Andiamo ai mondiali di letteratura

2 Maggio 2022 | Guide ai regali

L’Italia è stata eliminata e non parteciperà ai prossimi Mondiali in Qatar.

Lo so, fa male a te leggerlo e fa male a me anche solo scriverlo. Non è certo per le partite di calcio, ma per l’atmosfera di quelle notti magiche passate a casa di amici, oppure in piazza, sotto cieli stellati a mangiare la pizza e a tifare tutti insieme animati da uno spirito di condivisione e appartenenza che ci unisce come pochi altri momenti. 

Ma forse non è ancora tutto perduto perché Silvio, Vanessa, Simona e Aldo della libreria Axolotl di Chivasso hanno organizzato un mondiale di letteratura per l’infanzia.

Cos’è e come funziona il mondiale di letteratura

32 libreria abbinate a uno dei 32 paesi che parteciperanno al mondiale. Il paese abbinato sarà di ispirazione per la scelta di un libro. Potrà essere il luogo in cui è ambientata la storia, il paese di nascita dell’autore o qualsiasi altro legame leghi la storia a quel paese.

Le partite si giocheranno a cavallo tra novembre e dicembre e vedranno sfidarsi le librerie nella presentazione del libro. La presentazione più bella, convincente, emozionante vincerà la partita portandosi in testa al girone e avanzando progressivamente nelle fasi finali del torneo fino alla finale.

Ci divertiremo tifando e sostenendo Lotta, ma conosceremo anche altre librerie del territorio italiano e scopriremo tanti nuovi libri e a vincere sarà, in ogni caso, la letteratura per bambini e ragazzi.
La libreria vincitrice riceverà in premio tutti i 32 libri in gara e li donerà ad una biblioteca del territorio. Non solo le biblioteche istituzionali, anche biblioteche scolastiche, piccoli centri culturali, case famiglia.

Lotta scende in campo con la maglia della Spagna

Nel sorteggio che si è svolto lo scorso 8 aprile Lotta è stata abbinata alla Spagna. Per rivivere quegli istanti dai un’occhiata qui. Dopo l’assegnazione di Brasile e Senegal in un immediato uno due abbiamo cominciato ad avere un filo di preoccupazione.

Abbiamo schivato Arabia Saudita e Iran, ma poi abbiamo visto sfumare Inghilterra e Giappone, mentre il temutissimo Qatar rimaneva ancora lì come una patata bollente.

Poi è stato il turno della Spagna è quasi quasi era nell’aria, la terra del Cid Campeador, di Miguel de Unamuno (Niebla era bela mia tesina della maturità) e del poeta maledetto e gran figaccione Bécquer (googlatelo vi prego).
Ma è anche la terra di case editrici che hanno portato una ventata di freschezza nel panorama editoriale della letteratura per la infanzia e i ragazzi. Quindi sì, giocheremo con la maglia della Spagna, esperamos hacerle onor!

Prossimo step: la scelta del libro.
Adesso ciancio alle bande, ci aiuti a scegliere il libro con cui rappresentare la Spagna al mondiale di letteratura?

Di seguito abbiamo preparato la presentazione di 5 libri che potrai votare in questo sondaggio.

La storia del Toro Ferdinando

Il libro

Scritto da Munro Leaf e illustrato da Robert Lawson. Munro Leaf è stato autore e illustratore americano nato nel Maryland nei primi anni del Novecento. La storia del toro Ferdinando viene pubblicato per la prima volta nel 1936 ed è il suo libro più conosciuto e amato.

La storia

È la storia del Toro Ferdinando che amava starsene seduto ad annusare i fiori e un bel giorno si ritrova a nell’arena di una corrida.

La storia inizia nel più classico e fiabesco dei modi “C’era una volta in Spagna” e racconta di un giovane toro di nome Ferdinando che, mentre tutti gli altri torelli correvano e saltavano prendendosi a testate, amava stare seduto tranquillo ad annusare il profumo dei fiori.

A volte la sua mamma si preoccupava perché aveva paura che stando sempre per conto suo si sentisse solo. Ma lui non si sentiva affatto solo e, capendo che era contento così, lo lasciò stare.

Col passare degli anni Ferdinando diventò un toro molto grande e forte. Un giorno arrivarono conque uomini per scegliere il toro più grosso, più veloce e più cattivo per portarlo a Madrid a combattere nella corrida. Tutti i tori si misero a sbuffare, a dare cornate, a balzare e saltare perché volevano essere i prescelti, ma a Ferdinando non importava, così si avviò verso il pascolo per sedersi sotto la sua quercia preferita. Non fece attenzione e si sedette su un bombo che, naturalmente, lo punse. Ferdinando balzò sulle zampe sbuffando, corse avanti e indietro, sembrava impazzito. I cinque uomini lo videro e strillarono di gioia. Era il toro giusto per la corrida a Madrid!

Nell’arena tutti avevano paura di lui, erano convinti che avrebbe lottato ferocemente e avrebbe scalciato e sbuffato e piantato le corna dappertutto. Ma Ferdinando quando arrivò al centro dell’arena vide i fiori nei capelli delle belle signore sulle gradinate, e si sedette tranquillo ad annusare il profumo. I banderillos erano arrabbiati, i picadores ancora di più e il matador, che non poteva fare il suo spettacolo con la cappa e la spada era così arrabbiato che pianse. Ma Ferdinando non voleva proprio combattere ed essere feroce, non voleva e basta. Così furono costretti a riportare Ferdinando a casa. E per quanto ne sappiamo è ancora là seduto sotto la sua quercia preferita che annusa tranquillo il profumo dei fiori.

Ed è molto felice.

