La vera storia del Coniglio Pasquale

15 Aprile 2022 | Eventi

Tutti sanno che a Pasqua arriva il Coniglio Pasquale che nasconde delle bellissime uova colorate per tutti i bambini, ma qualcuno l’ha mai visto il Coniglio Pasquale?

Forse l’altra mattina qualche partecipante all’Open Day dei nostri Summer Book Camp potrebbe aver visto qualche filo d’erba muoversi durante la caccia alle uova e allora occhi aperti perché ormai manca davvero pochissimo a Pasqua e all’arrivo del Coniglio Pasquale.

Se volete riconoscerlo e sapere come fa a regalare le uova decorate a tutti i bambini, dovete ascoltare attentamente questa storia.

La vera storia del Coniglio Pasquale: come riconoscerlo

Cominciamo dall’inizio. Il vero Coniglio Pasquale è uguale al comune coniglio selvatico: ha le stesse orecchie lunghe, lo stesso nasino rosa, gli stessi occhi grandi e rotondi, la stessa coda batuffolosa.

Come il suo amico coniglio coniglio selvatico, il Coniglio Pasquale vive nei boschi, soprattutto quelli di abeti.

Esattamente come tutti i conigli selvatici, il Coniglio Pasquale ama trascorrere le sue giornate giocando a nascondino oppure ad acchiapparella, ma, meglio ancora, a sgraffignare nell’orto dei contadini dei succulenti e croccantissimi cavoli cappuccio.

Se vi capitasse di trovarvi di fronte ad un gruppo di conigli selvatici e voleste provare a riconoscere il Coniglio Pasquale ecco 3 indizi:

  • il Coniglio Pasquale è sempre il più veloce;
  • quando si entra in un bell’orto, il Coniglio Pasquale è il primo ad accucciarsi vicino al cavolo da divorare.
  • provate a passeggiare con un cane nel bosco: se un coniglio attraversa il sentiero saltellando e il cane lo ignora, allora si tratta di un Coniglio Pasquale perché non ha nessun odore e il cane non lo fiuta;
  • la domenica di Pasqua non lo troverete di certo.

Perché la mattina di Pasqua il Coniglio Pasquale si alza al sorgere del sole. Saltella attraverso il bosco e depone sui prati e i giardini uova di Pasqua splendidamente decorate dei colori dell’arcobaleno rosse e blu, verdi e gialle, arancioni e violette.

In particolare, lui ama lasciare le uova sopra il muschio soffice, nell’erba alta, all’interno dei tronchi degli alberi.

Non provate mai a catturare il Coniglio Pasquale

Il Coniglio Pasquale lascia le uova a tutti. Lascia l’uovo a chi è povero e a chi è ricco. Ai giovani e agli anziani. Ai bambini più tranquilli e a quelli più vivaci. Alle persone più stravaganti e strampalate o quelle curate ed impeccabilmente eleganti.

Ma fate bene attenzione! Non provate mai a catturare un Coniglio Pasquale altrimenti potrebbe succedervi quello che è successo a quei due briganti.

Lo sapete vero cosa è successo ai due briganti? Ma come? Non conoscete la storia dei due briganti?

Dovete sapere che la mattina presto presto di una domenica di Pasqua, due briganti avevano deciso di provare a catturare il Coniglio Pasquale e quindi si erano acquattati sotto un cespuglio, proprio in mezzo all’erbetta più soffice, nel punto del giardino più amato dal Coniglio Pasquale.

Il Coniglio Pasquale arrivò e lesti lesti i due briganti gli rovesciarono sopra una cesta per il bucato per intrappolarlo. I due briganti pensavano che il Coniglio avrebbe deposto le sue uova dentro la cesta e in questo modo loro avrebbero potuto diventare ricchi facendosi pagare le uova a caro prezzo.

E fu proprio così. Il Coniglio Pasquale depose realmente le uova all’interno della cesta. Così tante che ce n’erano per l’intero villaggio.

I due briganti non stavano nella pelle per l’emozione, già si immaginavo ricoperti di monete d’oro dalla testa ai piedi, così impacchettarono la cesta più veloci che poterono e corsero verso il mercato per vendere le uova alla gente. Ma non appena la cesta si svuotò e le loro tasche si riempirono di denaro, uno dei bricconi sentì un colpo improvviso alla testa: “Ehi, ma chi mi ha tirato un uovo” urlò. Ma non ebbe nemmeno il tempo di finire la frase fu colpito da un altro uovo e poi un altro e un altro ancora.

Da tutte le finestre e da tutte le porte gli piovevano in testa uova colorate davvero dall’odore strano. Eh sì, perché erano marce. Il Coniglio Pasquale non gli aveva dato delle vere uova decorate e si dice che i due briganti puzzino ancora oggi di uova marce.

