5 libri di brividi e misteri per 8-10 anni da leggere questa estate

24 Luglio 2023 | Guide ai regali

In questa nuova Guida alle letture estive dedicata ai lettori e alle lettrici 8-10 anni parliamo di storie che indagano misteri o fanno venire i brividi.

Storie di lupi mannari, mostri, vampiri o creature paurose esistono da sempre, e da sempre noi li guardiamo con coinvolgimento e un brivido di piacere: come mai?

È il piacere di confrontarsi con l’ignoto senza affrontarlo che esercita un certo fascino, poiché viene depotenziato dalla sua pericolosità. Quando leggiamo un libro sappiamo che quello che stiamo “vedendo” non è reale, benché la storia sia così realistica da farci entrare nei panni del protagonista.

Una specie di “paura controllata” che ci è utile per metterci alla prova ed affrontare le nostre paure, quelle vere e proprie. Per sognare non serve chiudere gli occhi, basta cominciare a leggere una storia.

Ecco l’elenco delle Guide già pubblicate:

Per questa Guida alla lettura dei libri di brividi e misteri abbiamo preparato un segnalibro per lettori e lettrici coraggiosi che ti regaliamo insieme all’acquisto del libro, sia in libreria, che nello shop. Puoi anche scaricarlo qui e stamparlo a casa.

In più, per ogni titolo trovi:

  • Traccia audio da ascoltare;
  • Breve descrizione della trama, dell’ambientazione e dei personaggi principali;
  • Foto dell’interno.

Cominciamo!

La banda della zuppa di piselli. Il segreto di Lina

Di Rieke Patwardan con le illustrazioni di Regina Kehn e la traduzione dal tedesco di Valentina Freschi per Emons

Ascolta la traccia audio o continua a leggere.

Vi ricordate di Nils ed Evi? Di come quei due abbiano fondato una banda e di come questa banda avesse il proprio covo a casa dei nonni di Nils, dove la nonna cucinava sempre dei deliziosi pranzetti, di come poi, tutto ad un tratto avesse smesso iniziando ad acquistare ogni giorno barattoli su barattoli di zuppa di piselli e di come, tutto questo avesse a che fare con l’arrivo di Lina, una bambina rifugiata, arrivata in Germania dalla Siria?

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Lo abbiamo scoperto nel primo volume di questa serie, La Banda della zuppa di piselli. Il mistero della nonna. La storia della loro banda ci ha fatto conoscere da vicino la guerra, la paura e le speranze di chi scappa e di chi accoglie in un gioco di indagini ed enigmi da detective. Giocando si può imparare una lingua straniera, si può imparare l’empatia e il rispetto per gli altri, si può imparare ad avere fiducia. Giocando si cresce. E non si dovrebbe mai smettere di giocare.

In questa nuova storia la banda ha un nuovo covo e un nuovo caso: chi è il ragazzo della foto di Lina? Perché Lina si comporta in maniera tanto misteriosa? E perché continua ad arrivare tardi a scuola? Quanti segreti e frasi non dette.

Spiare qualcuno, interrogarlo o seguirlo senza dare nell’occhio sono tutte cose che un vero detective deve saper fare, ma quando si tratta di un amico o di un’amica cambia tutto. Come la mettiamo con la fiducia? Quand’è che arriva il momento di smettere di indagare e si inizia a parlare?

La guerra separa le famiglie, fa perdere le tracce, come il vento alimenta la fiamma, cuori spezzati custodiscono ricordi e mormorano frasi come preghiere, raccomandazioni alla propria anima e a quella dei propri cari, per restare vivi, per non dimenticare, per riabbracciarsi. Alle volte i desideri, soprattutto quelli più brillanti sono anche quelli che più ci spaventano e ci preoccupano.

C’è una bellissima frase di Antoine de Saint-Exupéry: fate in modo che i vostri sogni divorino la vostra vita così che la vita non divori i vostri sogni. Ecco. Il segreto di Lina, è tutto racchiuso qui. Spetta a Nils ed Evi, e anche a voi, riuscire a comprenderlo.

Villa Mannara

di Laura Orsolini pubblicato per la casa editrice Pelledoca.

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Mi chiamo Federico.

Sono alto, biondo, riccio. Tutti dicono che ho dei bei capelli, ma a me non piacciono. Allora li blocco con il gel tenuta extrastrong per farli sembrare dritti. Non li voglio i capelli ricci perché li aveva mio papà che è morto l’anno scorso. Come un cretino. L’hanno investito con una macchina. Non ho più voglia di scrivere, mi metta pure un brutto voto.

È il primo giorno di scuola media. Federico Rossi arriva pedalando una MTB viber rossa con la vipera nera disegnata sulla canna. Era l’ultimo regalo che aveva ricevuto dal padre, qualche giorno prima dell’incidente che gliel’aveva portato via. L’avevano costruita insieme, pezzo dopo pezzo, dalle ruote fino ad ogni singolo ingranaggio. I pomeriggi trascorsi fino a sera nel capanno degli attrezzi, fianco a fianco, erano stati i più belli della sua vita. C’era voluto del tempo, c’era stato qualche piccolo intoppo, ma alla fine ce l’avevano fatta. Ci erano riusciti insieme, per questo quella bicicletta era tanto speciale. Speciale unica, proprio come il suo papà.