L’abbiamo scelto perché

Il testo aggancia continuamente il lettore con domande dirette e lasciando alla sua immaginazione cosa accadrà poi, creando un breve istante di suspence e spingendo a solidarizzare con Ferdinando nel suo desiderio di vivere una vita di pace e tranquillità.

Ferdinando infatti è un toro pacifista che si contrappone alla violenza degli uomini e della guerra. Un messaggio così potente e rivoluzionario che Gandhi lo citava tra i suoi libri preferiti (i suoi autori sono stati più volte considerati tra i possibili candidati al Nobel per la Pace), spinse il regime franchista e quello nazista a proibirne la diffusione e ad essere il primo libro per bambini ad essere etichettato come sovversivo. Al termine della guerra il libro venne poi stampato e distribuito a tutti i bambini tedeschi come gesto simbolico dalle forze alleate.

In cosa ricorda la Spagna

La storia è ambientata in Spagna e sia il testo che le illustrazioni dipingono minuziosamente ambientazioni, atmosfere, costumi e abitudini culturali della tradizione spagnola. Il paese in festa addobbato con bandierine per le strade dove riecheggiano musica e danze, i fiori nei capelli delle belle signore, la sfilata dei banderillos, dei picadores e del matador nei loro costumi.

Dal 1880

Il libro

Albo illustrato senza parole realizzato dall’autore e illustratore italiano Pietro Gottuso per la casa editrice Kalandraka.

Laureato in Filosofía e Lingue Orientali Antiche, Pietro Gottuso (Verona, 1987) ha frequentato una scuola di illustrazione “affascinato dal potere comunicativo delle immagini” per poi occuparsi prevalentemente di creazione artistica. È stato finalista del Premio Renner 2018, della XXIV edizione del Premio Internazionale Humor a Gallarate, del Premio di IIlustrazione Sansperarte Paese Museo e la sua opera è stata scelta come manifesto della 30ª Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’ Arte.

La storia

Siamo nel 1880, un elegante signore contempla soddisfatto le vetrine illuminate della sua libreria appena inaugurata. È buio in strada e non c’è nessun passante, ma la sua figura spicca sul marciapiedi e nel controluce della sua libreria in una posa fiera e speranzosa.

Pagina dopo pagina assistiamo a un viaggio nel tempo sotto lo sguardo di pietra di chi il tempo lo comanda: Chronos sottoforma di decorazione della facciata del palazzo.

Osserviamo istantanee della vita che scorre davanti alla libreria: la moda, i costumi e le abitudini, tutto cambia. Le carrozze che lasciano il posto alle autovetture; la comparsa dei soldati in strada in tempo di guerra con le vetrine sfondate, il buio e la paura, in cui l’unica luce è ancora quella della vetrina, seppur vuota, della libreria.

Il passare del tempo e delle abitudini è segnato anche dalla trasformazione di una galleria d’arte in un negozio di elettrodomestici che poi viene sostituito da un internet point. Davanti alla libreria vediamo scorrere le generazioni di famiglie che ci lavorano e ci vivono, vediamo i personaggi crescere, invecchiare, sposarsi, nascere, morire.

Un finale che non vorremmo mai leggere, che vede la libreria chiudere e lo spirito del suo fondatore allontanarsi mesto, con lo sguardo a terra, ma che può essere modificato, perché i quartieri li fanno le persone e una libreria non è un negozio qualsiasi, è un luogo di aggregazione e promozione culturale. Il luogo in cui incontrarsi per costruire la propria identità culturale, le proprie radici, il proprio futuro.

L’abbiamo scelto perché

Il cambiamento della società e dei costumi è un tema internazionale. In più, senza parole, ciascuno può leggerlo nella lingua che più gli appartiene e ad ogni età.

Le immagini seguono un percorso storico, culturale, artistico con un messaggio ben chiaro. Abbiamo bisogno della cultura come dell’aria: per esistere come individui e come persone che appartengono a una società. La cultura ha infatti un valore identitario: capiamo chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo andare grazie alla cultura e questo valore identitario determina il nostro radicamento in una comunità.

Una libreria di quartiere è davvero un nuovo modo di creare cultura in grado di contribuire allo sviluppo e alla coesione sociale perché alimenta il processo culturale.

La missione di una libreria di quartiere, infatti, non è (solo) vendere buoni libri, ma costruire una comunità intorno alla lettura che ponga le basi un per rapporto permanente con la cultura. Perché la lettura è indispensabile e non dovrebbe mai essere un privilegio.

L’arte e la cultura hanno una capacità eccezionale di sensibilizzare, di mettere in discussione abitudini sociali e promuovere cambiamenti di comportamento nelle nostre società, arrivando a scrivere finali che sembrano inesorabili. La speranza è alla portata di tutti. Per trovarla basta sapere che il futuro è incerto e che per cambiare le cose bisogna scrollarsi di dosso l’immobilismo della rassegnazione ed essere consapevoli che le cose possono cambiare quando si tiene viva una piccola speranza tenace.

Questo fa una libreria di quartiere: trasformare i singoli individui in una comunità creando e alimentando la speranza di costruire, insieme, una società che incita bambini e bambine a compiere scelte, fare esperienze, coltivare sogni e ambizioni, una comunità che riconosce il diritto dei bambini e delle bambine di crescere nel rispetto della diversità, di avere l’occasione e l’opportunità di essere sé stessi. Una comunità che crede fermamente nel diritto ad avere buoni libri e si ritrova in una piccola libreria di quartiere perché ha bisogno di “un luogo di lettura”. 

