Christine de Pizan: storia della prima scrittrice europea

12 Aprile 2023 | Guide ai regali

Christine de Pizan è stata la prima scrittrice europea eppure la sua storia è praticamente sconosciuta alla maggior parte delle persone.

Non si studia a scuola nell’ambito della letteratura italiana, lei che è stata ponte dell’umanesimo tra Italia e Francia nel basso medioevo. Non la incontriamo tra le pagine di storia anche se è stata biografa ufficiale del re di Francia Carlo V e sua è stata la prima biografia di Giovanna d’Arco, la pulzella di Orléans. “Alla verità”, ha scritto, “preferisco gli esseri viventi. Noi tutti siamo più veri della verità”.

Nicoletta Bortolotti, nel suo libro Un giorno e una donna, ricostruisce la sua storia attraverso le lettere che Christine de Pizan, ormai donna matura, scambia con la figlia Marie, divenuta suora nel convento di Poissy, restituendoci un ritratto di donna, madre e scrittrice estremamente attuale.

Continua a leggere oppure ascolta qui la storia di Christine de Pizan.

Christine de Pizan, il cui vero nome è Cristina, nasce a Venezia nel 1365. Suo padre era Tommaso da Pizzano, medico-chirurgo e astrologo, e Pizzano era il paese dell’Emilia Romagna dove era nato lui. Sua madre era la figlia di un medico condotto veneziano, ma di lei non vi sono molte informazioni perché, come scrive la stessa Christine, delle madri non si tramanda il nome e cognome, ma solo l’appellativo “madre”. Forse anche per questo lei decide di firmare tutti i suoi libri con il suo cognome, De Pizan, alla francese.

Christine è una donna che ha studiato e per questo a volte è costretta a dissimulare le sue conoscenze, a fingersi meno di ciò che realmente è, per non essere esclusa.

Già allora intuivo che per una donna un destino speciale significava solo esclusione. Talvolta mi chiedevi perché a corte camuffavo il mio sapere, perché spiegavo una tovaglia grezza sopra a tutto quello che avevo studiato. Dovevo far credere ai duchi di essere colta quel tanto che bastava perché mi considerassero utile a ornare le sale reali, ma dovevo porre grande attenzione a non oscurarli. Impiegavo parole semplici quando ne avevo apprese di più complesse, perché non stava bene che una donna possedesse un vocabolario esteso. Sarebbe parsa eccessiva e superba. Se fossi sembrata tale probabilmente mi avrebbero allontanato. Allora avrei perso il lavoro.

Dobbiamo pensare che all’epoca una femmina poteva vivere spensieratamente solo gli anni prima dell’arrivo della pubertà. Da quel momento avrebbe dovuto difendersi dagli assalti fisici degli uomini, dalle manipolazioni e dai raggiri sottesi a matrimoni combinati.

Anche Christine ha avuto un matrimonio combinato. Lei aveva quindici anni, lui, Etienne de Castel, figlio di un ciambellano del re, di famiglia colta, equilibrato e stimato, ne aveva ventiquattro. Un matrimonio combinato, non d’amore, eppure è stato un amore.

Nell loro prima passeggiata lui le chiede quali siano le sue poesie preferite, lei cita Petrarca a memoria, in italiano, ma poi smette, per paura di annoiarlo.

Dopo la nascita di Marie, la sua prima figlia, nei pochi ritagli di tempo a disposizione, aiuta il marito a copiare documenti sulla pergamena, a impaginare fogli, ad assemblare codici che servivano a corte. Fino a quel momento lei i libri li aveva solo letti, ma da quel momento impara anche a farli.

Un giorno il marito invia una sua ballata al concorso reale. È l’inizio della sua carriera di scrittrice, ma non fa in tempo a rendersene conto, a combattere contro quel sentimento diffuso, soprattutto tra noi donne, che non ci fa mai sentire adeguate, all’altezza, perché suo marito muore improvvisamente e lei si ritrova vedova a venticinque anni.

Una vedova con tre figli, una madre anziana da sfamare e senza soldi.

Si rende conto che la Corte dei Conti non le paga lo stipendio del marito e perché doveva pagare lei la rendita sulla torre donata dal re a suo padre? Dov’erano i documenti che attestavano l’eredità di suo padre?