Io sono Driss. Quando dico agli altri come mi chiamo, tutti rispondono: «Eh?» e mi chiedono di ripetere. Eppure non è difficile da capire. Driss. Mi chiamo Driss e il mio nome mi piace. Vivo in questo paese da sempre, ma i miei genitori si sono trasferiti qui quindici anni fa dal Marocco. Non ci sono mai stato, in Marocco. Mio padre non ci vuole più tornare, non lo so perché. Ho undici anni, i capelli neri e una bicicletta di seconda mano, quella vecchia di mio fratello, che a sua volta l’aveva presa usata da non so chi, su internet. Mi piacerebbe avere una bicicletta nuova, bianca con le strisce nere o anche di un altro colore. Ma non si può, non girano tanti soldi in casa e bisogna accontentarsi. Mi piace giocare a calcio e leggere, vado sempre in biblioteca e prendo tutti i romanzi che mi ispirano. Scelgo in base alla copertina. Voglio diventare uno scrittore, un giorno. Io sono bravo, imparo in fretta e studio molto. Ce la posso fare e sul mio libro scriverò in alto, in grosso, il mio nome al posto di quello dell’autore. Scriverò gialli. Mi piacciono i misteri. Questo è il primo giorno di scuola delle medie e non mi sta piacendo un granché. Per ora nessuno mi ancora rivolto la parola. Speriamo migliori.

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Le prime due settimane di scuola trascorrono velocemente per Federico e Driss che cominciano ad ambientarsi e a fare amicizia. Driss era l’unico che rivolgeva la parola a Federico. Passavano insieme l’intervallo mangiando cracker e guardando il mondo fuori dalla finestra e i pomeriggi in giro in bicicletta in cerca di campi dove giocare a pallone. Quello più bello l’hanno chiamato Maracanã, come lo stadio più bello del mondo, ma è dall’altra parte dello stradone, in una parte della città che mette i brividi.

Un giorno, proprio mentre stavano scavalcando il muro di cinta della villa al di là del quale era finito il pallone, una luce all’interno della casa si accese. Una donna anziana con i capelli grigi legati in una crocchia sulla testa e gli occhi iniettati di sangue apparve sulla soglia. Guardò attentamente il giardino nella direzione dei due amici, come se avesse percepito la loro presenza. Dopo qualche minuto tornò in casa, raccolse un grosso sacco nero della spazzatura e lo trascinò fuori dalla porta. Poi prese una pala e iniziò a scavare. Raccolse il sacco della spazzatura, che trascinò a fatica sull’orlo e lo fece cadere dentro la fossa.

Era lei. La strega dell’incubo. Federico aveva già visto questa scena e, come allora, era immobilizzato dalla paura, con il cuore che batteva a mille, sudato dalla testa ai piedi.

Tutto frutto della sua fantasia? Forse no. La vecchia stampa locale è piena di articoli di cronaca sulla villa: molti la conoscono come “la casa grigia” o “la casa delle streghe”. Tutto ebbe inizio verso la fine dell’800. Una sera il padrone di casa, rientrando, si trovò di fronte a una scena raccapricciante: la giovane moglie era morta e la figlia scomparsa. A seguito di questo terribile evento lui si suicidò. Tutti coloro che avevano abitato successivamente la villa erano scappati per via degli strani rumori che la notte non lasciavano dormire nessuno. Storie macabre riguardavano anche i dintorni della zona: corpi accoltellati e colpiti furiosamente, delitti irrisolti, ululati agghiaccianti.

Il passato sembra bussare di nuovo alla porta della villa: cosa c’entra ora la sparizione di una vecchia signora di novantadue anni? Chi può aver rapito una vecchia signora? Perché? Ma soprattutto, chi è quella donna? Federico e Driss iniziano le loro indagini segrete, un po’ per gioco, un po’ per curiosità, finché loro stessi vengono rapiti, rinchiusi in una baracca nel fitto della boscaglia mentre fuori la pioggia sferza l’aria di una notte senza luna.

Un mix di terrore e adrenalina, coraggio e timore per una storia che ci tiene con il fiato sospeso fino all’ultima pagina, ma che ci fa anche meditare sulla parola fiducia e di quanto sia importante avere un amico sul quale poter contare veramente.

 

Le Grandi storie horror. Nel castello di Dracula

Di Naïma Murail Zimmermann, con le illustrazioni di Caroline Hüe e la traduzione dal francese di Emmanuelle Caillat pubblicato per la casa editrice Gallucci.

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Adam sapeva che tutti lo trovavano strano. E sapeva anche il perché. Ma non era colpa sua se gli piacevano le storie horror. Sofia, sua sorella, continuava a dirgli che per risolvere tutti i suoi problemi doveva soltanto fare un piccolo sforzo e sembrare normale. Non era così difficile, ma Adam non sapeva fingere e comunque non era così sicuro di volere amici che lo avrebbero accettato solo se avesse cambiato gusti o personalità.

Quel giorno era appena uscito da scuola. Si guardò attorno, poi prese la strada di casa cercando di non farsi notare. La zona pedonale del centro città era occupata da un mercatino delle pulci. Non fece caso alle bancarelle finché non passo davanti a quella di una vecchia signora con un vestito a fiori gialli. Portava un largo cappello di paglia calato su un enorme chioma rossa fuoco che le scendeva fino a metà schiena. La donna vendeva libri, ma non libri qualsiasi. Adam non aveva mai visto così tanti libri di paura messi insieme, tranne che nella libreria di camera sua! Incuriosito, Adam allungò la mano per prendere un libro dal titolo scritto a lettere oro su una copertina di pelle nera “Le grandi storie horror”.

