Due hotel e un delitto

22 Marzo 2022 | Gruppi di lettura

Durante l’ultimo incontro di Coralli, il gruppo di lettura dedicato ai lettori e alle lettrici dagli 11 ai 13 anni, abbiamo scelto di leggere insieme Due hotel e un delitto, di Erika Torre, pubblicato dalla casa editrice Pelledoca.

In ogni incontro i ragazzi e le ragazze scelgono un nuovo libro da leggere tra tre proposte. Prossimo appuntamento sabato 23 aprile ore 10:30 in libreria. Parleremo di Due hotel e un delitto e sceglieremo il prossimo libro da leggere. Per partecipare raggiungici in libreria oppure partecipa a distanza via zoom (scrivici!). Puoi scegliere il tuo prossimo libro leggendo la presentazione oppure ascoltando il podcast. Buona lettura!

A Rebecca sembrava che ultimamente tutti si preoccupassero un po’ troppo dell’hotel rivale, Il Rocca Blu con le persiane e le tende blu elettrico, e troppo poco degli ospiti del Belfiore, Gioiello del lago, un sogno racchiuso tra i boschi, una fila di rododendri a circondare il prato come un abbraccio. A dividere le due proprietà c’era solo la strada che risaliva la collina fino alla rupe: un bel tratto di lungolago era in realtà un campo di battaglia segreto. Il nemico poteva essere chiunque; un cameriere che fingeva di legger il giornale e invece spiava le mosse del cameriere dell’altro hotel, o la donna delle pulizie che un attimo prima parlava al telefono e quello dopo inseguiva un lavapiatti che le aveva rigato l’auto. Ma nessun ricordava quando e perché fosse iniziata la guerra tra gli hotel.

Oggi Rebecca compie 10 anni, a svegliarla era stata la voce di un tuono, un rombo vicinissimo, tanto da far tremare la finestra. Le strade di Sottorupe dovevano essere allagate dal maltempo, ma Rebecca non ha bisogno dell’ombrello, oltre la porta di casa non c’era un vialetto, ma un tappeto rosso.

Il suo appartamento si trovava dietro la reception dell’hotel Belfiore e poi non aveva bisogno di uscire, doveva soltanto raggiungere la biblioteca, dall’altra parte dell’hotel. Lì c’era tutto quello di cui aveva bisogno: una cornice contenente un articolo di giornale dal titolo Salvi per miracolo!, il quadro con la cascata, una credenza per piatti, una sedia a dondolo, una cassapanca, un comodino. Da quando aveva cinque anni, Rebecca aveva ricevuto in regalo da sua madre un mobile con dentro un indizio per una piccola indagine. La madre di Rebecca era un’investigatrice della squadra mobile, ma per Rebecca era la squadra del Mobile e su questo piccolo equivoco avevano costruito una tradizione che si rinnovava di anno in anno.

Oggi però Rebecca sa che non ne riceverà altri, perché la mamma non c’è più. Prima era lei che riusciva a mettere pace nella lite tra i due hotel rivali. Ma ora?

La rissa

Proprio lì quella sera si scatenò la rissa. Rebecca si precipitò fuori dall’hotel cercando di mettersi in mezzo per placare gli animi, ma nessuno l’ascoltava: camerieri, lavapiatti, aiuto cuochi, stavano accorrendo da entrambi gli hotel. Suo padre aveva un’espressione furente e la intimò di rientrare.

Così fece. L’ultimo cosa che vide prima di correre all’hotel fu suo padre che fronteggiava il portiere Longo ordinandogli di allontanarsi. Ma quello non arretrava affatto; si fece avanti e alzò un pugno.

La mattina dopo Edo Longo era ancora lì, riverso a terra sulla schiena, il viso rivolto verso il cielo; i suoi occhi vacui e la bocca socchiusa gli davano un’aria sorpresa come se non potesse credere a quello che gli era successo. Edo Longo era morto. Alzando lo sguardo carico di preoccupazione, Rebecca notò Jacopo, il figlio della proprietaria del Rocca Blu. Strafottente, viziato, prepotente.