In cosa ricorda la Spagna

L’autore italiano Pietro Gottuso ha vinto la XIII edizione del Premio Internazionale Compostela per Albo Illustrato, organizzato dal Dipartimento di Educazione del Comune di Santiago di Compostela e Kalandraka Editora.
I membri della giuria hanno considerato l’opera premiata “una narrazione grafica che mostra il trascorrere del tempo negli ultimi 140 anni” in un palazzo cittadino nel quale c’è una libreria. “Sotto lo sguardo di Cronos”, il libraio è testimone privilegiato dei cambiamenti sociali epocali, delle guerre e delle trasformazioni del tessuto cittadino. La giuria ha ammirato la tecnica pittorica “curatissima, realizzata in acrilico su legno” nonché la precisione del disegno.

Mi chiamo Lentiggini

Il libro

Albo illustrato realizzato da Raquel Díaz Reguera per la casa editrice NubeOcho.

L’autrice è nata a Sevilla ma vive a Madrid. Disegna fin da bambina ma inizia la sua carriera come autrice di testi per grandi artisti nazionali e internazionali.

La storia

Il suo naso aveva appena fatto capolino nel mondo, quando suo padre esclamò: “Ma quante lentiggini hai su questo nasino!” Da allora Lentiggini sia chiama così e se abbia mai avuto un altro nome nessuno sembra ricordarlo.

Ha gli occhi marroni, come quelli del papà e di sua sorella Lola. I capelli neri, come sua mamma e suo fratello Luca. I suoi capelli sono così indomabili che ogni serà il papà glieli pettina con dedizione, ma Lentiggini ha sempre paura che con la spazzola glieli tiri. “Basta, domani vai a tagliarti i capelli”, protesta suo padre. Ma Lentiggini non se li vuole tagliare perché il parrucchiere ripete sempre la stessa frase “Vuoi un taglio da maschio o un taglio da femmina?” E Lentiggini gli chiede sempre “Ma ci sono i tagli da maschio e i tagli da femmina?”Senza aspettarsi nessuna risposta, perché di risposte non ce ne sono.

Lentiggini ogni tanto indossa vestiti nuovi, ma solitamente eredita tutto quello a suo fratello e a sua sorella è diventato piccolo e a volte i suoi compagni esclamano: “Quelle scarpe sono da maschio, quella felpa è da femmina” e Lentiggini chiede loro “Ma ci sono scarpe da maschio e felpe da femmina?” ma di risposte non ce ne sono.

Lentiggini ha una grande passione per il disegno. Disegna fate incantate, animali selvaggi e pirati dalla barba lunga. “Le fate sono femmine, i pirati sono da maschi”. Domani è il compleanno del suo amico Marco, Lentiggini e il suo papà vanno a comprargli un regalo “È un regalo per un bambino o per una bambina?”

Lentiggini torna a casa molto triste e decide di scrivere una lettera: “Mi chiamo Lentiggini e scrivo per fare una domanda. A scuola ci spiegano il perché delle cose. Ieri abbiamo imparato che gli oggetti cadono grazie alla legge di gravità, che l’acqua bolle ed evapora a una tenperatura di cento gradi. A casa mi insegnano che non si battono i piedi per terra perché danno fastidio ai vicini, che bisogna rifare il letto tutte le mattine perché non si rifà da solo. Però tutti quanti sembrano sapere che ci sono cose da femminee cose da maschi, ma nessuno sa spiegare perché”.

Se ne parlerà molto, ma nessuno saprà cosa rispondere alla domanda di Lentiggini perché nessuno sa quale sia la risposta.

L’abbiamo scelto perché

Esistono cose da maschi e cose da femmine? Perché? Lentiggini continua a chiederselo e a chiederlo a tutti quelli che continuamente glielo fanno notare come se fosse ovvio.

Questo albo riflette con naturalezza sugli stereotipi di genere mostrandoci quante volte li incontriamo ogni giorno anche quando non ci facciamo più caso, riflettendo sulla ricchezza che nasce dallo scoprirsi tutti diversi, sottolineando il diritto di essere accolti nella propria unicità. Come un grande cantiere dell’immaginario i libri possono essere il luogo in cui bambini e bambine hanno la possibilità di figurarsi nel futuro, di immaginarsi altro da sé, di negoziare la ripartizione dei ruoli con gli altri e le altre, allargando il proprio immaginario a una gamma di potenzialità, sia per sé che per chi è al proprio fianco.

In cosa ricorda la Spagna

L’autrice è spagnola e la casa editrice è spagnola. La collana Egalité della casa editrice NubeOcho raccoglie una serie di titoli volti a valorizzare la diversità individuale, l’uguaglianza di genere e aiuta i genitori ad affrontare coi bambini temi difficili come il bullismo, l’autostima e l’esclusione.

L’albero della scuola

Il libro

Albo illustrato dell’autore Antonio Sandoval e dell’illustratore Emilio Urberuaga realizzato per la casa editrice Kalandraka.

Antonio Sandoval, oltre ad essere scrittore, è comunicatore ambientale e ornitologo nato a Coruña, nella Spagna nord-occidentale, nel 1967. Ha partecipato a progetti di comunicazione ed educazione ambientale, interpretazione del patrimonio e turismo naturalistico. È collegato ad organizzazioni per lo studio e la conservazione dell’ambiente naturale ed è membro collaboratore dell’Instituto Xosé Cornide de Estudios Coruñeses.

La storia

Nel cortile della scuola c’era un albero. Uno solo. A Pedro piaceva correre vicino a quell’albero durante la ricreazione. Quando gli passava accanto stava ben attento a non sbatterci contro. Era scheletrico, con i rami sottili, come se fossero fil di ferro, e aveva qualche foglia secca qua e là. Pedro gli si avvicinò e gli accarezzò il tronco. All’improvviso, sull’albero spuntò una nuova foglia. Da quel giorno Pedro non smise di pensare all’albero, lo iniziò ad annaffiare e ad abbracciare. Dopo tre giorni spuntò un nuovo ramo.