Suo marito non glieli aveva mai mostrati, non per motivi di segretezza o perché non la ritenesse in grado di capire, ma perché si usava così. E ancora oggi, molto spesso, purtroppo le donne non hanno indipendenza economica. All’epoca solo le mogli dei contadini, quelle che avevano una fattoria da mandare avanti, si preoccupavano di amministrare.

Ed ecco cos’ero io, adesso, non contadina, ma vedova senza soldi. Una che non aveva mai lavorato, una scervellata che non sapeva neanche cosa fosse una lettera di cambio. A cosa mi era servito che mio padre mi avesse insegnato a leggere a scrivere, a cosa era servito studiare?

Christine si veste del suo vestito migliore, del coraggio più indomito e della dignità più abbagliante per presentarsi in tribunale, per chiedere di essere ascoltata, per esigere ciò che le spetta. Ma non c’è niente da fare. Gli attestati degli stipendi di Etienne non si trovano e non si può fare nulla nemmeno per le rendite del padre. Almeno così le dicono. E a eli questa risposta non basta.

Christine de Pizan fa causa al Presidente della Corte dei Conti francese. Sa che ci vorrà tempo, molto tempo, sa che le costerà caro, molto caro. Ma è il solo modo per avere indietro quello che le spetta. Tredici anni le serviranno per vincere l’ultimo processo. Ventuno, per avere i suoi soldi.

Ed è la scrittura a sostenerla in tutto questo tempo.

Ricomincia a scrivere ballate d’amore per allietare la corte, lei, che l’amore l’aveva perduto. E i libri li firma tutti così Escript de ma main.

Poi inizia a radunare le sue ballate in un unico manoscritto. Non deve commissionare niente a nessuno perché aveva imparato a farseli da sé i libri. Non aveva difficoltà a copiarli, né a miniare alcuni versi. E, allora, ecco l’idea. Oltre a creare i suoi libri, realizza copie di quelli degli altri, autori di chiara fama, e in questo modo il lavoro per le mani per si raddoppia.

Fabbrica anche più libri contemporaneamente, secondo la richiesta. Le ore della giornata sono scandite da un ritmo serrato: tre ore per un testo, una pausa, e le successive tre per un altro testo.

A chi le diceva di riposare, di rallentare un po’, lei rispondeva: “non me la sento di amare di nuovo”. Questo perché Christine, vedova senza soldi, aveva deciso di vivere del suo lavoro, grazie al suo talento e alle sue capacità. Non le serviva la protezione di un uomo.

“Mi sembra che ti stai imbarcando in un’impresa più grande di te. E per cosa poi?” le ha detto un giorno sua madre, aggiungendo: “Cosa pensi di fare? Di darci da vivere con i libri? Perché non impari a filare i vestiti?”

“Per non morire”.

“Non morire. Di cosa? Di dolore? Solitudine?”

“Di fame”.

E, a tutti gli effetti, al di là dei tanti proclami maschili sull’inutilità per le donne di leggere e scrivere, a Christine la scrittura serviva come a una femmina di leopardo servono i denti.

Non avevano quasi denaro per fare la spesa, dovevano risparmiare fuoco e luce, e lei passava le giornate china sullo scrittoio, in un’occupazione considerata vana e poco adatta a una dama. Ostinatamente e irriducibilmente ferma nel proposito di non risposarsi, né farsi monaca.

Libri di donne non ne se ne erano mai visti. Erano un fenomeno esotico, bizzarro. Una nuova, eccentrica moda della corte. Se pure molti si dilettassero con le sue parole, con le parole di una donna, pochi sarebbero stati pronti ad ammetterlo pubblicamente. Dei suoi libri dicevano fossero “bellissimi”, mai “grandi”. E la chiamavano “abile sarta di storie”, di rado “scrittrice”, mai “artista”.

Nessuna donna prima aveva scritto un’opera satirica, e nessun maschio, prima di allora, aveva tradotto un’opera scritta da una femmina. Christine scrive l’Epistre au Dieu d’amours, Thomas Occleve traduce l’opera in inglese e la sua fama sbarca anche in Inghilterra.

È la parodia del famoso Roman de la rose, la cui seconda parte, ad opera di Jean de Meung, è una sequela di volgarità e insulti contro le donne, con uno stile verboso, pretenzioso e arrogante.