Appena fu a casa lo aprì e saltò qualche pagina per arrivare la prima parte, “Gli eroi della paura”. Ma quando voltò pagina per cominciare a leggere, dal volume fuoriuscì una coltre di fumo nero che riempì la stanza attraversandola come un tornado. Poi, all’improvviso, non vide più nulla. D’istinto Adam chiuse gli occhi. E quando li riaprì non era più in camera sua. Si trovava in una stanza molto umida con le pareti il pavimento in pietra. Il volume Le grandi storie horror era scomparso.

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Adam è quel compagno di classe considerato strano e allontanato da tutti. Il suo rifugio sono i libri, la sua passione le storie di paura. Ha letto tutti i classici horror, così, gli sembra di riconoscere il castello nel quale, lui e il suo coniglio Oscar, che nel frattempo è diventato un coniglio parlante, sono stati catapultati. Un castello abbandonato e immenso! Immenso, freddo e buio.

Percorrendo i corridoi si ritrovano davanti a una strettoia che termina su una porta socchiusa. Oltre, un vasto salone con un forte odore di cantina. Decine di casse di legno chiuse erano sparse un po’ ovunque e, in fondo alla stanza, c’era una bara aperta. Conteneva uno spesso strato di terra sul quale era sdraiato un uomo. Aveva i capelli grigi, un furto paio di baffi e la pelle cerea. Stava immobile con gli occhi chiusi, eppure non sembrava morto. Forse addormentato.

Ma chi mai potrebbe dormire in una bara, se non…Sì, avete capito bene, un vampiro! Ma lo stupore di Adam si fa ancora più grande quando davanti ai suoi occhi compare Jonathan Harker, protagonista del romanzo di Bram Stoker, l’uomo che uccideva Dracula! Adam sapeva di trovarsi davanti all’eroe di uno dei più grandi libri horror di tutti i tempi e si sentiva come un fan che incontra il suo attore o cantante preferito. Ma cosa ci faceva intrappolato nel castello? Non è così che doveva andare la storia. Sembra quasi che ci sia lo zampino, anzi la mano, di qualcuno con l’intenzione di riscrivere la storia di Dracula. Adam e Jonathan sono prigionieri e quando calerà la notte le donne vampiro arriveranno a succhiare il loro sangue. Non c’è via di scampo. A meno che non abbiano un piano. E loro ce l’hanno. Oh sì che ce l’hanno.

Per sognare non serve chiudere gli occhi, basta cominciare a leggere una storia e, per fortuna, c’è qualcuno che veglia sui mondi delle storie, sono i Maestri dei libri, e anche tu puoi diventare custode di storie fantastiche. Allora, che dici, apriamo questo libro?

 

Le avventure del giovane Lupin. Caccia al dottor Moustache 

di Marta Palazzesi pubblicato per la casa editrice Salani

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Rubare è sbagliato, dicono tutti.

Non se lo fai per i motivi giusti, dico.

Soprattutto se hai undici anni, vivi in uno degli orfanotrofi più squallidi della città e sei l’unico in grado di scassinare la serratura della dispensa.

Era la notte di Natale del 1886. Io e i miei compagni di sventura, una ventina di bambini tra i quattro e gli undici anni, ci eravamo stesi nelle nostre brandine tormentati dai morsi della fame. Anche quella sera ci era toccata la solita zuppa insipida accompagnata da un pezzo di formaggio duro. Mentre ero rannicchiato sotto la coperta, fantasticavo sui mille modi in cui mi sarebbe piaciuto farla pagare a Madame Générouse, la direttrice dell’orfanotrofio.

Rapido e silenzioso come un gatto, scesi al piano inferiore e attraversai l’atrio dell’orfanotrofio. Una volta in cucina sgattaiolai fino alla dispensa, uno stanzino che la cuoca, la burbera Madame Lipp, chiudeva a chiave tutte le sere. Povera illusa, una serratura non mi avrebbe fermato!

Senza fare rumore chiusi la porta della dispensa, mi voltai e… Un manrovescio mi colpì in pieno viso. Madame Générouse mi gettò a terra e il suo frustino si abbatté sulle mie gambe, lasciandomi due lunghe striature violacee.

«Non azzardarti a muoverti o ti spello vivo!» Poi si rivolse al marito. «Vieni a tenere a bada questo delinquente. Voglio contare i soldi di persona. Sai che non mi fido di quello».

Léon iniziò a scalciare, cercando di liberarsi dalla presa di Monsieur Fraude. «Lupin! Aiutami! Non voglio sparire anche io!»

Madame Générouse lo raggiunse e lo trascinò fuori dalla cucina.

«Lasciatelo» gridai. «Lui non ha fatto niente! È colpa mia! Prendete me!»

Monsieur Fraude mi venne incontro brandendo il frustino della moglie.

«Smettila di fare tutto questo baccano! Arriveranno i gendarmi! Ci farai arrestare!»

Spalancai la porta della dispensa e afferrai un vaso di burro, frantumandolo sulla fronte di Monsieur Fraude. «Aaaah!» Ululò lui cadendo a terra.

Io non persi tempo: corsi fuori dalla cucina per cercare di raggiungere Madame Générouse e Léon, ma erano già usciti in cortile, e la porta di accesso era chiusa a chiave.

Inizia a colpire la piccola finestrella di vetro della porta, attraverso la quale vedevo Madame Générouse parlare con un uomo avvolto da un lungo mantello scuro. Indossava dei guanti bianchi e in testa calzava una tuba lucente. Per un istante, solo per uno, riuscii a scorgere il viso dell’uomo, notando i suoi folti baffi neri. Poi Monsieur Fraude mi afferrò per un braccio, trascinandomi nell’atrio.