La maestra sgridò Pedro. Gli spiegò che quell’albero viveva lì tranquillo da molto tempo, senza che nessuno lo infastidisse. E che era meglio che continuasse ad essere così.

Pedrò però spiegò ai compagni che quell’albero aveva bisogno di molto affetto per crescere. Marta piantò un fiore vicino all’albero, perché non si sentisse più solo. Luigi appese una casetta per gli uccelli a uno dei suoi rami, in modo che i pettirossi lo rallegrassero con i loro cinguettii. Sofia gli lesse una poesia che aveva scritto appostamente per lui.

Un giorno Pedro scoprì che su un ramo dell’albero era nata una specie di pallina. Era un seme. Se lo avessero piantato sarebbe nato un nuovo albero. Tutti decisero che la cosa migliore era inviarlo a un’altra scuola che non avesse alberi nel proprio cortile. Quando il pacchetto arrivò all’altra scuola, il direttore piantò il seme e ci mise vicino un cartello in modo che nessuno lo calpestasse.

Il seme germogliò e un nuovo alberello iniziò a cresce, ma era così piccolo che nessuno per molto tempo ci fece caso. Finché un giorno una bambina non si accorse di lui. E decise di accarezzarlo.

L’abbiamo scelto perché

L’albero della scuola è una metafora di vita, l’albero è il motore e il frutto più bello della scuola stessa.

Un libro sulla speranza e sui frutti che la cura riesce a far fiorire. Se, infatti, le cose sono sempre andate così, non significa che non possano andare altrimenti, che non possano cambiare.

L’ineluttabilità del destino, opposto alla possibilità di cambiamento è uno dei più grandi torti che gli adulti possano fare alle nuove generazioni. Nega di sognare, rende vano l’impegno, sminuisce e spegne la passione. L’esempio di Pedro è il segno che ognuno di noi, anche i più piccoli, possono provare a cambiare le cose.

È un libro che invita a parlare di gentilezza nella sua forma più pura, quella consapevolezza di essere gentili senza aspettarsi niente in cambio, del coraggio di andare contro le scelte che non ci rappresentano (anche se sono quelle che fanno tutti), della pazienza che ci vuole senza perdere la fiducia e la speranza.

Un monito anche per gli adulti a non sminuire i pensieri dei bambini, a supportarli in un percorso di crescita e di consapevolezza per renderli gli adulti indipendenti e capaci di pensare con la propria testa di domani.

In cosa ricorda la Spagna

L’autore spagnolo ha partecipato a diverse opere collettive su uccelli e natura, nonché alla progettazione e realizzazione di innumerevoli progetti di educazione e interpretazione ambientale e turismo ornitologico e naturalistico. Grazie al suo impegno nella ricerca e nella divulgazione scientifica in materia ambientale è direttore della Collana Vitamina N – Lecturas al natural della casa editrice Kalandraka e membro dell’Osservatorio Galiziano di educazione ambientale.

C’è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa?

Il libro

Albo illustrato realizzato da Raquel Díaz Reguera per la casa editrice Settenove.

L’autrice è nata a Sevilla ma vive a Madrid. Disegna fin da bambina ma inizia la sua carriera come autrice di testi per grandi artisti nazionali e internazionali.

La storia

Carlotta era una principessa rosa, con il suo vestito rosa, il suo armadio pieno di completini rosa e una stanza con letto, lenzuola e cuscino rosa. Ma Carlotta non ne poteva più del rosa! E di essere una principessa.

Le principesse sono così schizzinose che un minuscolo pisello sotto cento materassi può far perdere loro il sonno, ma Carlotta poteva dormire come un ghiro anche sopra un elefante. Una volta aveva conosciuto una principessa che passava tutto il giorno a baciare i rospi del laghetto nella speranza che almeno uno si trasformasse in principe azzurro. Ma Carlotta non voleva un principe azzurro.

Perché non c’erano principesse che solcassero i mari alla ricerca di avventure? O che liberassero i principi azzurri dalle fauci di un lupo feroce? O principesse astronome che mettessero un nome a tutte le stelle dell’universo? O principesse chef che facessero torte di cioccolato e biscotti con la marmellata?

Un giorno il re convocò i suoi consiglieri e disse loro: “Consiglieri reali, io non voglio essere una principessa rosa. Io voglio viaggiare, giocare, correre e saltare. Voglio vestirmi di rosso, di verde o di violetto”.

Nessuno seppe cosa rispondere, fino a quando la più anziana e saggia tra le fate madrine disse che le principesse potranno essere quello che vogliono. Tutti applaudirono, tranne i principi azzurri che domandarono “E che faremo noi ora?” La saggia fata rifletté a lungo e poi rispose “Voi potrete vestirvi di rosa!”

L’abbiamo scelto perché

Un buon albo illustrato è uno strumento prezioso per abbattere stereotipi e pregiudizi perché unisce la forza del racconto alla potenza delle immagini parlando in modo semplice e diretto ai bambini e alle bambine.