Per avere delle vere uova decorate occorre aspettare il Coniglio Pasquale, oppure fare come lui.

Decorare le uova come il Coniglio Pasquale

Per prima cosa bisogna procurarsi le uova. Già da diverse settimane il Coniglio Pasquale fa il giro di tutte le fattorie per chiedere ai contadini le uova. Non si tratta solo di dipingere, ma anche di prendersi cura del benessere altrui, cioè delle galline che gli danno le uova. 

Quando il Coniglio Pasquale va a chiedere le uova alle galline ad alcune porta piccoli doni, con altre si intrattiene a chiacchierare un po’ e quando le galline diventano troppo vecchie per fare le uova, le porta con sé nella famiglia dei Conigli Pasquali e si prendono cura dei piccoli coniglietti.

Una settimana prima di Pasqua i Conigli Pasquali iniziano la grande laboriosa pittura delle uova di Pasqua.

Anche i piccoli coniglietti pasquali danno il loro contributo. Per prima cosa bisogna preparare i colori: il verde si ricava dall’acqua di cottura degli spinaci, il giallo dalla bollitura delle foglie delle cipolle, il marrone dai fondi del caffè.

II Coniglio Pasquale colora e dipinge centinaia di uova con i colori e i modelli tipici della propria famiglia. Ogni famiglia infatti ha il proprio modello tradizionale.

Infine nella domenica di Pasqua tutti i Conigli Pasquali attraversano i campi e distribuiscono le uova.

E adesso se non avete abbastanza tempo per colorare e dipingere le uova potete sempre utilizzare dei metti più moderni e dall’effetto wow super brillante!

Set colori, adesivi e contenitore

 

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La notizia era nell’aria e non vedevamo l’ora di annunciarla!

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I laboratori che più hai amato in questi mesi in libreria con me, con Chiara, con Teacher Giorgia e con la Maestra Maura, ci terranno compagnia anche durante le vacanze in una veste tutta nuova e ancora più divertente.

Ci abbiamo lavorato moltissimo perché diventasse un’esperienza bella, bellissima. E non vediamo l’ora di viverla insieme.

Scarica qui la presentazione con tutti i dettagli.

 

Finita la scuola, andiamo in vacanza con la fantasia!

Manca poco alla fine della scuola e probabilmente anche tu, sei alla ricerca di un centro estivo non troppo lontano da casasenza grupponi caoticidove non si faccia solo sport. Con Estate all’Orto:

  • Vogliamo offrire un’alternativa a tutti coloro che non vogliono soltanto care attività fisica ammassati a sudare sotto il sole o sotto qualche tendone.
  • Vogliamo che i bambini e le bambine si sentano a casa, in un contesto naturale ma fortemente radicato nel tessuto urbano, a due passi da casa.
  • Vogliamo che nel momento in cui ci lasciate i vostri figli lo fate con la certezza che stanno bene.

 

Outdoor experience: aria aperta, natura e creatività dopo mesi passati in classe

Abbiamo scelto Parco Ort9-Sergio Albani Casal Brunori in Via Armando Brasini 139 perché è un parco di oltre 13.000 mq con servizi igienici, un’area giochi, una zona pranzo; tre piazze ombreggiate, un cottage in legno con aria condizionata in caso di maltempo, che ci permette di offrire una meravigliosa outdoor experience.

L’offerta formativa e sociomotoria di un centro estivo che si sviluppa nell’orto rientra nella grande varietà di esperienze pedagogiche che va sotto il termine di outdoor education:

  • aria aperta;
  • rispetto della natura;
  • allenamento alla cooperazione, alla comunicazione e al rispetto della diversità, sia nel mondo animale e vegetale che nel mondo sociale.

Un’esperienza pedagogica che, attraverso l’approccio ludico, coinvolge i bambini e le bambine nella loro interezza e da ogni punto di vista: cognitivo, fisico, affettivo e relazionale.

 

Come funziona?

Estate all’orto non è un programma da villaggio vacanze, ma una meravigliosa esperienza di outdoor education che ci porterà in viaggio tra le storie più belle e amate della letteratura per l’infanzia e i ragazzi.
Non siamo animatrici, educatrici e professioniste qualificate che attraverso il gioco permettono la conoscenza e promuovono la passione per l’arte e la bellezza.

Ogni settimana una storia da scoprire, da giocare e da vivere attraverso esperienze outdoor e giochi, English lab, musica, art & craft, annotando le tappe del viaggio nel passaporto del lettore/lettrice.