Nella sua opera, Christine, dà voce alla sua rabbia, al suo dolore, alla stanchezza di lottare per far emergere i meriti e veder riconosciuti i suoi diritti.

Il Presidente voleva congedarmi in fretta, scacciare il nauseabondo mal odore di grana, rogna e commiserazione emanato dal mio mantello. Eppure mi usava una cortesia distante, pensava forse che una certa impronta paterna si potesse cogliere anche in questa pietosa circostanza. La mia era una penuria indossata con eleganza, con classe, poco esibita, non gridata come quella di tante vedove che si vedono sottrarre la dote dalla famiglia del marito, o addirittura dai propri parenti, e vengono sbattute in strada senza alcuna assistenza, insieme alla loro pidocchiose nidiata. Tante finiscono a prostituirsi, e quando si ammorbano di sifilide vengono allontanate derise, e quando invecchiano perdono i clienti e mendicano.

“Fra poche settimane è Natale” ha detto il presidente. “Facciamo passare i festeggiamenti e poi tornate qui, Christine”.

“I festeggiamenti… Non posso attendere, presidente. Voi capite. Ho una famiglia da mantenere. Una madre anziana, una nipote e tre figli. I miei fratelli sono partiti per Bologna in cerca di lavoro. Mia madre, mia nipote e i miei figli sono a mio carico. Ho bisogno dei soldi di mio marito. Noi non faremo alcun festeggiamento, capite”.

“Mi dispiace, se potessi aiutarvi lo farei. Ma prima di Natale non è proprio possibile. E, se volete un consiglio, rilassatevi un poco. Fate festa anche voi. Immagino che non siate nell’animo, dopo quanto ti è accaduto. Ma… Siete una bella donna. Giovane… Non dovreste avere difficoltà a trovare qualcuno disposto a offrirvi un pranzo. E ora scusatemi, ma altre visite”.

Christine non resiste. E passa all’attacco. Denuncia la mancanza di rispetto, le discriminazioni, le umiliazioni. Afferma che le donne sono pari in intelletto e virtù e che i pregiudizi non sono altro che “sporche pietre nere e grossolane”.

La casta dei maschi dell’università si sente offesa e indignata e chiede pubbliche scuse “per l’errore evidente, per la pazzia o demenza, a causa della sua presunzione e del suo impulso di donna”, aggiungono tuttavia che si mostreranno caritatevoli e concederanno la grazia, ma non prima di averle comminato una salutare penitenza.

Christine non ci pensa proprio a chiedere scusa, a chi poi? E per cosa? E commenta così: “la finissima punta di un temperino o di un coltellino è capace di forare un sacco grande e pieno di cose vili e materiali”.

Nonostante, o forse proprio, per la polemica sul Roman de la rose, i suoi libri cominciano a farsi più lunghi, fitti e complessi. Prende tre copisti al suo servizio e crea una piccola bottega di libri. È allora che riceve l’incarico di scrivere la biografia del re Carlo V, detto Il Saggio.

Ma noi la vogliamo ricordare per un altro libro il Livre de la cité des dames: un libro-città, come La città di Diodi Sant’Agostino, ma una città fondata sulle donne, con le donne, per tutti e tutte. Donne forti e coraggiose ne reggono le fondamenta, donne sagge e sapienti, che hanno potuto studiare, la popolano, ispirate da esempi di donne virtuose. Tra queste non ci sono solo sante e martiri, ma anche donne come Didone e Medea, donne la cui unica colpa è stata quella di aver amato troppo.

Nessuna città, nemmeno Parigi, ci aveva mai concesso la parola. Non abitavamo nessun mondo e nessun libro, e nessun libro aveva riscritto il mondo secondo noi, e ci aveva scritte. Con buon senso e, forse, prudenza, la città che le tre dame – Dama ragione, Dama giustizia e Dama rettitudine, mi avevano comandato di costruire era il nostro primo libro casa dove potevamo vivere senza snaturarci.