Dagli esempi che riceviamo in casa, a scuola, dalla cerchia delle persone care e dai ruoli rappresentati nei libri, si struttura un aspetto importante della personalità: quello che riguarda la visione dei ruoli professionali, le prospettive, i desideri a riguardo, il formarsi di propensioni e gusti.
Molto spesso nell’immaginario collettivo sono attribuite a bambine o donne un ventaglio di professioni diverso rispetto a quelle attribuite a bambini o uomini. Il confronto costante con esempi in cui l’astronauta, il manovale, il pompiere, il pilota, l’architetto, l’impiegato, il sindaco sono nella maggior parte dei casi maschi, in cui nei libri di logica e matematica i protagonisti sono uomini o bambini, in cui persino con le costruzioni e i puzzle nelle illustrazioni giocano maschi, sono tutti elementi che alimentano la disaffezione verso alcuni ambiti e attività, non pongono la mente e l’immaginazione in una disposizione accogliente verso la possibilità che donne svolgano certe attività, che lo facciano con piacere, che lo facciano in maniera eccellente. Lo stesso problema può riscontrarsi per i maschi, raramente rappresentati occupati nella cura, maestri, casalinghi, ballerini.

Le storie e le illustrazioni possono essere invece veicolo per promuovere modelli paritari, cooperativi, di relazioni affettuose.

In cosa ricorda la Spagna

L’autrice spagnola si caratterizza per il suo impegno nella rappresentazione di nuovi linguaggi, senza stereotipi per promuovere la cultura e il rispetto dei diritti, la libertà delle scelte e l’autonomia della mente.

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Lotto ogni giorno (non solo l’8 marzo)

Lotto ogni giorno (non solo l’8 marzo)

Anche quest’anno torna Lotto ogni giorno, quattro settimane di contenuti con storie, proposte di attività, riflessioni e approfondimenti da mettere in pratica a casa o in classe. Dopo il progetto delle Box di sopravvivenza femminista dello scorso anno, realizzate in collaborazione con la casa editrice Settenove, anche quest’anno le librerie del circuito Cleio hanno la possibilità di realizzare un importante progetto di divulgazione, in esclusiva, in collaborazione con la casa editrice Editoriale Scienza.

Perché pensare che la scienza sia soprattutto cosa da maschi è uno stereotipo, una costruzione culturale antica e pericolosa, che sottovaluta e ostacola il lavoro delle scienziate di ieri e di oggi.

Per abbattere stereotipi e contribuire a superare il gender gap nelle discipline STEM un buon modo è dare visibilità alle vite e ai contributi di scienziate e ricercatrici, riscoprendo innovatrici del passato troppo spesso dimenticate dai libri di testo e avvicinandosi a professioniste contemporanee a volte trascurate dai media.

Perché l’8 marzo è la giornata internazionale della donna, ma è anche l’impegno a costruire ogni giorno una società più giusta e libera per tutti e tutte. Ogni giorno.

Perché riguarda le donne, perché possano liberamente compiere scelte, fare esperienze, coltivare sogni e ambizioni.

Perché riguarda gli uomini, che hanno la possibilità di scegliere comportamenti rispettosi, gentili, giusti.

Perché riguarda tutte le persone che vogliono rendere questo mondo un posto migliore in cui vivere.

 

Come funziona?

20 storie, tratte dalla collana Donne nella scienza della casa editrice Editoriale Scienza.

Per ciascuna di queste storie abbiamo realizzato un breve racconto di circa 5 minuti che potrai ascoltare o leggere, a casa o in classe, e un ritratto da stampare. Passioni, sogni e conquiste di scienziate ed esploratrici che potranno ispirare e promuovere modelli di comportamento, aiutare a mettersi alla prova con fiducia, mettere in campo spirito critico e far riflettere sul linguaggio e sull’importanza delle parole.

Ogni lunedì, a partire dal quattro marzo e per quattro settimane, se ti iscrivi al Bollottino, riceverai una mail contenente 5 storie in modo da avere una storia al giorno, da lunedì a venerdì. Le storie potranno far nascere domande, suggerire approfondimenti e riflessioni, promuovere un lavoro di consapevolezza ed espressione di sé.

Vuoi un consiglio? Prima di ascoltare le storie, stampa e distribuisci il ritratto del giorno. Ascoltare le parole del racconto guardano negli occhi la sua protagonista sarà ancora più emozionante e poi permetterà ai ragazzi e alle ragazze di scrivere quelle parole o quelle frasi che rimarranno impresse nella mente. I più piccoli potranno limitarsi a colorare a piacere i ritratti.

Alla fine avremo una galleria di storie parlanti attraverso i ritratti: ciascuno diverse con le proprie parole, frasi ed emozioni suscitate dal racconto.

 

 

Come faccio a partecipare?

Lotto ogni giorno è aperto a tutte e tutti.

Partecipare è semplice e gratuito: ti iscrivi al Bollottino e ogni lunedì di marzo, a partire dal 4 marzo, ricevi una mail con 5 storie da leggere o ascoltare e 5 ritratti da stampare per stimolare la curiosità, il confronto, il dialogo.

Tu controlla la casella di posta, al resto ci pensiamo noi.

Se sei già iscritto o iscritta, aspetta pazientemente lunedì 4 marzo. Non devi fare niente.

 

Quanto costa?

Lotto ogni giorno è un progetto di storytelling gratuito ispirato alla collana Donne nella scienza, per leggere tutte le storie in versione integrale puoi dare uno sguardo e acquistare i libri qui sotto.

Con l’acquisto di ogni libro, in omaggio, un quadernino dedicato.

 

Ragazze con i numeri 

Di Vichi De Marchi e Roberta Fulci, con le illustrazioni di Giulia Sagramola

Vai al post con le storie da ascoltare.

Questo libro racconta le storie, le passioni e i sogni di 15 scienziate. Sono le storie di tante passioni diverse: per la natura, per la medicina, per le invenzioni, per i popoli lontani.

Sono storie di ragazze, poi diventate famose, che hanno inseguito un progetto e alla fine hanno scritto pagine fondamentali della scienza. Quindici vite fatte di coraggio, di fatica, di entusiasmo.