Nevicava senza sosta da due giorni. Un gelido strato bianco copriva strade, marciapiedi e palazzi, e aveva trasformato gli alberi in tanti scheletri ghiacciati. Guardai la direttrice con aria di sfida, i pugni chiusi e il mento alto. Poi, senza una parola, uscii dall’orfanotrofio così com’ero, in pigiama, affondando i piedi scalzi nella neve.

Madame Générouse continuando a sorridere, mi chiuse la porta in faccia, convinta di avere vinto, convinta che la fame e il freddo mi avrebbero ucciso entro l’alba.

Si sbagliava.

Gettarmi in strada fu il più grande regalo di Natale che avrebbe potuto farmi. Perché è così che ebbero inizio le mie avventure.

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Parigi diventa la casa del piccolo Lupin, in particolare la Forca, il palazzo più malfamato della città, in una ripida viuzza fiancheggiata da una vigna incolta tra le piazzette di Montmartre. E i suoi abitanti diventano la sua famiglia. Un nugolo di bambini scalzi e vocianti, una veggente, un falsificatore di biglietti teatrali, una giovane coppia di ladri. Ladri, come Lupin. Un ladro per bene. Un ladro che ruba solo ai ricchi e condivide con i poveri.

Per questo Clarisse e Cyrano si rivolgono a lui, perché Cyrille è sparito e l’ispettore Ganimard non ha interesse a indagare, perché alla fine a chi interesse di un domatore e di una gitana?

Nemmeno Lupin all’inizio sembra così interessato, ma un c’è un particolare che non passa inosservato: il rapitore ha lasciato una firma.

Gli incubi di Lupin tornano a galla con l’eco delle parole di Léon in quella notte maledetta: Lupin, aiutami! Non voglio sparire anche io!

Dei baffi neri. Questo voleva dire solo una cosa: il Dottor Moustache era tornato.

Una storia che non piò essere sintetizzata perché deve essere letta, tutta in un fiato: un susseguirsi di azioni, inseguimenti e fughe, omicidi mai svelati, incendi misteriosi, in mezzo a bische clandestine, diamanti sfaccettati, un dipinto della regina Maria Antonietta, una bomba che sta per far saltare in aria la città e uccidere centinaia di innocenti.

 

Il bosco di Bruno

Simona Morani, pubblicato per la casa editrice Giunti

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Io e il “mostro” incrociamo le nostre strade in una rigida notte di marzo del ‘45. Ancora non sapevo che quell’animale selvaggio e bisbetico sarebbe stato la mia unica indesiderata compagnia per molte settimane, ma soprattutto non potevo immaginare che il suo ricordo sarebbe rimasto scolpito nella mia anima per tutta la vita.

Chissà se le cose sarebbero andate diversamente se non l’avessi incontrato. Forse oggi non sarei qui raccontare, ma affinché comprendiate tutta la storia, non posso che iniziare parlando della guerra e di una lunga notte di brividi e gelo.

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Scansato e protetto dei grandi che da quando è orfano lo trattano come una bambola di porcellana, deriso dai piccoli, che gli danno del “mammone”, anche se lui la mamma non ce l’ha più, perché troppo secco, per via delle orecchie a sventola, perché dimostrava meno della sua età. Per togliersi tutti dai piedi Bruno se ne andava lassù, sulla collina.

C’era la guerra, non solo al fronte dove combattevano i soldati, ma negli animi: era nelle parole apprensive sussurrate sottovoce dai grandi, nella morsa invisibile che cingeva la testa e lo stomaco, era nell’amaro in bocca che impediva sorrisi sinceri. La pace Bruno non l’ha mai conosciuta, ma la immagina proprio come la sua collina: come la natura che sonnecchia tranquilla, luminosa, accarezzata da infinite coperte di neve. La immagina come un tempo sospeso. Come quello trascorso nella vecchia legnaia.

Doveva essere una giornata di festa, il matrimonio di Lia, sua sorella, da celebrare senza dare nell’occhio, la famiglia riunita, ma in gran segreto. Invece sono arrivati i tedeschi portando lo scompiglio generale di chi scappa e di chi urla, gli spari in aria. Bruno viene portato in un rifugio sicuro con la promessa di essere recuperato al più presto.

Un tempo sospeso. Rotto dal rumore di un ramo spezzato, dall’ululato delle ombre nere che appaiono e scompaiono in un gioco di strane forme, da un odore pungente e selvatico, dal il rumore di unghie a grattare il pavimento. Lì, a una spanna di distanza, un muso spaventosamente digrignato, un grosso naso nero sporco di fango, denti aguzzi, occhi socchiusi dallo sguardo crudele.

Lo sai di che cosa si tratta? Della paura. La paura che ti fa vedere cosa che non esistono. Oppure di un tasso. Non una terrificante creatura delle tenebre, ma un animale solitario che vaga silenzioso nella radura. Se non digrigna i denti può avere un aspetto quasi simpatico.

La sofferenza più grande per Bruno però è essere tenuto all’oscuro di ciò che succede. Per questo motivo questo racconto è tanto prezioso, perché parla, senza segreti né omissioni, di un lato oscuro della storia recente del nostro paese. Una storia che fa parte dell’album dei ricordi di ogni famiglia, che ha cambiato il modo di vivere, di pensare, di amare di uomini e donne: scegliere di conoscerla e di raccontarla significa rispettare e celebrare il sacrificio di ha conquistato la nostra libertà.

La guerra non sta soltanto nelle pagine dei libri, o nei discorsi politici, non è fatta solo di battaglia tra eserciti opposti a migliaia di chilometri di distanza, ma si insinua anche nella quotidianità delle persone, ed è fatta di piccoli gesti, di scelte personali, di idee espresse a parole o attraverso silenzi. La pace non è solo una parola dolce: è una cosa difficile da conquistare.