Jacopo era stato lì la sera prima ed era lì ora. Jacopo non poteva non sapere. Avrebbe raccontato a chiunque quello che aveva visto. Che suo padre si era scontrato con Longo poche ore prima della sua morte e che il suo portafogli era stato ritrovato accanto al corpo. Tutti avrebbero pensato che era stato lui ad ucciderlo. Rebecca indietreggiò lentamente, e a passi barcollanti si allontanò dalla scena. Stava arrivando una tempesta diversa dalle altre a Sottorupe, e non se ne sarebbe andata via facilmente.

Le indagini

Ora, cosa fare quando ti dicono di non intrometterti in cose più grandi di te, di lasciar fare agli adulti e, per favore, non farti coinvolgere in una situazione già complicata?

Bisogna farsi da parte e aspettare che qualcuno con più esperienza prenda in mano la situazione e risolva con calma il problema. Oppure, si può fare come Rebecca, che non aveva intenzione di restare a guardare, mentre suo padre diventata il sospettato numero uno di un omicidio.

La sua indagine cominciava ora. Alibi, testimoni, arma del delitto, movente, ma tutto sembra così maledettamente complicato. Finché si ricordò di un particolare, di quella donna con la treccia nera che aveva per sbaglio scattato una foto al cadavere di Longo. Una foto del viso e del collo. Era possibile che avesse fotografato i segni dell’arma del delitto? Poteva averla già cancellata?

Doveva seguirla e senza farsene accorgere prendere il cellulare. Anche se questo significava entrare nell’hotel rivale, perché quella signora dalla treccia nera era la donna delle pulizie del Rocca Blu. L’intuizione di Rebecca era giusta. Effettivamente sul collo si intravedevano i segni di una corda. Corde per le arrampicate, per le barche, per il bucato, corde delle tende di un hotel…. ma erano grosse, tutte troppo grosse.

Cosa sapeva di Longo? Che voleva sposarsi a Ferragosto su una delle isole in mezzo al lago per dimostrare che non aveva più paura dell’acqua dopo l’incidente di molti anni prima, e ciò anche grazie alla sua nuova ragazza, alla quale regalava spesso dei mazzi di fiori blu. Insieme volevano prendere un cane perché lei aveva lavorato molti anni in un negozio per animali insieme al suo ex fidanzato. Ma c’è qualcosa che non torna e Rebecca, sì, vuole scoprire la verità, ma non trovare a tutti i costi un colpevole.

In effetti la larghezza della corda di un guinzaglio coincideva con quella dei segni e poteva anche aver scoperto un possibile movente passionale. Ma come si spiega quell’abbaiare? Quei latrati che Rebecca aveva sentito la sera della rissa e continuava a sentire tutt’ora passeggiando sul lungolago nel tentativo di mettere in ordine i pensieri?

Come ci era arrivato sull’Isola Bosco in mezzo al lago il cane del bar che normalmente profumava di caffè ma ora puzzava di fango ed erba schiacciata? Per uno scherzo del destino Rebecca trova un alleato proprio in Jacopo. In fondo la distanza che separa un nemico da un amico poco più di una sillaba.

Un post-it tira l’altro: movente (vendetta), arma del delitto (guinzaglio), alibi (falso). Forse la risoluzione del caso porterà alla pace tra i due hotel e magari all’inizio di una nuova ed inaspettata amicizia.

Un buon racconto giallo

Suspense, mistero e narrazione incalzante, Due hotel e un delitto è un racconto giallo (che poi giallo si dice solo in Italia, grazie alla fortuna della collana Il Giallo Mondadori che dal 1929 proponeva romanzi polizieschi in una veste grafica con la copertina gialla, mentre per il resto del mondo è thriller, noir, romanzo poliziesco) in piena regola:

  • il colpevole è stato lì davanti ai nostri occhi sin dall’inizio, ma i suoi pensieri sono entrati a far parte della storia soltanto nelle ultime pagine;
  • la trama è curata nei minimi dettagli prestando attenzione e osservando anche i minimi dettagli possiamo procedere nelle indagini insieme a Rebecca, provando a risolvere il caso con lei; ogni volta lo svelarsi degli indizi ci porta a condividere come certe le teorie di Rebecca convincendoci al 100% della bontà delle sue intuizioni, anche quando si rivelano una falsa pista;
  • non è affatto un libro consolatorio, quel genere di del libro che lo apri perché sai già cosa ci troverai dentro: l’assassino potrebbe essere chiunque, tutti riescono a immedesimarsi nel. crimine mosso da vendetta, passione, gelosia;
  • ma alla fine c’è una sola soluzione possibile e il colpevole non può che essere…

Il giallo è il romanzo più onesto della letteratura e anche quello che permette più di altri di aprire la mente e considerare sempre nuove opzioni, nuove strade, anche quelle più improbabili, perché è proprio vero, niente è davvero come sembra.

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Minuti contati: leggi il libro, visita il museo e fai un pic nic con l’autrice

Minuti contati: leggi il libro, visita il museo e fai un pic nic con l’autrice

Siete mai stati a Villa Borghese?

Un parco incantevole in cui i vialetti si snodano tra alberi altissimi e si aprono su radure improvvise o laghetti fiabeschi e fontane zampillanti. Al centro del parco c’è un edificio maestoso, la Galleria Borghese, che raccoglie esposizioni d’arte uniche al mondo per valore e bellezza. Qui è ambientata la storia di Minuti contati, un’avventura mozzafiato tra arte e storia, amicizia e solidarietà.

Qui festeggeremo un anno di letture insieme con i gruppi di lettura 8-10 e 11-13 anni e tutti e tutte coloro che vorranno unirsi a noi prima delle vacanze.

Qui potremo fare una visita guidata al museo, per svelare ogni retroscena dei corpi delle statue del Bernini e dei volti dei quadri del Caravaggio che hanno animato la storia.

Qui potremo incontrare l’autrice del libro, Maria Beatrice Masella, in un pic nic sull’erba.

Trova gli indizi e risolvi il mistero

Minuti contati è la storia di Stella e di Ricky, due ragazzi che frequentano il liceo artistico e hanno accettato di fare uno stage nella Galleria Borghese. È la storia di una mattina come tante alla Galleria, folle di turisti sciamano nei corridoi girando intorno alle opere d’arte che le guide descrivono ciascuna in una lingua diversa, svelando i segreti che l’arte riserva sempre a chi li voglia ascoltare. E poi è arrivato lui, ci ha messo pochi secondi: ha aperto lo zaino appoggiandolo fra i suoi piedi prima di consegnarlo al guardaroba, ha estratto un pacco, una specie di busta gialla rigonfia che ha fatto scivolare veloce dentro la giacca.

Così ha inizio una inquietante caccia al tesoro, una sfida di enigmi in cui ogni mossa può risultare fatale e il prezzo da pagare altissimo: qualcuno minaccia di far saltare in aria la Galleria Borghese e ha seminato indizi intorno alle opere d’arte. È come se le statue prendessero vota e raccontassero la loro storia, così lontana e così vicina. I loro dolori e le loro speranze sono quelli che animano ancora popoli afflitti dall’oppressione, dalla tirannia e dalla minaccia di un futuro senza sogni.

Cosa succederebbe se Stella e Ricky arrivassero troppo tardi?

Lotta va al museo

Per l’ultimo appuntamento della stagione dei gruppi dei lettura 8-10 e 11-13 anni, abbiamo scelto di festeggiare con un evento speciale: chi acquista il libro potrà partecipare alla visita guidata alla Galleria Borghese, sabato 15 giugno, alle ore 16:00, e fare un pic nic nel parco insieme all’autrice Maria Beatrice Masella.

Abbiamo bisogno della cultura e dell’arte come dell’aria, per esistere come individui e come persone che appartengono a una società. Sono i punti di riferimento che ci servono per capire chi siamo, da dove veniamo e chi vogliamo essere. Sono le radici che fondano la comunità alla quale apparteniamo, i fili verso i quali protendiamo le braccia per cogliere nuove occasioni e opportunità. Sono eccezionali strumenti per sensibilizzare, di mettere in discussione abitudini sociali e promuovere cambiamenti di comportamento nella nostra società.