Per Lotto ogni giorno (qui il post) abbiamo deciso di raccontare le storie di:

  • Tu Youyou, la prima cinese a ricevere un Premio Nobel per la medicina e la fisiologia. È riuscita a trovare una cura per la malaria, salvando milioni di persone, coniugando la medicina occidentale con quella della più antica tradizione cinese.
  • Vera Rubin, astronoma, ancora giovanissima, scoprì che la distribuzione delle galassie non è omogenea e che nell’universo ci sono ammassi e spazi vuoti. Grazie alle sue ricerche sappiamo che l’Universo è fatto in gran parte di “materia oscura” e per merito della sua esperienza, molte donne ora possono occupare posizioni importanti nella comunità scientifica.
  • Laura Conti, medico, si è impegnata da sempre nella difesa della salute nei luoghi di lavoro, pioniera delle teorie scientifiche a sostegno dell’ambientalismo sosteneva che i crimini contro l’ambiente andavano condannati come i crimini contro l’umanità.
  • Marya Sibylla Merian, l’artista che con i suoi disegni, basati sull’osservazione diretta, ispirò decine di scienziati. Il suo viaggio nel Suriname fu la prima spedizione con scopi puramente scientifici, non finanziata da un’organizzazione militare o politica.
  • Hedy Lamarr, la diva del cinema dal talento ingegneristico: ha dimostrato che la bellezza non esclude l’ingegno. Insieme a George Antheil scoprì come proteggere i missili sottomarini degli Stati Uniti, usando la musica. E poi semafori, aerei, bibite gassate, sfornava idee per migliorare praticamente ogni cosa.

Atre storie che trovi nel libro: Sophie Germain, Margaret Mead, Rita Levi Montalcini, Katherine Johnson, Laura Conti, Rosalind Franklin, Vera Rubin, Jane Goodall, Katia Krafft, Valentina Tereshkova.

Acquista qui il libro

 

Ragazze in capo al mondo 

Di Laura Ogna, con le illustrazioni di Giulia Sagramola

Viaggiare un tempo era costoso, pericoloso, senz’altro faticoso, ma soprattutto era ritenuto poco adatto a una donna, ancora meno a una donna sola.

Questo libro racconta le storie di 10 ragazze e giovani donne che hanno scelto di andare controcorrente, rompendo schemi, ribellandosi alle convenzioni. Giovani donne che hanno seguito i propri desideri senza farsi condizionare da stereotipi e pregiudizi, affermando coraggiosamente il loro diritto a scegliere chi essere.

Per Lotto ogni giorno abbiamo deciso di raccontare le storie di:

  • Gertrude Bell, nel 1905 gira in lungo e in largo nel mondo arabo, come esploratrice, archeologa e anche spia del governo inglese, studiando i resti archeologici, incontrando capitribù ed emiri.
  • Nellie Bly, giornalista d’inchiesta, è stata la prima donna corrispondente di guerra. Quando scoppia la Prima guerra mondiale si trova sul fronte austriaco per raccontare le atrocità dei combattimenti vivendo lei stessa nelle trincee.
  • Carla Serena, la prima donna europea a viaggiare nel Caucaso. Sa quello che vuole, e quello che vuole è viaggiare e scrivere. Nel 1881 riesce a fotografare, prima in assoluto, l’Abkasia e lo spettacolare monastero di Bedia.
  • Monica Kristensen, matematica, fisica e glaciologa, è una delle più note esploratrici polari nordeuropee. Ha guidato numerose spedizioni in Artide e Antartide ed è stata la prima donna a ricevere la medaglia d’oro della Royal Geographical Society.
  • Annie Smith Peck, attivista e alpinista statunitense, quando non scala (e l’ha fatto fino all’età di 82 anni) viaggia, come nel 1911 quando compie un lungo viaggio da Panama alla Terra del Fuoco tra le cime del Perù e della Bolivia.

Atre storie che trovi nel libro: Freya Stark, Ida Pfeiffer, Isabella Bird, Vivienne de Watteville, Alexandra David-Néel.

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Ragazze per l’ambiente 

Di Vichi De Marchi e Roberta Fulci, con le illustrazioni di Giulia Sagramola

L’umanità è in pericolo.

Ma perché siamo arrivati a questo punto? Che cos’è che riscalda il mondo?

Forse non sai che la prima persona a capirlo è stata una donna. Ci sono tante scienziate che hanno studiato e studiano l’ambiente: dagli elefanti ai pesticidi, dall’energia solare al buco nell’ozono, questo libro ci accompagnerà alla scoperta delle storie di dieci scienziate che hanno svelato e svelano ogni giorno i meccanismi della natura.

Per Lotto ogni giorno abbiamo deciso di raccontare le storie di:

  • Barbara Mazzolai, biologa e unapioniera nel campo dei “plant-inspired robots” e dei “growing robots”. A lei si deve la creazione del “plantoide”, uno speciale robot ispirato alle piante, in grado di crescere e di muoversi, progettato per indagare i meccanismi ecologici del suolo.
  • Eva Crane, fisica, biologa, scrittrice e intellettuale inglese. Studia e insegna matematica quantistica, ma quando per regalo di nozze le regalano un alveare, pensando fosse utile per ottenere la razione di zuccheri durante il periodo di guerra, scoprì che il suo vero interesse era lo studio delle api.
  • Gitanjali Rao, inventrice, anzi, problem-solver, si è guadagnata il titolo di America’s Top Young Scientist, Kid of the Year 2020. Mossa dal principio che “tutti hanno diritto di bere acqua pulita” ha messo a punto uno strumento portatile in grado di rilevare in 10 secondi la presenza di inquinamento nell’acqua potabile grazie a nanotubi di carbonio, gestibile via Bluetooth da un semplice smartphone.
  • Maria Klenova, voleva mappare i fondali oceanici, le fosse, le pianure, i dossi del Mare di Barents.Nel 1929 è la prima donna al mondo a guidare una spedizione scientifica a bordo di una nave. In questo periodo mette a punto una metodologia operativa per la realizzazione di carte batimetriche grazie a cui riesce, nel 1933, a realizzare la prima mappa completa del fondale del mare di Barents.
  • Caitlin O’Connell, biologa, ha dedicato la sua vita a studiare gli elefanti e a proteggerli dal bracconaggio. Nascosta in un bunker registrava i loro movimenti e scoprì che gli elefanti, come gli insetti, comunicano con piccolissime vibrazioni che trasmettono attraverso il terreno, onde sismiche per noi impercettibili.