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Lotto ogni giorno (non solo l’8 marzo)

Lotto ogni giorno (non solo l’8 marzo)

Anche quest’anno torna Lotto ogni giorno, quattro settimane di contenuti con storie, proposte di attività, riflessioni e approfondimenti da mettere in pratica a casa o in classe. Dopo il progetto delle Box di sopravvivenza femminista dello scorso anno, realizzate in collaborazione con la casa editrice Settenove, anche quest’anno le librerie del circuito Cleio hanno la possibilità di realizzare un importante progetto di divulgazione, in esclusiva, in collaborazione con la casa editrice Editoriale Scienza.

Perché pensare che la scienza sia soprattutto cosa da maschi è uno stereotipo, una costruzione culturale antica e pericolosa, che sottovaluta e ostacola il lavoro delle scienziate di ieri e di oggi.

Per abbattere stereotipi e contribuire a superare il gender gap nelle discipline STEM un buon modo è dare visibilità alle vite e ai contributi di scienziate e ricercatrici, riscoprendo innovatrici del passato troppo spesso dimenticate dai libri di testo e avvicinandosi a professioniste contemporanee a volte trascurate dai media.

Perché l’8 marzo è la giornata internazionale della donna, ma è anche l’impegno a costruire ogni giorno una società più giusta e libera per tutti e tutte. Ogni giorno.

Perché riguarda le donne, perché possano liberamente compiere scelte, fare esperienze, coltivare sogni e ambizioni.

Perché riguarda gli uomini, che hanno la possibilità di scegliere comportamenti rispettosi, gentili, giusti.

Perché riguarda tutte le persone che vogliono rendere questo mondo un posto migliore in cui vivere.

 

Come funziona?

20 storie, tratte dalla collana Donne nella scienza della casa editrice Editoriale Scienza.

Per ciascuna di queste storie abbiamo realizzato un breve racconto di circa 5 minuti che potrai ascoltare o leggere, a casa o in classe, e un ritratto da stampare. Passioni, sogni e conquiste di scienziate ed esploratrici che potranno ispirare e promuovere modelli di comportamento, aiutare a mettersi alla prova con fiducia, mettere in campo spirito critico e far riflettere sul linguaggio e sull’importanza delle parole.

Ogni lunedì, a partire dal quattro marzo e per quattro settimane, se ti iscrivi al Bollottino, riceverai una mail contenente 5 storie in modo da avere una storia al giorno, da lunedì a venerdì. Le storie potranno far nascere domande, suggerire approfondimenti e riflessioni, promuovere un lavoro di consapevolezza ed espressione di sé.

Vuoi un consiglio? Prima di ascoltare le storie, stampa e distribuisci il ritratto del giorno. Ascoltare le parole del racconto guardano negli occhi la sua protagonista sarà ancora più emozionante e poi permetterà ai ragazzi e alle ragazze di scrivere quelle parole o quelle frasi che rimarranno impresse nella mente. I più piccoli potranno limitarsi a colorare a piacere i ritratti.

Alla fine avremo una galleria di storie parlanti attraverso i ritratti: ciascuno diverse con le proprie parole, frasi ed emozioni suscitate dal racconto.

 

 

Come faccio a partecipare?

Lotto ogni giorno è aperto a tutte e tutti.

Partecipare è semplice e gratuito: ti iscrivi al Bollottino e ogni lunedì di marzo, a partire dal 4 marzo, ricevi una mail con 5 storie da leggere o ascoltare e 5 ritratti da stampare per stimolare la curiosità, il confronto, il dialogo.

Tu controlla la casella di posta, al resto ci pensiamo noi.

Se sei già iscritto o iscritta, aspetta pazientemente lunedì 4 marzo. Non devi fare niente.

 

Quanto costa?

Lotto ogni giorno è un progetto di storytelling gratuito ispirato alla collana Donne nella scienza, per leggere tutte le storie in versione integrale puoi dare uno sguardo e acquistare i libri qui sotto.

Con l’acquisto di ogni libro, in omaggio, un quadernino dedicato.

 

Ragazze con i numeri 

Di Vichi De Marchi e Roberta Fulci, con le illustrazioni di Giulia Sagramola

Vai al post con le storie da ascoltare.

Questo libro racconta le storie, le passioni e i sogni di 15 scienziate. Sono le storie di tante passioni diverse: per la natura, per la medicina, per le invenzioni, per i popoli lontani.