Sono il modo migliore che conosciamo per festeggiare un anno di letture insieme.

 

Chi può partecipare?

Tutti e tutte! Chi ha partecipato ogni mese ai gruppi di lettura, chi è venuto una volta e mai più, chi non è venuto, ma ha sempre desiderato, chi non ha mai potuto perché abita lontano o non ha mai avuto l’occasione giusta.

 

Quanto costa?

Il prezzo del libro. Incluso con l’acquisto del libro c’è la visita guidata alla Galleria Borghese (abbiamo già prenotato noi l’entrata di gruppo) e il pic nic nel parco con l’autrice.

 

Quanto dura?

Appuntamento ore 16:00 davanti alla Galleria Borghese, ognuno può raggiungerci con i mezzi propri. La visita durerà circa un’ora e poi ci ritroveremo all’esterno del museo per un pic nic durante il quale incontreremo l’autrice del libro, Maria Beatrice Masella. Potremo fare domande e confrontarci sulla lettura del libro, chiacchierare e scambiarci opinioni. In tutto circa due ore e mezza.

 

Come faccio a partecipare?

Acquista il libro in libreria o nello shop qui

Nuove ribelli: ad aprile scopriamo le graphic novel con l’illustratrice Vittoria Macioci

Nuove ribelli: ad aprile scopriamo le graphic novel con l’illustratrice Vittoria Macioci

Nuovo appuntamento del gruppo di lettura 11-13 e per questa occasione scopriamo le graphic novel con Vittoria Macioci, autrice e illustratrice del libro Nuove Ribelli.

Dopo Lotto ogni giorno continuiamo a parlare di storie di coraggio, di impegno, di determinazione. Ma questa volta parliamo di ragazze di oggi. Nuove ribelli dà voce ai diritti di quelle bambine e di quelle ragazze diversissime tra loro, pronte a pagare il prezzo di andare contro corrente, a segnare un prima e un dopo con il loro comportamento, a ispirare senza giudicare. 

La storia di Malala Yousafzai e quella di Greta Thunberg sono già note, ma ci sono altre ragazze che credono che le cose possano cambiare. Ora. A partire da ognuno di noi. 

Sono Emma González e i ragazzi di Parkland sopravvissuti a una sparatoria in un liceo americano e diventati la lotta per il controllo delle armi negli Stati Uniti.

Sono Melati e Isabel Wijsen in Indonesia, capaci di mobilitare migliaia di persone pur di pulire le proprie spiagge. Un passo alla volta, un sacchetto alla volta. 

È Yousra Mardini, campionessa di nuoto siriana impegnata nella lotta per la sopravvivenza e per proteggere i propri cari e gli esseri umani intorno a sé. 

Quello che fanno è passare dalle parole ai fatti, dimostrando che nessuna sfida è troppo grande, nessun sogno è troppo piccolo, quando si costruisce una comunità in cui vengono prima le persone e le loro vite. 

Non resta che leggere e fare la nostra parte. 

 

Incontro con l’autrice in libreria

Sabato 13 aprile è stata ospite in libreria l’autrice e illustratrice Vittoria Macioci che ha realizzato le tavole della storia dedicata a Malala Yousafzai nell’antologia Nuove Ribelli.

Insieme a lei abbiamo conosciuto le storie delle protagoniste del libro, ascoltato il processo creativo dietro la realizzazione delle storie e riflettuto insieme su quanto siamo importanti le loro testimonianze.

Abbiamo posto domande, interrogandoci su come sia possibile prendere una pallottola in testa quando si va a scuola o dentro scuola. Perché mai ci si dovrebbe sentire al pericolo dentro casa propria, tanto da rischiare la vita a bordo di imbarcazioni fatiscenti pur di andare via. Di quanto ognuno di noi possa fare la propria parte, con le proprie parole, con i propri gesti.

