Il più grosso problema di Beatrice, o Beezus (si legge Bìsus), come la chiamavano tutti, era sua sorella Ramona. Beezus aveva l’impressione che fosse semplicemente esasperante. Per fare qualche esempio, quando Ramona beveva la limonata con la cannuccia, ci soffiava dentro più forte che poteva, giusto per vedere che cosa sarebbe successo. Se dipingeva cono le dita in cortile, dopo si puliva le mani sul gatto dei vicini.

Poi c’era quella fissazione sul suo libro preferito. Malconcio, appiccicoso e pieno di orecchie, La piccola scavatrice a vapore, raccontava la storia di Scoopy, una piccola scavatrice a vapore che sognava di diventare una grande ruspa. La loro mamma, che l’aveva comperato al supermercato un pomeriggio, per tenere buona Ramona mentre lei faceva la spesa, ora faceva in modo di essere sempre occupato quando le chiedeva di leggerglielo. Il papà aveva detto chiaro e tondo che non ne poteva più di scavatrici frustrate, che non avrebbe più letto il libro a Ramona aggiungendo che nessuna aveva il permesso di leggerlo se lui era in casa. Così era rimasta solo Beezus a leggerglielo.

Ci sono dei momenti che Beezus non sopporta Ramona, delle volte in cui quasi non vorrebbe averla come sorella, ma è qualcosa di inconfessabile che la fa stare male e sentire in colpa. D’altra parte Beezus e Ramona sono sorelle, e le sorelle dovrebbero piacersi e volersi bene. Sempre.

Una storia che ci parla dell’ambivalenza nei rapporti umani, della capacità di odiare e amare al tempo stesso, di provare affetto e delusione insieme, entusiasmo e tristezza e di quanto sia frequente nelle relazioni con le persone a noi più care (proprio come fratello e sorella). È una condizione assolutamente normale e che ci fa riflettere sulla complessità dell’essere umano in campo emotivo.

Per questo motivo le etichette “giusto-sbagliato” e “buono-cattivo”, sono riduttive e totalmente inadeguate per esprimere una personalità sfaccettata della quale costituiscono solo mere sfumature. Limitarci a queste categorie, invece, diventa frustrante, perché obbliga a incasellarci o incasellare gli altri in un perimetro precostituito, rimanendo bloccati in una contraddizione dolorosa dalla quale è possibile uscire soltanto accettando o prendendo decisioni. Come nel caso di Beezus quando capisce che due sorelle non devono per forza volersi sempre bene!

Beezus e Ramona sono le protagoniste di una famosa e fortunata serie pubblicata in America da Beverly Cleary, la stessa autrice di Caro Mr. Henshaw, e in Italia dalla casa editrice Il Barbagianni con la traduzione di Susanna Mattiangeli.

Il libro è stato presentato a ottobre nel primo incontro del gruppo di lettura Perle, per lettori e lettrici dagli 8 ai 10 anni. Per sapere di cosa si tratta e come fare per partecipare leggi qui.

Puoi acquistare il libro nello shop e noi te lo spediremo insieme al Quaderno delle citazioni, personalizzato da Burabacio in esclusiva per i gruppi di lettura di Lotta. A fine lettura potrai condividere la tua esperienza di lettura commentando nel Telegram, anche utilizzando il Commentario, un file con domande per la costruzione della discussione cooperativa ispirate al metodo Tell me, di Aidan Chambers, che abbiamo preparato appositamente per raggiungere tutti i lettori e le lettrici che abitano lontano dalla libreria e far sentire loro, con un abbraccio stritolante, quanto siano importanti per noi!

Continua a leggere oppure ascolta la presentazione nel nuovo episodio del podcast.

Beezus e Ramona sono due sorelle, la prima ha dieci anni, è rigorosa, attenta in casa e a scuola, sempre pronta ad aiutare, gentile e dai modi affabili, alla ricerca dell’approvazione degli altri, come se dagli altri dipendesse il riconoscimento delle proprie capacità. La seconda ha quattro anni ed è tutto il contrario: invadente, rumorosa, impulsiva, totalmente incurante del giudizio altrui.

Il racconto è un susseguirsi di episodi e disavventure, sempre più catastrofiche, che mettono alla prova la pazienza di Beezus, la sua capacità di accettare e amare sua sorella così com’è. Sempre.

Ramona, infatti, è totalmente libera e fuori da ogni schema, anche di buona educazione. di essere sé stessa, di godersi i momenti in modo spontaneo, senza preoccuparsi delle conseguenze, di cosa succederà, di cosa diranno gli altri. Una libertà che Beezus ha fatto diventare piccola piccola e appallottolato come un calzino nel fondo di un cassetto, mettendoci sopra una serie di regole e convenzioni che sono arrivate a soffocare i suoi pensieri ed i suoi sentimenti.

C’è un episodio, nel capitolo due, quando recandosi al corso di arte Ramona porta con sé Ralph, un ramarro immaginario che Ramona fingeva di portare in giro con una cordicella, come fosse un guinzaglio.

Miss Robbins, l’insegnate di arte, incoraggiava i suoi alunni ad essere liberi e fantasiosi, diceva sempre di dipingere con coraggio e audacia. Per Beezus era estremamente difficile.

Il tuo problema è che ti impegni troppo. Non c’è bisogno di essere così precisa. Perché non inizi un altro dipinto e provi semplicemente a divertirti con i colori?

Beezus non capiva come avrebbe potuto dipingere un bel quadro senza impegnarsi, ma si lasciò andare alle possibilità infinite dell’immaginazione. Voleva disegnare Ralph, il ramarro immaginario, ma le sue pennellate avevano occupato la maggior parte del foglio e sembrava un drago. Allora decise che sarebbe stato un drago.

I draghi sputano fuoco, ma lei non aveva l’arancione, così intinse il pennello nel rosa. Solo che non sembravano fiamme, sembravano più zucchero filato. E un drago che sputava zucchero filato era più divertente di un normale drago sputafuoco. I draghi hanno delle spine lungo la schiena, così Beezus dipinse una fila di spine che scendeva dietro la schiena, ma non erano fatte nel modo giusto. Sembravano più bastoncini inclinati, che spine: dei bastoncini di lecca-lecca. Il risultato lasciò stupita anche lei, era divertente, colorato e fantasioso. Impegnarsi in un gioco era stato meglio che impegnarsi in un lavoro.

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