Bruno è solo un bambino, ma un bambino è una persona piccola solo per un po’. Poi diventa grande. E per Bruno il momento di diventare grande è arrivato: i tedeschi vogliono distruggere la centrale elettrica. Deve correre veloce, Bruno, avvertire gli altri e metterli in salvo, senza farsi scoprire.

Agire e collaborare: la storia di Bruno ci consegna queste parole. Perché nella vita, in qualunque situazione tu ti posa trovare, c’è sempre qualcosa che tu possa fare per cambiarla, anche quando significa contare sull’aiuto di qualcun altro.

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Lotto ogni giorno (non solo l’8 marzo)

Lotto ogni giorno (non solo l’8 marzo)

Anche quest’anno torna Lotto ogni giorno, quattro settimane di contenuti con storie, proposte di attività, riflessioni e approfondimenti da mettere in pratica a casa o in classe. Dopo il progetto delle Box di sopravvivenza femminista dello scorso anno, realizzate in collaborazione con la casa editrice Settenove, anche quest’anno le librerie del circuito Cleio hanno la possibilità di realizzare un importante progetto di divulgazione, in esclusiva, in collaborazione con la casa editrice Editoriale Scienza.

Perché pensare che la scienza sia soprattutto cosa da maschi è uno stereotipo, una costruzione culturale antica e pericolosa, che sottovaluta e ostacola il lavoro delle scienziate di ieri e di oggi.

Per abbattere stereotipi e contribuire a superare il gender gap nelle discipline STEM un buon modo è dare visibilità alle vite e ai contributi di scienziate e ricercatrici, riscoprendo innovatrici del passato troppo spesso dimenticate dai libri di testo e avvicinandosi a professioniste contemporanee a volte trascurate dai media.

Perché l’8 marzo è la giornata internazionale della donna, ma è anche l’impegno a costruire ogni giorno una società più giusta e libera per tutti e tutte. Ogni giorno.

Perché riguarda le donne, perché possano liberamente compiere scelte, fare esperienze, coltivare sogni e ambizioni.

Perché riguarda gli uomini, che hanno la possibilità di scegliere comportamenti rispettosi, gentili, giusti.

Perché riguarda tutte le persone che vogliono rendere questo mondo un posto migliore in cui vivere.

 

Come funziona?

20 storie, tratte dalla collana Donne nella scienza della casa editrice Editoriale Scienza.

Per ciascuna di queste storie abbiamo realizzato un breve racconto di circa 5 minuti che potrai ascoltare o leggere, a casa o in classe, e un ritratto da stampare. Passioni, sogni e conquiste di scienziate ed esploratrici che potranno ispirare e promuovere modelli di comportamento, aiutare a mettersi alla prova con fiducia, mettere in campo spirito critico e far riflettere sul linguaggio e sull’importanza delle parole.

Ogni lunedì, a partire dal quattro marzo e per quattro settimane, se ti iscrivi al Bollottino, riceverai una mail contenente 5 storie in modo da avere una storia al giorno, da lunedì a venerdì. Le storie potranno far nascere domande, suggerire approfondimenti e riflessioni, promuovere un lavoro di consapevolezza ed espressione di sé.

Vuoi un consiglio? Prima di ascoltare le storie, stampa e distribuisci il ritratto del giorno. Ascoltare le parole del racconto guardano negli occhi la sua protagonista sarà ancora più emozionante e poi permetterà ai ragazzi e alle ragazze di scrivere quelle parole o quelle frasi che rimarranno impresse nella mente. I più piccoli potranno limitarsi a colorare a piacere i ritratti.

Alla fine avremo una galleria di storie parlanti attraverso i ritratti: ciascuno diverse con le proprie parole, frasi ed emozioni suscitate dal racconto.

 

 

Come faccio a partecipare?

Lotto ogni giorno è aperto a tutte e tutti.

Partecipare è semplice e gratuito: ti iscrivi al Bollottino e ogni lunedì di marzo, a partire dal 4 marzo, ricevi una mail con 5 storie da leggere o ascoltare e 5 ritratti da stampare per stimolare la curiosità, il confronto, il dialogo.

Tu controlla la casella di posta, al resto ci pensiamo noi.

Se sei già iscritto o iscritta, aspetta pazientemente lunedì 4 marzo. Non devi fare niente.

 

Quanto costa?

Lotto ogni giorno è un progetto di storytelling gratuito ispirato alla collana Donne nella scienza, per leggere tutte le storie in versione integrale puoi dare uno sguardo e acquistare i libri qui sotto.

Con l’acquisto di ogni libro, in omaggio, un quadernino dedicato.

 

Ragazze con i numeri 

Di Vichi De Marchi e Roberta Fulci, con le illustrazioni di Giulia Sagramola

Vai al post con le storie da ascoltare.

Questo libro racconta le storie, le passioni e i sogni di 15 scienziate. Sono le storie di tante passioni diverse: per la natura, per la medicina, per le invenzioni, per i popoli lontani.

Sono storie di ragazze, poi diventate famose, che hanno inseguito un progetto e alla fine hanno scritto pagine fondamentali della scienza. Quindici vite fatte di coraggio, di fatica, di entusiasmo.