Noi abbiamo fatto la nostra parte aprendo la mente, il cuore e le orecchie. Ci ritroveremo in libreria sabato 11 maggio alle ore 10:30 per l’ultimo appuntamento del gruppo di lettura per questa stagione, parleremo delle nostre storie preferite e registreremo un nuovo episodio del podcast.

Ora tocca a te.

 

Nuove Ribelli

di Brett Parson, Fabien Morin, Gijé, Jocelyn Joret, Julien Derain, Laurent Hopman, Rebecca Traunig, Vittoria Macioci, con la prefazione di Randa Ghazy e la traduzione di Stefano Andrea Cresti, Tunuè

 

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COME FACCIO A PARTECIPARE?

La partecipazione è libera e gratuita, ma è necessario acquistare il libro. Non serve prenotare, basta raggiungerci in libreria.

Dopo cinque partecipazioni al gruppo si ottiene il 5% di sconto e, dopo altre cinque, un ulteriore 5% (non cumulabile).

Qui il calendario con tutti gli incontri.

ABITI LONTANO? LEGGIAMO INSIEME, ANCHE A DISTANZA!

Se abiti lontano e non puoi partecipare agli incontri in libreria puoi leggere con noi, anche a distanza, acquistando il libro del mese o l’intera terzina (con lo sconto del 5%) e le spese di spedizione sono gratuite.

E se ci mandi un vocale su Telegram condividendo la tua esperienza di lettura lo pubblicheremo nel nostro Podcast di presentazione del libro, insieme alle voci dei partecipanti degli incontri in libreria.

3 libri da leggere a marzo 11-13 anni

3 libri da leggere a marzo 11-13 anni

Nuovo appuntamento del gruppo di lettura 11-13 e torna l’appuntamento con lo scambio posta Pelledoca!

Grazie alla casa editrice Pelledoca, specializzata in storie da brivido, capaci di tenere il lettore con il fiato sospeso e gli occhi incollati alla pagina, torna l’avventura Scambio Posta Pelledoca. A novembre avevamo avuto modo di partecipare al primo scambio e avevamo letto l’incipit in esclusiva di quello che poi è diventato il libro del mese!

Ogni partecipante al gruppo di lettura ha ricevuto una busta personalizzata. Ogni busta contiene:

  • un aneddoto da dietro le quinte, ovvero qualcosa di particolare e curioso legato alla realizzazione di un libro Pelledoca: questo mese dedicato a L’impero invisibile, di Gabriele Nanni;
  • un’anticipazione esclusiva: questo mese l’incipit di Frammenti di oscurità, il romanzo di Stefania Cornago, in uscita a fine marzo;
  • un breve racconto d’autore inedito, scritto appositamente per SPP: questo mese Il mio nome è Violet Hellman di Chiara Cacco;
  • il cruciverba Pelledoca.

Vuoi sapere cosa abbiamo letto a febbraio? Qui, trovi la presentazione (da leggere/ascoltare) del libro del mese di febbraio e degli altri libri della terzina.

I nostri lettori e le nostre lettrici, che si sono ritrovati in libreria sabato 16 marzo alle ore 10:30 (qui trovi il calendario con tutte le date degli incontri) hanno ascoltato la presentazione di tre libri e poi ne hanno scelto uno da leggere insieme.

Se acquisti il bundle con l’intera terzina del mese hai il 5% di sconto e le spese di spedizione omaggio!

Ecco il libro del mese:

Spiriti dello Tsunami

di Daniele Incastro, Pelledoca

Un libro da brividi perché è attraversato costantemente da un filo di angoscia, ma è una storia di grandi sentimenti ed emozioni profonde che scava nella reazione dei sopravvissuti alla morte improvvisa di loro cari, mostrando un lato diverso del dolore, un dolore fatto di compostezza, ma che riusciamo lo stesso a provare sulla nostra pelle. Ascolta i commenti dei nostri lettori e delle nostre lettrici nell’ultimo episodio del podacast.

Il pavimento iniziò a tremare. I vetri ronzarono. Il lampadario oscillava nell’aria. I cassetti si aprirono in un tintinnio di posate.