Atre storie che trovi nel libro: Rachel Carson, Eunice Newton Foote, Maria Telkes, Anne Innis Dagg, Susan Solomon.

Acquista qui il libro

 

Io sarò la prima  

Di Mick Manning e Brita Granström con la traduzione di Lucia Feoli

Le protagoniste di questo libro sono esempi di coraggio, determinazione ed energia. Donne che hanno aperto la strada a nuove esplorazioni, superando ostacoli e pericoli, ma anche la (infondata) convinzione che non fossero imprese adatte a loro. Dai fondali marini allo spazio, ai campi della scienza, della storia, dell’archeologia, dell’ecologia e della giustizia sociale. Per lasciarsi ispirare, e rimanere sé stessi.

Per Lotto ogni giorno abbiamo deciso di raccontare le storie di:

  • Jeanne Baret, la prima donna a fare il giro del mondo. Al tempo era proibito per le donne salire a bordo delle navi, ma lei, nel 1766, si travestì da domestico per seguire il suo amante, il botanico e medico Philibert Commerson, e gran parte delle sue sopite si devono anche a lei e alla sua eccezionale capacità di lavoro e alla sua resistenza fisica con ogni condizione meteorologica.
  • Caroline Hershel, con i suoi studi ha tracciato un ponte fra astronomia antica e astronomia moderna. Nell’arco di alcuni anni, redige un catalogo di 2500 Nebulae: un colossale lavoro di registrazione delle coordinate celesti di tutti quegli oggetti “nebulosi” osservabili in cielo e scopre otto comete nonostante una malattia le avesse lasciato gravi disturbi all’occhio sinistro.
  • Ester Nordström, giornalista che, in un’epoca in cui le donne non avevano ancora ricevuto il diritto di voto, ha viaggiato per il mondo raccontando conducendo inchieste e reportage. Si finse garzone per denunciare le condizioni di lavoro nelle fattorie svedesi, fu maestra dei bambini Sami in Lapponia per descrivere la dura vita degli allevatori di rane e si imbarcò su un piroscafo per un reportage sui poveri emigranti in cerca di nuova vita negli Stati Uniti.
  • Mary Leaky, archeologa e paleontologa, nel 1969 trovò il primo cranio di un ominide, un Australopithecus boisei, il più antico resto di ominide conosciuto all’epoca, datato con gli strumenti dell’epoca a un milione e 800 mila anni fa circa, conosciuto anche con il nome di “schiaccianoci”, per la presunta eccezionale potenza delle sue mascelle.
  • Sylvia Earle, oceanografa statunitense, è stata la prima donna a capo della National Oceanic and Atmospheric Administration degli Stati Uniti. Detiene diversi record di immersione in profondità stabiliti durante la sua carriera e ha vissuto per 2 settimane, assieme a 4 compagne, in una struttura subacquea posta a circa 15 m sotto il livello del mare nei pressi dell’isola di St. John nelle Isole Vergini Americane svolgendo esperimenti e ricerche sulla flora marina.

Atre storie che trovi nel libro: Auditrici “mente profonda”, Ester Stanhope, Sacagawea, Mary Anning, Harriet Tubman, Nellie Bly, Annie Londonderry, Bessie Coleman, Amelia Earhart, Lee Miller, Barbara Hillary, Jane Goodall, Valentina Tereshkova, Junko Tabei, Mae Jemison, Arunima Sinha.

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Insieme, sempre.

Superare gli stereotipi e pensare una società più inclusiva è una sfida che riguarda tutte e tutti. 

Attraverso i libri e le storie possiamo dare un grandissimo contributo. 

Facciamolo ora e facciamolo insieme. 

È così che le cose cambiano.

È arrivato l’elfo (con il calendario delle attività da scaricare!)

È arrivato l’elfo (con il calendario delle attività da scaricare!)

Hai mai sentito parlare dell’Elf on the shelf?

La tradizione natalizia dell’Elfo

Si tratta di una tradizione natalizia di origine anglosassone che ormai ha conquistato il cuore di molti bambini e bambine anche qui in Italia.
E siamo davvero felici di poterti dire che anche quest’anno Lotta è un centro di adozione degli Elfi approvato da Babbo Natale.

Scarica gratuitamente l’Elf planner: un’idea al giorno dal 1° al 24 dicembre

In questo articolo ti spiego brevemente tutto quello che c’è da sapere e, se deciderai di adottare il tuo Elfo o la tua Elfa, potrai scaricare gratuitamente l’Elf Planner, il calendario dell’avvento elfico, che ti aiuta nell’organizzazione delle attività. Il grosso del lavoro l’abbiamo già fatto noi selezionando 24 idee tra le più divertenti e meno sbatti da realizzare, con tanto di foto e lista dei materiali necessari (molto spesso oggetti e giocattoli già presenti in casa).