Sono storie di ragazze, poi diventate famose, che hanno inseguito un progetto e alla fine hanno scritto pagine fondamentali della scienza. Quindici vite fatte di coraggio, di fatica, di entusiasmo.

Per Lotto ogni giorno (qui il post) abbiamo deciso di raccontare le storie di:

  • Tu Youyou, la prima cinese a ricevere un Premio Nobel per la medicina e la fisiologia. È riuscita a trovare una cura per la malaria, salvando milioni di persone, coniugando la medicina occidentale con quella della più antica tradizione cinese.
  • Vera Rubin, astronoma, ancora giovanissima, scoprì che la distribuzione delle galassie non è omogenea e che nell’universo ci sono ammassi e spazi vuoti. Grazie alle sue ricerche sappiamo che l’Universo è fatto in gran parte di “materia oscura” e per merito della sua esperienza, molte donne ora possono occupare posizioni importanti nella comunità scientifica.
  • Laura Conti, medico, si è impegnata da sempre nella difesa della salute nei luoghi di lavoro, pioniera delle teorie scientifiche a sostegno dell’ambientalismo sosteneva che i crimini contro l’ambiente andavano condannati come i crimini contro l’umanità.
  • Marya Sibylla Merian, l’artista che con i suoi disegni, basati sull’osservazione diretta, ispirò decine di scienziati. Il suo viaggio nel Suriname fu la prima spedizione con scopi puramente scientifici, non finanziata da un’organizzazione militare o politica.
  • Hedy Lamarr, la diva del cinema dal talento ingegneristico: ha dimostrato che la bellezza non esclude l’ingegno. Insieme a George Antheil scoprì come proteggere i missili sottomarini degli Stati Uniti, usando la musica. E poi semafori, aerei, bibite gassate, sfornava idee per migliorare praticamente ogni cosa.

Atre storie che trovi nel libro: Sophie Germain, Margaret Mead, Rita Levi Montalcini, Katherine Johnson, Laura Conti, Rosalind Franklin, Vera Rubin, Jane Goodall, Katia Krafft, Valentina Tereshkova.

Acquista qui il libro

 

Ragazze in capo al mondo 

Di Laura Ogna, con le illustrazioni di Giulia Sagramola

Viaggiare un tempo era costoso, pericoloso, senz’altro faticoso, ma soprattutto era ritenuto poco adatto a una donna, ancora meno a una donna sola.

Questo libro racconta le storie di 10 ragazze e giovani donne che hanno scelto di andare controcorrente, rompendo schemi, ribellandosi alle convenzioni. Giovani donne che hanno seguito i propri desideri senza farsi condizionare da stereotipi e pregiudizi, affermando coraggiosamente il loro diritto a scegliere chi essere.

Per Lotto ogni giorno abbiamo deciso di raccontare le storie di:

  • Gertrude Bell, nel 1905 gira in lungo e in largo nel mondo arabo, come esploratrice, archeologa e anche spia del governo inglese, studiando i resti archeologici, incontrando capitribù ed emiri.
  • Nellie Bly, giornalista d’inchiesta, è stata la prima donna corrispondente di guerra. Quando scoppia la Prima guerra mondiale si trova sul fronte austriaco per raccontare le atrocità dei combattimenti vivendo lei stessa nelle trincee.
  • Carla Serena, la prima donna europea a viaggiare nel Caucaso. Sa quello che vuole, e quello che vuole è viaggiare e scrivere. Nel 1881 riesce a fotografare, prima in assoluto, l’Abkasia e lo spettacolare monastero di Bedia.
  • Monica Kristensen, matematica, fisica e glaciologa, è una delle più note esploratrici polari nordeuropee. Ha guidato numerose spedizioni in Artide e Antartide ed è stata la prima donna a ricevere la medaglia d’oro della Royal Geographical Society.
  • Annie Smith Peck, attivista e alpinista statunitense, quando non scala (e l’ha fatto fino all’età di 82 anni) viaggia, come nel 1911 quando compie un lungo viaggio da Panama alla Terra del Fuoco tra le cime del Perù e della Bolivia.

Atre storie che trovi nel libro: Freya Stark, Ida Pfeiffer, Isabella Bird, Vivienne de Watteville, Alexandra David-Néel.

