi dovrà fare il turno di notte in clinica.

Ed eccola lì, qualche giorno dopo, seduta al grande tavolo, sulla sedia del papà, la loro nuova dama di compagnia. Stringeva in mano un cucchiaino e girava lo zucchero nel tè. La sua mano era tutta nodosa. Aveva labbra sottili e occhi verdi come l’erba. Un paio di occhiali minuti, dalla montatura dorata, le stava sospeso sulla punta del naso. Il bastone nero con il manico d’argento era appoggiato al bordo del tavolo.

La conoscevano, sapevano benissimo chi fosse. Il suo nome era Nuvolana Wolkenstein.

L’arrivo a Fanciullopoli

In realtà la prima sera non sembra poi essere così male: la signora Nuvolana ha preparato una buonissima cioccolata calda che risveglia nel cuore e nella mente di Merle i ricordi del viaggio in Italia, quando erano ancora tutti insieme. Era stato così bello che si sentivano molto tristi per il rientro, il papà l’aveva capito e aveva cercato di tirarli su di morale. “Il bello viene sempre alla fine”, aveva detto il papà, ma ora quelle parole erano appena uscite dalla bocca della signora Wolkenstein. Come faceva a sapere quali parole aveva pronunciato il papà? Era come se quella donna sapesse leggere nel pensiero delle persone e, cosa più inquietante, i suoi continuavano a cambiare colore.

La notte però non fu altrettanto tranquilla, Ad un tratto i bambini si svegliarono avvertendo la sensazione di qualcosa di diverso, anche se non riuscivano bene a capire cosa.

C’era una luce sotto la porta della loro camera, vibrante come quella di una candela. Anche la porta era strana, non era quella della loro camera: nera, intagliata da cima a fondo, al centro c’era un nido incorniciato da tralci fioriti, al posto della maniglia era comparso un pomello dorato, e sopra il nido c’era una targa con scritto FANCIULLOPOLI.

Che strano, il papà parlava sempre di Fanciullopoli e lo descriveva come un posto fantastico, ma anche pieno di pericoli dove ci vivono essere fantastici, nessuno sa se buoni o cattivi, come gli gnomi Zannaguzza.

La curiosità era davvero troppa e così varcarono la soglia, quello che si spalancava davanti agli occhi di Merle e Moritz era incredibile: le pareti blu zaffiro, un tappeto verde come il muschio e soffice come una nuvola. Tutto ad un tratto dalla radio, che Merle stringeva forte nel palemo della mano, uscì una voce profonda e vellutata, limpida e forte, sembrava la voce di Nuvolana Wolkenstein: “Benvenuti a Fanciullopoli, Merle e Moritz Neumann! Benvenuti nel paese delle infinite possibilità! Qui tutti trovano quel che cercano. Gli gnomi Zannaguzza vi daranno il benvenuto. Gli gnomi Zannaguzza adorano le rime. Vi metteranno alla prova. Ascoltate con attenzione quel che dicono, siate gentili, beneducati e soprattutto: state in guardia!”

Come faceva la signora Wolkenstein a conoscere le parole che inventava il papà? Come faceva indovinare i loro segreti? E cosa intendeva con quella frase?

Ma non c’è tempo per pensare a queste domande, nel mondo incredibile di Fanciullopoli, dove però ci sono delle regole da rispettare: degli gnomi non fidarti mai; se il pericolo incombe, indietro guarderai; va’ dove la volpe ti spinge, la volpe orfana ha orecchie di lince; se il radioricevitore comincia a parlare, in gran silenzio dovrai ascoltare; quando il pericolo è più forte, la via di mezzo porta alla morte.

Il giorno successivo, nonostante il disastro della prima sera trascorsa a Fanciullopoli, Merle e Moritz dovranno tornarci perché dovranno recuperare il ricevitore, l’unico filo che li lega al loro papà. Ma lo sanno anche gli gnomi Zannaguzza, perfidi, subdoli e senza cuore. Sono maestri dell’inganno, dell’imbroglio e dell’impostura, e le gallerie in cui dimorano sono tortuose e infarcite di trappole.

Lì incontreranno Lacrima d’argento, la fidata volpe della signora Lana, tutto quello che serve è escogitare un piano.

Una fiaba gotica dal sapore del Nord

Una storia che è solo l’inizio delle avventure di Merle e Moritz, una storia delle atmosfere un po’ gotiche, cupe e totalmente affascinanti. Una storia che evoca in ognuno di noi una storia personale fatta di ricordi ed emozioni, tracce emotive lasciate dai libri che ci sono stati letti ad alta voce nell’infanzia. Una storia che ricorda le fiabe, racconti orali che sin dall’antichità rappresentano il mezzo privilegiato per trasmettere ai bambini gli strumenti necessari per affrontare il cammino di crescita.

Non ci sono principi e principesse dai colori pastello, le canzoncine e gli abiti svolazzanti, gnomi dal naso rubicondo e dal panciotto tondo, ma un viaggio in una terra fantastica e pericolosa, prove e paure da superare, coraggio e capacità di fare la scelta giusta anche quando questa è la più difficile.

La ricchezza narrativa dei dettagli, lo stile elegante della lingua, la capacità di esprimere l’immaginario, l’umorismo e l’arte affabulatoria rendono questa storia davvero una fiaba che porteremo nella nostra valigia dei ricordi per tanto tanto tempo.

 

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