Dalla Foresta Nera in cui il Brigante Ozziplozzi compie le sue scorribande al grattacielo di Pluk in Olanda, passando per la casetta dal tetto giallo che tanto amiamo della famiglia Combinaguai fin dentro le Foresta del Peccato, di albero in albero come i Minipin e Aglaia e Bianca, nella loro casa sull’albero, fino in Cile, per commuoverci insieme e Zorba e Kengah e poi ridere fino alle lacrime insieme a Dory, il signor Bocconcino e la signora Arraffagracchi.

Per ogni storia abbiamo studiato un percorso di lettura condivisa ad alta voce, laboratori, giochi e attività esperienziali. Ogni partecipante potrà scoprire le varie tappe sulla board di viaggio che aggiorneremo ogni settimana e riceverà il passaporto del lettore/lettrice per tenere tracce delle sue attività.

Hai già indovinato gli autori che hanno ispirato il nostro viaggio intorno al mondo?

Quanto costa?

All’aria aperta, in sicurezza, senza spendere un occhio.

Accoglieremo i partecipanti dalle 8:00 alle 8:30 e staremo insieme fino alle 16:00-16:30.
Ogni venerdì ripercorreremo insieme alle famiglie il viaggio sta storie, note, parole e giochi.

Iniziamo lunedì 10 giugno e andiamo avanti per 7 settimane fino a venerdì 26 luglio.
A partire da 90 euro a settimana. E i posti sono limitati.

 

Scarica qui la presentazione con tutti i dettagli.

Luca e Alba: raccontare la disabilità senza drammatizzare e con il sorriso sulle labbra

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Si fa un gran parlare di inclusione, di ricchezza nella diversità e di valorizzazione dell’unicità, ma poi alla fine concretamente cosa si fa? Quali sono i gesti più semplice e concreti da mettere in pratica? Quali parole utilizzare?

Ce lo facciamo dire da Luca, papà di Alba e autore, tra gli altri, della collana Alba, dedicata alle storie di bambini e bambine con difetti speciali, sfogliando le pagine degli albi e invitandoti, con gioia, a conoscerlo e ad ascoltarlo dal vivo.

Cos’è l’amore? Che cosa combina nelle persone? – si ritrova a chiedersi Alba. E quanti tipi di amore ci sono! L’amore di papà, l’amore degli amici e anche di quel bambino nuovo che forse non le piace, forse sì. Quel che è certo è che l’amore fa così come gli pare… ed è bellissimo!

La maturazione del linguaggio non avviene per tutti i bambini con gli stessi tempi. Può capitare che i bambini con “difetti speciali” acquisiscano tale competenza in tempi più lunghi del previsto, ma non succede certo solo a loro. Davanti alla domanda classica degli adulti “perché non parla?” si aprono scenari diversi, che danno vita all’avventura dello sguardo di Alba. Alba andrà a una festa dove si confronterà con le difficoltà sue e dei suoi coetanei. Riuscirà a capire e a farci capire che cercare di sanare le paure degli altri aiuta a sanare le proprie e che i linguaggi sono tanti: basta solo trovare le traduzioni sentimentali più adatte a ciascuno!

Forse bisognerebbe partire dal punto di vista di chi ritiene che sia raccontabile, che non vada ignorata, che non vada sottratta agli occhi e alle coscienze delle persone. Raccontare la “disabilità” per portarla fuori da certe stanze chiuse e comunicare lo sforzo, che è in sé positivo, di affrontare la vita quando ti mette davanti scalini molto grandi. Raccontarla attraverso delle storie scritte e illustrate bene, perché le storie raccontate bene sanno sviluppare empatia in chi le legge.

Il vero ostacolo all’inclusione non è la diversità, ma la paura del diverso

Molte persone non conoscono e non riescono quindi a capire fino in fondo cosa significhi avere a che fare con persone con disabilità. Di fronte alla disabilità la reazione più frequente è allontanarsi, ritrarsi. Alle volte è la paura di riconoscersi nella differenza, di veder venire a galla le proprie imperfezioni, altre volte il pregiudizio che la diversità porta con sé un’accezione intrinsecamente negativa.

Per questo, invece, vi proponiamo di leggere, magari proprio in occasione della prossima giornata dei Calzini Spaiati, le storie Alba, perché si tratta di raccontare la diversità, senza drammatizzare e con il sorriso sulle labbra.

 

 

Non chiedermi chi sono

 

Incontro con l’autore

Giovedì 15 febbraio alle ore 17:30 presso l’Auditorium Santa Chiara, in Via Caterina Troiani 90-91, saremo con Luca Trapanese, Assessore elle politiche sociali del Comune di Napoli e papà di Alba, per conoscere la sua storia, presentare il suo ultimo libro Non chiedermi chi sono e parlare di diversità.