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Ragazze per l’ambiente 

Di Vichi De Marchi e Roberta Fulci, con le illustrazioni di Giulia Sagramola

L’umanità è in pericolo.

Ma perché siamo arrivati a questo punto? Che cos’è che riscalda il mondo?

Forse non sai che la prima persona a capirlo è stata una donna. Ci sono tante scienziate che hanno studiato e studiano l’ambiente: dagli elefanti ai pesticidi, dall’energia solare al buco nell’ozono, questo libro ci accompagnerà alla scoperta delle storie di dieci scienziate che hanno svelato e svelano ogni giorno i meccanismi della natura.

Per Lotto ogni giorno abbiamo deciso di raccontare le storie di:

  • Barbara Mazzolai, biologa e unapioniera nel campo dei “plant-inspired robots” e dei “growing robots”. A lei si deve la creazione del “plantoide”, uno speciale robot ispirato alle piante, in grado di crescere e di muoversi, progettato per indagare i meccanismi ecologici del suolo.
  • Eva Crane, fisica, biologa, scrittrice e intellettuale inglese. Studia e insegna matematica quantistica, ma quando per regalo di nozze le regalano un alveare, pensando fosse utile per ottenere la razione di zuccheri durante il periodo di guerra, scoprì che il suo vero interesse era lo studio delle api.
  • Gitanjali Rao, inventrice, anzi, problem-solver, si è guadagnata il titolo di America’s Top Young Scientist, Kid of the Year 2020. Mossa dal principio che “tutti hanno diritto di bere acqua pulita” ha messo a punto uno strumento portatile in grado di rilevare in 10 secondi la presenza di inquinamento nell’acqua potabile grazie a nanotubi di carbonio, gestibile via Bluetooth da un semplice smartphone.
  • Maria Klenova, voleva mappare i fondali oceanici, le fosse, le pianure, i dossi del Mare di Barents.Nel 1929 è la prima donna al mondo a guidare una spedizione scientifica a bordo di una nave. In questo periodo mette a punto una metodologia operativa per la realizzazione di carte batimetriche grazie a cui riesce, nel 1933, a realizzare la prima mappa completa del fondale del mare di Barents.
  • Caitlin O’Connell, biologa, ha dedicato la sua vita a studiare gli elefanti e a proteggerli dal bracconaggio. Nascosta in un bunker registrava i loro movimenti e scoprì che gli elefanti, come gli insetti, comunicano con piccolissime vibrazioni che trasmettono attraverso il terreno, onde sismiche per noi impercettibili.

Atre storie che trovi nel libro: Rachel Carson, Eunice Newton Foote, Maria Telkes, Anne Innis Dagg, Susan Solomon.

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Io sarò la prima  

Di Mick Manning e Brita Granström con la traduzione di Lucia Feoli

Le protagoniste di questo libro sono esempi di coraggio, determinazione ed energia. Donne che hanno aperto la strada a nuove esplorazioni, superando ostacoli e pericoli, ma anche la (infondata) convinzione che non fossero imprese adatte a loro. Dai fondali marini allo spazio, ai campi della scienza, della storia, dell’archeologia, dell’ecologia e della giustizia sociale. Per lasciarsi ispirare, e rimanere sé stessi.

Per Lotto ogni giorno abbiamo deciso di raccontare le storie di:

  • Jeanne Baret, la prima donna a fare il giro del mondo. Al tempo era proibito per le donne salire a bordo delle navi, ma lei, nel 1766, si travestì da domestico per seguire il suo amante, il botanico e medico Philibert Commerson, e gran parte delle sue sopite si devono anche a lei e alla sua eccezionale capacità di lavoro e alla sua resistenza fisica con ogni condizione meteorologica.
  • Caroline Hershel, con i suoi studi ha tracciato un ponte fra astronomia antica e astronomia moderna. Nell’arco di alcuni anni, redige un catalogo di 2500 Nebulae: un colossale lavoro di registrazione delle coordinate celesti di tutti quegli oggetti “nebulosi” osservabili in cielo e scopre otto comete nonostante una malattia le avesse lasciato gravi disturbi all’occhio sinistro.
  • Ester Nordström, giornalista che, in un’epoca in cui le donne non avevano ancora ricevuto il diritto di voto, ha viaggiato per il mondo raccontando conducendo inchieste e reportage. Si finse garzone per denunciare le condizioni di lavoro nelle fattorie svedesi, fu maestra dei bambini Sami in Lapponia per descrivere la dura vita degli allevatori di rane e si imbarcò su un piroscafo per un reportage sui poveri emigranti in cerca di nuova vita negli Stati Uniti.
  • Mary Leaky, archeologa e paleontologa, nel 1969 trovò il primo cranio di un ominide, un Australopithecus boisei, il più antico resto di ominide conosciuto all’epoca, datato con gli strumenti dell’epoca a un milione e 800 mila anni fa circa, conosciuto anche con il nome di “schiaccianoci”, per la presunta eccezionale potenza delle sue mascelle.
  • Sylvia Earle, oceanografa statunitense, è stata la prima donna a capo della National Oceanic and Atmospheric Administration degli Stati Uniti. Detiene diversi record di immersione in profondità stabiliti durante la sua carriera e ha vissuto per 2 settimane, assieme a 4 compagne, in una struttura subacquea posta a circa 15 m sotto il livello del mare nei pressi dell’isola di St. John nelle Isole Vergini Americane svolgendo esperimenti e ricerche sulla flora marina.

Atre storie che trovi nel libro: Auditrici “mente profonda”, Ester Stanhope, Sacagawea, Mary Anning, Harriet Tubman, Nellie Bly, Annie Londonderry, Bessie Coleman, Amelia Earhart, Lee Miller, Barbara Hillary, Jane Goodall, Valentina Tereshkova, Junko Tabei, Mae Jemison, Arunima Sinha.

acquista qui il libro

 

Insieme, sempre.

Superare gli stereotipi e pensare una società più inclusiva è una sfida che riguarda tutte e tutti. 

Attraverso i libri e le storie possiamo dare un grandissimo contributo. 

Facciamolo ora e facciamolo insieme. 

È così che le cose cambiano.

È arrivato l’elfo (con il calendario delle attività da scaricare!)

È arrivato l’elfo (con il calendario delle attività da scaricare!)

Hai mai sentito parlare dell’Elf on the shelf?

La tradizione natalizia dell’Elfo

Si tratta di una tradizione natalizia di origine anglosassone che ormai ha conquistato il cuore di molti bambini e bambine anche qui in Italia.
E siamo davvero felici di poterti dire che anche quest’anno Lotta è un centro di adozione degli Elfi approvato da Babbo Natale.

Scarica gratuitamente l’Elf planner: un’idea al giorno dal 1° al 24 dicembre

In questo articolo ti spiego brevemente tutto quello che c’è da sapere e, se deciderai di adottare il tuo Elfo o la tua Elfa, potrai scaricare gratuitamente l’Elf Planner, il calendario dell’avvento elfico, che ti aiuta nell’organizzazione delle attività. Il grosso del lavoro l’abbiamo già fatto noi selezionando 24 idee tra le più divertenti e meno sbatti da realizzare, con tanto di foto e lista dei materiali necessari (molto spesso oggetti e giocattoli già presenti in casa).

Acquista l’Elf on the shelf (femmina)

Elf on the Shelf nasce nel 2005, quando Carol Aebersold e sua figlia Chanda Bell pubblicano “The Elf on the Shelf: A Christmas Tradition”. All’interno del cofanetto trovi proprio il libro che si basa sulla tradizione che, a partire dagli anni ’70, era diventata un elemento costante del Natale in casa Bell. Nella versione originale l’elfo compare il giorno del Ringraziamento e rimane fino alla Vigilia di Natale per poi ritornare al Polo Nord insieme a Babbo Natale. In Italia molti fanno arrivare l’elfo il 1° dicembre oppure l’8 dicembre e lo fanno rimanere fino al giorno della Befana.

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24 idee zero sbatti da fare a casa con quello che hai

Ogni giorno, l’elfo combina qualche scherzo in casa inscenando situazioni divertenti, porta regalini, lascia messaggini, propone attività da fare nel tempo libero.

Temi di non avere abbastanza idee e di combinare un disastro?

Acquista l’elfo e noi ti regaliamo l’Elf Planner, così non avrai niente da temere!

Che aspetti? Abbiamo solo 12 elfi e 12 elfe, Natale sta arrivando, è il momento di iniziare a sognare!