Per Lotto ogni giorno (qui il post) abbiamo deciso di raccontare le storie di:

  • Tu Youyou, la prima cinese a ricevere un Premio Nobel per la medicina e la fisiologia. È riuscita a trovare una cura per la malaria, salvando milioni di persone, coniugando la medicina occidentale con quella della più antica tradizione cinese.
  • Vera Rubin, astronoma, ancora giovanissima, scoprì che la distribuzione delle galassie non è omogenea e che nell’universo ci sono ammassi e spazi vuoti. Grazie alle sue ricerche sappiamo che l’Universo è fatto in gran parte di “materia oscura” e per merito della sua esperienza, molte donne ora possono occupare posizioni importanti nella comunità scientifica.
  • Laura Conti, medico, si è impegnata da sempre nella difesa della salute nei luoghi di lavoro, pioniera delle teorie scientifiche a sostegno dell’ambientalismo sosteneva che i crimini contro l’ambiente andavano condannati come i crimini contro l’umanità.
  • Marya Sibylla Merian, l’artista che con i suoi disegni, basati sull’osservazione diretta, ispirò decine di scienziati. Il suo viaggio nel Suriname fu la prima spedizione con scopi puramente scientifici, non finanziata da un’organizzazione militare o politica.
  • Hedy Lamarr, la diva del cinema dal talento ingegneristico: ha dimostrato che la bellezza non esclude l’ingegno. Insieme a George Antheil scoprì come proteggere i missili sottomarini degli Stati Uniti, usando la musica. E poi semafori, aerei, bibite gassate, sfornava idee per migliorare praticamente ogni cosa.

Atre storie che trovi nel libro: Sophie Germain, Margaret Mead, Rita Levi Montalcini, Katherine Johnson, Laura Conti, Rosalind Franklin, Vera Rubin, Jane Goodall, Katia Krafft, Valentina Tereshkova.

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Ragazze in capo al mondo 

Di Laura Ogna, con le illustrazioni di Giulia Sagramola

Viaggiare un tempo era costoso, pericoloso, senz’altro faticoso, ma soprattutto era ritenuto poco adatto a una donna, ancora meno a una donna sola.

Questo libro racconta le storie di 10 ragazze e giovani donne che hanno scelto di andare controcorrente, rompendo schemi, ribellandosi alle convenzioni. Giovani donne che hanno seguito i propri desideri senza farsi condizionare da stereotipi e pregiudizi, affermando coraggiosamente il loro diritto a scegliere chi essere.

Per Lotto ogni giorno abbiamo deciso di raccontare le storie di:

  • Gertrude Bell, nel 1905 gira in lungo e in largo nel mondo arabo, come esploratrice, archeologa e anche spia del governo inglese, studiando i resti archeologici, incontrando capitribù ed emiri.
  • Nellie Bly, giornalista d’inchiesta, è stata la prima donna corrispondente di guerra. Quando scoppia la Prima guerra mondiale si trova sul fronte austriaco per raccontare le atrocità dei combattimenti vivendo lei stessa nelle trincee.
  • Carla Serena, la prima donna europea a viaggiare nel Caucaso. Sa quello che vuole, e quello che vuole è viaggiare e scrivere. Nel 1881 riesce a fotografare, prima in assoluto, l’Abkasia e lo spettacolare monastero di Bedia.
  • Monica Kristensen, matematica, fisica e glaciologa, è una delle più note esploratrici polari nordeuropee. Ha guidato numerose spedizioni in Artide e Antartide ed è stata la prima donna a ricevere la medaglia d’oro della Royal Geographical Society.
  • Annie Smith Peck, attivista e alpinista statunitense, quando non scala (e l’ha fatto fino all’età di 82 anni) viaggia, come nel 1911 quando compie un lungo viaggio da Panama alla Terra del Fuoco tra le cime del Perù e della Bolivia.

Atre storie che trovi nel libro: Freya Stark, Ida Pfeiffer, Isabella Bird, Vivienne de Watteville, Alexandra David-Néel.

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Ragazze per l’ambiente 

Di Vichi De Marchi e Roberta Fulci, con le illustrazioni di Giulia Sagramola

L’umanità è in pericolo.

Ma perché siamo arrivati a questo punto? Che cos’è che riscalda il mondo?

Forse non sai che la prima persona a capirlo è stata una donna. Ci sono tante scienziate che hanno studiato e studiano l’ambiente: dagli elefanti ai pesticidi, dall’energia solare al buco nell’ozono, questo libro ci accompagnerà alla scoperta delle storie di dieci scienziate che hanno svelato e svelano ogni giorno i meccanismi della natura.

Per Lotto ogni giorno abbiamo deciso di raccontare le storie di:

  • Barbara Mazzolai, biologa e unapioniera nel campo dei “plant-inspired robots” e dei “growing robots”. A lei si deve la creazione del “plantoide”, uno speciale robot ispirato alle piante, in grado di crescere e di muoversi, progettato per indagare i meccanismi ecologici del suolo.
  • Eva Crane, fisica, biologa, scrittrice e intellettuale inglese. Studia e insegna matematica quantistica, ma quando per regalo di nozze le regalano un alveare, pensando fosse utile per ottenere la razione di zuccheri durante il periodo di guerra, scoprì che il suo vero interesse era lo studio delle api.
  • Gitanjali Rao, inventrice, anzi, problem-solver, si è guadagnata il titolo di America’s Top Young Scientist, Kid of the Year 2020. Mossa dal principio che “tutti hanno diritto di bere acqua pulita” ha messo a punto uno strumento portatile in grado di rilevare in 10 secondi la presenza di inquinamento nell’acqua potabile grazie a nanotubi di carbonio, gestibile via Bluetooth da un semplice smartphone.
  • Maria Klenova, voleva mappare i fondali oceanici, le fosse, le pianure, i dossi del Mare di Barents.Nel 1929 è la prima donna al mondo a guidare una spedizione scientifica a bordo di una nave. In questo periodo mette a punto una metodologia operativa per la realizzazione di carte batimetriche grazie a cui riesce, nel 1933, a realizzare la prima mappa completa del fondale del mare di Barents.
  • Caitlin O’Connell, biologa, ha dedicato la sua vita a studiare gli elefanti e a proteggerli dal bracconaggio. Nascosta in un bunker registrava i loro movimenti e scoprì che gli elefanti, come gli insetti, comunicano con piccolissime vibrazioni che trasmettono attraverso il terreno, onde sismiche per noi impercettibili.