È il 2011 e il Giappone è attraverso dall’onda di un violento tsunami che provoca circa 20.000 vittime e 5.000 dispersi. Marco, il fratello di Andrea è fra questi. Da quel giorno la vita di Andrea non è più la stessa.

Andrea voleva diventare come Marco, leggero, sicuro di sé, incurante di qualsiasi fallimento, capace di insegnare ai giapponesi lingua e cultura italiana con la schiena dritta e realizzare i suoi sogni. Finché il terremoto più potente della storia del Giappone, il quarto a livello mondiale, lo aveva spazzato via dal pianeta, ma non dalla sua vita. Marco c’è ancora, ma lo vede solo Andrea: era lui, suo fratello, ma un blu innaturale colorava le sue unghie e i suoi vestiti gocciolavano. Insomma, uno spirito. Certe cose pensi che accadano in tv, al massimo on line, mai per davvero. Mai a te. E invece.

Si chiamano Yurei, sono le anime delle persone che, dopo morte, non riescono a lasciare il mondo dei vivi e raggiungere in pace lo Yomi, l’aldilà, almeno finché non saranno placati. Secondo le antiche tradizioni giapponesi quando gli spiriti sono animati da emozioni molto forti o se hanno subito una morte violenta o i riti funebri non vengono eseguiti restano in una sorta di limbo che separa il mondo dei vivi da quello dei morti. Marco avrebbe potuto e voluto fare ancora tante, tantissime cose, come insegnare all’università, vedere un’altra nevicata, sposare la sua fidanzata Tanako, ma è arrivato lo tsunami a spazzare via sogni e desideri. Il suo corpo non è mai stato ritrovato e non ha potuto ricevere una degna sepoltura. Il fatto che sia ancora lì significa che c’è qualcosa di irrisolto. E Andrea sa di cosa si tratta, anche se ha fatto di tutto per nasconderlo ai genitori. C’è la testimonianza di un uomo del posto che dice di aver salvato lui i ragazzi, non suo fratello. Solo che è un bugiardo. E ora quell’accusa infame tiene Marco nel limbo.

Così Andrea decide di andare a Kamaya, sul luogo della tragedia. Lì incontra i sopravvissuti, occhi bassi e silenzio, unghie che scavano la pelle sulle nocche in risposta alle domande. E poi Yoko, una ragazza che sembra ascoltare le storie di chi non c’è più. A quanto pare, Andrea, non è il solo a parlare con i morti e vedere i fantasmi. Non è il solo a dover fare i conti con la vita che chiede prepotentemente di andare avanti.

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Ecco gli altri libri della terzina:

Emma e i fantini detective 

di Laura Orsolini, Pelledoca

Il cadavere di un cavallo viene ritrovato all’alba sulla spiaggia di Forte dei Marmi. Come un tronco enorme straccato dal mare. Lo ritrova Bianca, amante della corsa, della musica classica, dei cavalli. Bianca infatti è proprietaria di un maneggio, il maneggio Biancavallo.

Sarà annegato, pensa il dottor Carlo Del Carlo, medico incaricato di eseguire l’autopsia e veterinario del maneggio di Bianca. Lo stesso maneggio dove i genitori di Emma hanno deciso di farle trascorrere una vacanza nel tentativo di superare il mutismo selettivo in cui si è chiusa dopo la scomparsa del cane. “Vedrai che tornerà” le avevo detto, “vedrai che lo ritroveremo”, “vedrai che sta bene”. Emma aveva collezionato un numero consistente di “vedrai”. All’inizio ci aveva creduto, poi aveva sperato e poi erano cominciate a scendere le lacrime. E piano, piano Emma non ebbe più voglia di ridere, né di stare con le amiche, né di studiare, né di leggere. Poi smise di parlare. Non parlava più. Con nessuno. Aveva promesso di non affezionarsi più a nessun animale, ma non aveva fatto i conti con Bandito, un cavallo particolarmente difficile, che non si lascia montare nemmeno dai fantini più esperti. Ed esperti sono Onesto, Gilberto e Pierugo che cavalcano da anni e ogni estate si ritrovano al campo estivo del maneggio di Bianca.