Acquista l’Elf on the shelf (femmina)

Elf on the Shelf nasce nel 2005, quando Carol Aebersold e sua figlia Chanda Bell pubblicano “The Elf on the Shelf: A Christmas Tradition”. All’interno del cofanetto trovi proprio il libro che si basa sulla tradizione che, a partire dagli anni ’70, era diventata un elemento costante del Natale in casa Bell. Nella versione originale l’elfo compare il giorno del Ringraziamento e rimane fino alla Vigilia di Natale per poi ritornare al Polo Nord insieme a Babbo Natale. In Italia molti fanno arrivare l’elfo il 1° dicembre oppure l’8 dicembre e lo fanno rimanere fino al giorno della Befana.

Acquista l’Elf on the shelf (maschio)

24 idee zero sbatti da fare a casa con quello che hai

Ogni giorno, l’elfo combina qualche scherzo in casa inscenando situazioni divertenti, porta regalini, lascia messaggini, propone attività da fare nel tempo libero.

Temi di non avere abbastanza idee e di combinare un disastro?

Acquista l’elfo e noi ti regaliamo l’Elf Planner, così non avrai niente da temere!

Che aspetti? Abbiamo solo 12 elfi e 12 elfe, Natale sta arrivando, è il momento di iniziare a sognare!

5 Storie da leggere la notte di San Lorenzo

5 Storie da leggere la notte di San Lorenzo

Cosa c’è di più bello di sognare guardando il cielo, ascoltando storie affascinati e immaginare riescano ad ascoltare i nostri desideri battere forte?

La notte di San Lorenzo è una notte magica e avventurosa: sdraiati su un prato, seduti e cullati dal dondolo, il naso fuori dalla finestra, tutti sotto lo stello cielo.

È l’occasione per fantasticare ad occhi aperti, scambiarsi sogni, desideri e segreti. Raccontare una storia.

 

Costruttori di stelle

di Soojin Kwak con la traduzione di Fabia Tolomei per la casa editrice Carthusia

Ti sei mai chiesto come sono fatte le stelle a cui affidiamo i nostri più profondi desideri e che ci appaiono come tanti puntini luminosi nel blu profondo del cielo notturno?

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Dietro le quinte opera una squadra di piccoli e ingegnosi costruttori che, con gran lavoro e passione, ogni giorno progetta e costruisce quelle magiche invenzioni che incantano le notti di tutti noi. Un silente book che regala l’emozione di entrare in una fabbrica di sogni e ci dà la possibilità di costruire la nostra stella, quella più luminosa e speciale di tutte.

Guarda, le stelle 

di Katie Cotton e Miren Asiain Lora con la traduzione di Leonardo Taiuti per la casa editrice Splen Edizioni

Ti darò una stella da portare nel cuore, abbracciamoci forte, sarà per sempre il ricordo del nostro grande amore.

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Mamma orsa e il suo piccolo escono di notte per seguire le stelle fino all’orizzonte, sperando di riuscire a toccarle, magari a prenderne una. Inseguono le stelle passando nel bosco, oscuro e pauroso, ma la luce delle stelle scaccia via le paure. Abbracciati, affrontano le onde più alte. Risalgono la vetta, camminando stanchi nella neve, ma le stelle sono troppo lontane. Sotto di loro un tappeto di stelle in lontana ce n’è una, la più luminosa. Quella di casa, dove il cuore li aspetta.

 

Piccolina tutta mia 

di Ulf Stark e Linda Bondestam con la traduzione di Laura Cangemi per la casa editrice Iperborea

Come si fa scegliere quale desiderio esprimere?

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Nella montagna, nel buio, nella grotta grigia vive la Creatura. I suoi occhi non sopportano il sole. Di giorno cerco di dormire ogni tanto, mentre dorme, sogna la luna e di avere qualcuno con cui parlare, un Piccolino da accudire, da cullare e per cui cantare. Una sera l’ha raggiunta a nuoto, la luna, tentando di prenderla tra le braccia, ma il suo riflesso sull’acqua si è frantumato in mille pezzi. Una mattina vola dentro la grotta una scintilla di sole caduta dal cielo. È qualcosa di prendersi cura, pensa la Creatura. Il cuore le batte forte. Vuoi essere la mia piccolina?

L’amore è una scintilla di luce che cura, che scalda, che dà vita, che lascia liberi.

Gugu

di Carlotta De Melas e Roberta Michetti per la casa editrice Sabir

Le onde del mare cantano una canzone, una canzone che ormai è leggenda. Per Gugu, quella canzone vive in un sogno. È la sua ninna nanna.

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Dove vanno a finire le stelle cadenti? Tanti anni fa il cielo e il mare si unirono in un abbraccio che cancellò ogni differenza. Le stelle esplosero in cascate scintillanti e molte caddero nel mare. Gugu si fa tante domande, non somiglia a nessuno, è diverso da tutti. Non gli piacciono le risposte che riceve. Lui vuole scoprire chi è. Così, in una notte di tempesta Gugu salta su, più su che può. Fino alla luna, dalle ciglia di biscotto e la pelle di perla.

L’onda di stelle

di Dolores Brown e Sonja Wimmer con la traduzione di Giulia Di Filippo per la casa editrice Nubeocho

Forse ti sarà capitato di vedere una stella cadente, che è già molto bello, ma un arcobaleno lunare?

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Il vecchio polpo aveva avvertito Mimbi la foca e Kipo la tartaruga che, secondo la leggenda, se avessero visto l’arcobaleno lunare si sarebbero trasformati umani. Bisognerà attendere un’onda di stelle per tornare nell’oceano, ma, per fortuna, nel frattempo, ci sarà il pescatore Guglielmo a occuparsi di loro. Favola, leggenda, magia pura.

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