L’evento è gratuito, ma necessaria la prenotazione qui.

La vita di Luca è, per sua stessa ammissione, “una serie di stranezze capitate tutte alla stessa persona” che lo hanno portato a dedicarsi, sin dalla gioventù, agli altri. Ma ricondurre l’adozione di Alba al suo spirito caritatevole sarebbe davvero troppo semplicistico e superficiale.

Luca ha fondato e gestisce un’associazione che si occupa ogni giorno di ragazzi portatori di varie disabilità; una casa di accoglienza per madri in difficoltà; un market solidale grazie al quale molte famiglie ricevono ogni mese un aiuto alimentare; un doposcuola per bambini a rischio in uno dei quartieri più degradati di Napoli; una comunità tra le colline dell’alto casertano dove i ragazzi disabili, autonomi o semiautonomi, fanno esperienza di vita adulta lontano dalle famiglie, gestiscono un caffè letterario e producono miele; infine c’è la casa di Matteo, un centro residenziale che accoglie bambini affetti da gravi malformazioni o colpiti da tumori.

Luca aveva già fatto tutto questo prima di prendere Alba con sé.

Alba è una bambina con trisomia 21 e, nonostante fosse stata già rifiutata diciassette volte, aveva appena un mese di vita quando era stata affidata a Luca. Ed è bastato quell’incontro perché Alba diventasse sua figlia. A tutti gli effetti, sì, tranne quello legale e quello biologico.

Luca ha poi adottato Alba e sono diventati e, insieme, sono diventati famiglia nel suo esistere più essenziale: sono qui e ora, l’uno per l’altra.

Festa di San Martino 2023

Festa di San Martino 2023

Sabato 11 novembre è San Martino, una ricorrenza autunnale molto sentita e festeggiata nelle scuole steineriane e Waldorf dove i bambini costruiscono lanterne luminose per ricordare la notte in cui Martino si levò il suo mantello per offrirlo a un mendicante infreddolito. 

Anche a noi piace celebrare la Festa di San Martino perché è un esempio concreto di solidarietà e accoglienza, ma è anche l’occasione per recuperare un rapporto equilibrato ed armonioso con la natura.

Per questo sabato 11 novembre alle ore 16:30 saremo al Parco Ort9, agli Orti urbani di Casal Brunori, in Via Armando Brasini 139. 

 

La notte nel bosco incantato

Non sarà un bosco incantato, ma un orto urbano, un esempio concreto di cura della natura e solidarietà, a fare da teatro alla nostra storia. Una storia, ispirata ad una antica leggenda della svizzera italiana, 

Molto tempo fa, in una valle alpina, vivevano due fratelli, Meo e Leo. Entrambi camminavano ricurvi, come se avessero un fardello da portare sulle spalle. Parevano uguali identici, ma chi li conosceva sapeva bene che erano molto diversi. Leo era cortese e premuroso, accudiva gli animali e si prendeva cura delle piante. Meo, invece, non aveva mai una buona parola per nessuno, era scortese e pensava solo a sé stesso. 

Era giunto il giorno di recarsi sull’Alpe, Meo non ne voleva sapere di affrontare un viaggio così e pericoloso, così, toccò a Leo. 

Lungo il sentiero, strane creature lo osservarono di nascosto, piene di curiosità. Leo non se ne accorge, ma il suo passo diventa sempre più leggere, lungo e agile. La sua gobba era sparita. Anche Meo decise allora di intraprendere il cammino, ma lo spirito del bosco non ci mise molto a riconoscerlo e così, al suo ritorno, Meo aveva una gobba ancora più grande. Ci vuole nobiltà d’animo e d’intenti, la gentilezza non si pratica per avere qualcosa in cambio, ma perché fa bene a chi la fa e a chi la riceve. 

Questa storia ci ricorda che facciamo parte di un universo ben più grande e più complesso, fatto di equilibri e di esigenze che non sempre coincidono con i nostri e che molto spesso prevarichiamo spinti dai nostri bisogni individuali.

Un racconto che ci trasporta nella tradizione montana e contadina, fatta di un tempo più lento perché la terra è a riposo, l’aria è frizzante e il fuoco scoppietta. 

Un libro interpretato da Valerio e Silvia della compagnia teatrale La Gilda dei Guitti che hanno realizzato per noi uno spettacolo teatrale ispirato alla leggenda de La notte nel bosco incantato. 

 

Come faccio per partecipare?

Possono partecipare tutti i bambini e le bambine dai 4 anni. Il costo è 15 euro. La durata circa 1 ora 30 minuti. 

Per partecipare è necessario prenotare inviando una mail a: info@lottalibreria.com 

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