Atre storie che trovi nel libro: Rachel Carson, Eunice Newton Foote, Maria Telkes, Anne Innis Dagg, Susan Solomon.

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Io sarò la prima  

Di Mick Manning e Brita Granström con la traduzione di Lucia Feoli

Le protagoniste di questo libro sono esempi di coraggio, determinazione ed energia. Donne che hanno aperto la strada a nuove esplorazioni, superando ostacoli e pericoli, ma anche la (infondata) convinzione che non fossero imprese adatte a loro. Dai fondali marini allo spazio, ai campi della scienza, della storia, dell’archeologia, dell’ecologia e della giustizia sociale. Per lasciarsi ispirare, e rimanere sé stessi.

Per Lotto ogni giorno abbiamo deciso di raccontare le storie di:

  • Jeanne Baret, la prima donna a fare il giro del mondo. Al tempo era proibito per le donne salire a bordo delle navi, ma lei, nel 1766, si travestì da domestico per seguire il suo amante, il botanico e medico Philibert Commerson, e gran parte delle sue sopite si devono anche a lei e alla sua eccezionale capacità di lavoro e alla sua resistenza fisica con ogni condizione meteorologica.
  • Caroline Hershel, con i suoi studi ha tracciato un ponte fra astronomia antica e astronomia moderna. Nell’arco di alcuni anni, redige un catalogo di 2500 Nebulae: un colossale lavoro di registrazione delle coordinate celesti di tutti quegli oggetti “nebulosi” osservabili in cielo e scopre otto comete nonostante una malattia le avesse lasciato gravi disturbi all’occhio sinistro.
  • Ester Nordström, giornalista che, in un’epoca in cui le donne non avevano ancora ricevuto il diritto di voto, ha viaggiato per il mondo raccontando conducendo inchieste e reportage. Si finse garzone per denunciare le condizioni di lavoro nelle fattorie svedesi, fu maestra dei bambini Sami in Lapponia per descrivere la dura vita degli allevatori di rane e si imbarcò su un piroscafo per un reportage sui poveri emigranti in cerca di nuova vita negli Stati Uniti.
  • Mary Leaky, archeologa e paleontologa, nel 1969 trovò il primo cranio di un ominide, un Australopithecus boisei, il più antico resto di ominide conosciuto all’epoca, datato con gli strumenti dell’epoca a un milione e 800 mila anni fa circa, conosciuto anche con il nome di “schiaccianoci”, per la presunta eccezionale potenza delle sue mascelle.
  • Sylvia Earle, oceanografa statunitense, è stata la prima donna a capo della National Oceanic and Atmospheric Administration degli Stati Uniti. Detiene diversi record di immersione in profondità stabiliti durante la sua carriera e ha vissuto per 2 settimane, assieme a 4 compagne, in una struttura subacquea posta a circa 15 m sotto il livello del mare nei pressi dell’isola di St. John nelle Isole Vergini Americane svolgendo esperimenti e ricerche sulla flora marina.

Atre storie che trovi nel libro: Auditrici “mente profonda”, Ester Stanhope, Sacagawea, Mary Anning, Harriet Tubman, Nellie Bly, Annie Londonderry, Bessie Coleman, Amelia Earhart, Lee Miller, Barbara Hillary, Jane Goodall, Valentina Tereshkova, Junko Tabei, Mae Jemison, Arunima Sinha.

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Insieme, sempre.

Superare gli stereotipi e pensare una società più inclusiva è una sfida che riguarda tutte e tutti. 

Attraverso i libri e le storie possiamo dare un grandissimo contributo. 

Facciamolo ora e facciamolo insieme. 

È così che le cose cambiano.

È arrivato l’elfo (con il calendario delle attività da scaricare!)

Hai mai sentito parlare dell’Elf on the shelf?

La tradizione natalizia dell’Elfo

Si tratta di una tradizione natalizia di origine anglosassone che ormai ha conquistato il cuore di molti bambini e bambine anche qui in Italia.
E siamo davvero felici di poterti dire che anche quest’anno Lotta è un centro di adozione degli Elfi approvato da Babbo Natale.

Scarica gratuitamente l’Elf planner: un’idea al giorno dal 1° al 24 dicembre

In questo articolo ti spiego brevemente tutto quello che c’è da sapere e, se deciderai di adottare il tuo Elfo o la tua Elfa, potrai scaricare gratuitamente l’Elf Planner, il calendario dell’avvento elfico, che ti aiuta nell’organizzazione delle attività. Il grosso del lavoro l’abbiamo già fatto noi selezionando 24 idee tra le più divertenti e meno sbatti da realizzare, con tanto di foto e lista dei materiali necessari (molto spesso oggetti e giocattoli già presenti in casa).