E proprio lì era diretto quella sera il maresciallo Bonacoscia, deciso a scambiare quattro chiacchiere con Bianca per capire che idea si era fatta lei. La causa della morte è l’annegamento, avvenuto circa due giorni prima del ritrovamento, ma nei polmoni è stata ritrovata acqua dolce. Il microchip, invece, non è stato ritrovato. E il cavallo era malato. Secondo il dottor Del Carlo il cavallo era proprietà di un circo. Si era ammalato e stava morendo. Il padrone se ne deve essere accorto e, per evitare i costi dello smaltimento e i controlli l’ha portato al fiume e fatto annegare.

Non è dello stesso avviso Bianca. Secondo lei si tratta di rapimento e di scommesse clandestine. Pierugo, Gilberto e Onesto si erano acquattati sotto la finestra della sala da pranzo dove Bianca e il maresciallo avevano chiacchierato. Emma era dietro di loro. Così nascono i Fantini Detective, per risolvere il mistero di chi ha ucciso quel cavallo e scoprire che insieme si possono affrontare anche quei problemi che da soli ci sembrano così difficili e insormontabili.

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La fuga di Pat

Di Roberto Piumini, Pelledoca

Questa storia inizia in una locanda nella campagna inglese, lungo una strada secondaria, non certo una mèta frequentata da turisti. Un ragazzo di dodici-tredici anni è seduto a un tavolo da solo. Indossa occhiali scuri, nonostante il cielo grigio, una lastra compatta di nuvole, non li renda in alcun modo necessari. Sembra spaventato: lancia occhiate al piazzale davanti alla locanda dove è parcheggiata una sola e unica auto, quella di Sam, fotografo e unico altro avventore della locanda. Sam guarda il ragazzo come guarda l’obiettivo della sua macchina fotografica, attentamente e con pazienza, cercando di cogliere ogni dettaglio. Con la netta sensazione di averlo già visto da qualche parte. Intuisce che quel ragazzo sta scappando, non sa da chi o da cosa, ma non c’è tempo di scoprirlo perché nel frattempo un’altra auto è arrivata nel piazzale.

È così che inizia la fuga di Pat, giovane promessa del calcio inglese dal Centro di Fulton.

Perché sta fuggendo? Chi lo sta cercando? Come hanno fatto ad arrivare alla locanda e a rintracciarlo così velocemente? Nessun genitore organizza un inseguimento come quello. E infatti nessuno ha denunciato la scomparsa di Pat, lo sappiamo dalla telefonata di Sam al suo amico ispettore Philip Constable. Né la madre, né nessun altro, ma a inseguirlo ci sono due responsabili del centro di. Lì Pat non stava bene. Giocare a calcio era la sua più grande passione, ma la vita che faceva lì non gli piaceva. Lo aveva scritto alla madre nelle lettere che non aveva mai spedito. Per non farla preoccupare, per evitare che rescindessero il contratto e l’assegno che veniva spedito ogni mese a lei e ai suoi fratelli. Eppure Pat non stava bene. I risvegli di notte si erano fatti sempre più frequenti, il batticuore al risveglio, quel nervosismo che non lo abbandonava mai.

Scappare era diventato un bisogno, un minuto prima di farlo aveva sentito una paura improvvisa come una minaccia. Sam decide di chiamare Paul, un giornalista sportivo e suo vecchio amico, è lui che gli consiglia di rivolgersi alla dottoressa Malstone. In passato aveva indagato sul funzionamento dei centri sportivi e in particolare su quello di Fulton, ma non era uscito fuori niente. Bisognerebbe analizzare il cibo, quello che viene dato ogni giorno, per un certo periodo, senza che nessuno se ne accorga. C’è motivo di credere che ci mettano delle sostanze non consentite, per aumentare muscoli e rendimento, ma a che prezzo?

Per scoprirlo c’è un solo modo, ma per questo bisognerebbe che far tornare Pat lì dentro.

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