5 Storie da leggere la notte di San Lorenzo

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Cosa c’è di più bello di sognare guardando il cielo, ascoltando storie affascinati e immaginare riescano ad ascoltare i nostri desideri battere forte?

La notte di San Lorenzo è una notte magica e avventurosa: sdraiati su un prato, seduti e cullati dal dondolo, il naso fuori dalla finestra, tutti sotto lo stello cielo.

È l’occasione per fantasticare ad occhi aperti, scambiarsi sogni, desideri e segreti. Raccontare una storia.

 

Costruttori di stelle

di Soojin Kwak con la traduzione di Fabia Tolomei per la casa editrice Carthusia

Ti sei mai chiesto come sono fatte le stelle a cui affidiamo i nostri più profondi desideri e che ci appaiono come tanti puntini luminosi nel blu profondo del cielo notturno?

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Dietro le quinte opera una squadra di piccoli e ingegnosi costruttori che, con gran lavoro e passione, ogni giorno progetta e costruisce quelle magiche invenzioni che incantano le notti di tutti noi. Un silente book che regala l’emozione di entrare in una fabbrica di sogni e ci dà la possibilità di costruire la nostra stella, quella più luminosa e speciale di tutte.

Guarda, le stelle 

di Katie Cotton e Miren Asiain Lora con la traduzione di Leonardo Taiuti per la casa editrice Splen Edizioni

Ti darò una stella da portare nel cuore, abbracciamoci forte, sarà per sempre il ricordo del nostro grande amore.

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Mamma orsa e il suo piccolo escono di notte per seguire le stelle fino all’orizzonte, sperando di riuscire a toccarle, magari a prenderne una. Inseguono le stelle passando nel bosco, oscuro e pauroso, ma la luce delle stelle scaccia via le paure. Abbracciati, affrontano le onde più alte. Risalgono la vetta, camminando stanchi nella neve, ma le stelle sono troppo lontane. Sotto di loro un tappeto di stelle in lontana ce n’è una, la più luminosa. Quella di casa, dove il cuore li aspetta.

 

Piccolina tutta mia 

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Come si fa scegliere quale desiderio esprimere?

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Nella montagna, nel buio, nella grotta grigia vive la Creatura. I suoi occhi non sopportano il sole. Di giorno cerco di dormire ogni tanto, mentre dorme, sogna la luna e di avere qualcuno con cui parlare, un Piccolino da accudire, da cullare e per cui cantare. Una sera l’ha raggiunta a nuoto, la luna, tentando di prenderla tra le braccia, ma il suo riflesso sull’acqua si è frantumato in mille pezzi. Una mattina vola dentro la grotta una scintilla di sole caduta dal cielo. È qualcosa di prendersi cura, pensa la Creatura. Il cuore le batte forte. Vuoi essere la mia piccolina?

L’amore è una scintilla di luce che cura, che scalda, che dà vita, che lascia liberi.

Gugu

di Carlotta De Melas e Roberta Michetti per la casa editrice Sabir

Le onde del mare cantano una canzone, una canzone che ormai è leggenda. Per Gugu, quella canzone vive in un sogno. È la sua ninna nanna.

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Dove vanno a finire le stelle cadenti? Tanti anni fa il cielo e il mare si unirono in un abbraccio che cancellò ogni differenza. Le stelle esplosero in cascate scintillanti e molte caddero nel mare. Gugu si fa tante domande, non somiglia a nessuno, è diverso da tutti. Non gli piacciono le risposte che riceve. Lui vuole scoprire chi è. Così, in una notte di tempesta Gugu salta su, più su che può. Fino alla luna, dalle ciglia di biscotto e la pelle di perla.

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Forse ti sarà capitato di vedere una stella cadente, che è già molto bello, ma un arcobaleno lunare?

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Il vecchio polpo aveva avvertito Mimbi la foca e Kipo la tartaruga che, secondo la leggenda, se avessero visto l’arcobaleno lunare si sarebbero trasformati umani. Bisognerà attendere un’onda di stelle per tornare nell’oceano, ma, per fortuna, nel frattempo, ci sarà il pescatore Guglielmo a occuparsi di loro. Favola, leggenda, magia pura.

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