Acquista l’Elf on the shelf (femmina)

Elf on the Shelf nasce nel 2005, quando Carol Aebersold e sua figlia Chanda Bell pubblicano “The Elf on the Shelf: A Christmas Tradition”. All’interno del cofanetto trovi proprio il libro che si basa sulla tradizione che, a partire dagli anni ’70, era diventata un elemento costante del Natale in casa Bell. Nella versione originale l’elfo compare il giorno del Ringraziamento e rimane fino alla Vigilia di Natale per poi ritornare al Polo Nord insieme a Babbo Natale. In Italia molti fanno arrivare l’elfo il 1° dicembre oppure l’8 dicembre e lo fanno rimanere fino al giorno della Befana.

Acquista l’Elf on the shelf (maschio)

24 idee zero sbatti da fare a casa con quello che hai

Ogni giorno, l’elfo combina qualche scherzo in casa inscenando situazioni divertenti, porta regalini, lascia messaggini, propone attività da fare nel tempo libero.

Temi di non avere abbastanza idee e di combinare un disastro?

Acquista l’elfo e noi ti regaliamo l’Elf Planner, così non avrai niente da temere!

Che aspetti? Abbiamo solo 12 elfi e 12 elfe, Natale sta arrivando, è il momento di iniziare a sognare!

5 Storie da leggere la notte di San Lorenzo

5 Storie da leggere la notte di San Lorenzo

Cosa c’è di più bello di sognare guardando il cielo, ascoltando storie affascinati e immaginare riescano ad ascoltare i nostri desideri battere forte?

La notte di San Lorenzo è una notte magica e avventurosa: sdraiati su un prato, seduti e cullati dal dondolo, il naso fuori dalla finestra, tutti sotto lo stello cielo.

È l’occasione per fantasticare ad occhi aperti, scambiarsi sogni, desideri e segreti. Raccontare una storia.

 

Costruttori di stelle

di Soojin Kwak con la traduzione di Fabia Tolomei per la casa editrice Carthusia

Ti sei mai chiesto come sono fatte le stelle a cui affidiamo i nostri più profondi desideri e che ci appaiono come tanti puntini luminosi nel blu profondo del cielo notturno?

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Dietro le quinte opera una squadra di piccoli e ingegnosi costruttori che, con gran lavoro e passione, ogni giorno progetta e costruisce quelle magiche invenzioni che incantano le notti di tutti noi. Un silente book che regala l’emozione di entrare in una fabbrica di sogni e ci dà la possibilità di costruire la nostra stella, quella più luminosa e speciale di tutte.

Guarda, le stelle 

di Katie Cotton e Miren Asiain Lora con la traduzione di Leonardo Taiuti per la casa editrice Splen Edizioni

Ti darò una stella da portare nel cuore, abbracciamoci forte, sarà per sempre il ricordo del nostro grande amore.

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Mamma orsa e il suo piccolo escono di notte per seguire le stelle fino all’orizzonte, sperando di riuscire a toccarle, magari a prenderne una. Inseguono le stelle passando nel bosco, oscuro e pauroso, ma la luce delle stelle scaccia via le paure. Abbracciati, affrontano le onde più alte. Risalgono la vetta, camminando stanchi nella neve, ma le stelle sono troppo lontane. Sotto di loro un tappeto di stelle in lontana ce n’è una, la più luminosa. Quella di casa, dove il cuore li aspetta.

 

Piccolina tutta mia 

di Ulf Stark e Linda Bondestam con la traduzione di Laura Cangemi per la casa editrice Iperborea

Come si fa scegliere quale desiderio esprimere?

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Nella montagna, nel buio, nella grotta grigia vive la Creatura. I suoi occhi non sopportano il sole. Di giorno cerco di dormire ogni tanto, mentre dorme, sogna la luna e di avere qualcuno con cui parlare, un Piccolino da accudire, da cullare e per cui cantare. Una sera l’ha raggiunta a nuoto, la luna, tentando di prenderla tra le braccia, ma il suo riflesso sull’acqua si è frantumato in mille pezzi. Una mattina vola dentro la grotta una scintilla di sole caduta dal cielo. È qualcosa di prendersi cura, pensa la Creatura. Il cuore le batte forte. Vuoi essere la mia piccolina?

L’amore è una scintilla di luce che cura, che scalda, che dà vita, che lascia liberi.

Gugu

di Carlotta De Melas e Roberta Michetti per la casa editrice Sabir

Le onde del mare cantano una canzone, una canzone che ormai è leggenda. Per Gugu, quella canzone vive in un sogno. È la sua ninna nanna.

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Dove vanno a finire le stelle cadenti? Tanti anni fa il cielo e il mare si unirono in un abbraccio che cancellò ogni differenza. Le stelle esplosero in cascate scintillanti e molte caddero nel mare. Gugu si fa tante domande, non somiglia a nessuno, è diverso da tutti. Non gli piacciono le risposte che riceve. Lui vuole scoprire chi è. Così, in una notte di tempesta Gugu salta su, più su che può. Fino alla luna, dalle ciglia di biscotto e la pelle di perla.

L’onda di stelle

di Dolores Brown e Sonja Wimmer con la traduzione di Giulia Di Filippo per la casa editrice Nubeocho

Forse ti sarà capitato di vedere una stella cadente, che è già molto bello, ma un arcobaleno lunare?

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Il vecchio polpo aveva avvertito Mimbi la foca e Kipo la tartaruga che, secondo la leggenda, se avessero visto l’arcobaleno lunare si sarebbero trasformati umani. Bisognerà attendere un’onda di stelle per tornare nell’oceano, ma, per fortuna, nel frattempo, ci sarà il pescatore Guglielmo a occuparsi di loro. Favola, leggenda, magia pura.

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