3 libri da leggere a febbraio 8-10 anni

13 Febbraio 2024 | Gruppi di lettura

No, non è uno scherzo, anche se siamo nel pieno del Carnevale, i nostri lettori e le nostre lettrici del gruppo di lettura 8-10 anni, si sono ritrovati in libreria sabato 10 febbraio alle ore 10:30 (qui trovi il calendario con tutte le date degli incontri) hanno ascoltato la presentazione di tre libri e poi ne hanno scelto uno da leggere insieme.

Se acquisti il bundle con l’intera terzina del mese hai il 5% di sconto e le spese di spedizione omaggio!

Vuoi sapere cosa abbiamo letto a gennaio? Qui, trovi la presentazione (da leggere/ascoltare) del libro del mese di gennaio e degli altri libri della terzina.

Ecco il libro del mese:

La signora Lana e il profumo della cioccolata

di Jutta Richter, con le illustrazioni di Günter Mattei e con la traduzione di Bice Rinaldi per la casa editrice Beisler

Correva voce che il negozio nero di Nuvolana Wolkenstein ingoiasse i bambini. Anche Merle e Moritz ogni giorno devono fare questa strada per tornare a casa e quando rientrano salgono direttamente nella loro camera, si sdraiano sui loro letti e accendono la radio. La loro non è una radio qualunque, è un ricevitore universale attraverso il quale possono ascoltare le trasmissioni da ogni parte del mondo. Da quel ricevitore, soprattutto, possono ascoltare la voce del loro papà ed è l’unico modo per sentirsi vicini.

Un giorno la mamma di Merle e Moritz comunica loro che sta cercando una “dama di compagnia”, che è un modo più sofisticato per dire baby sitter, poiché per alcuni mesi dovrà fare il turno di notte in clinica. Ed eccola lì, qualche giorno dopo, seduta al grande tavolo, sulla sedia del papà, la loro nuova dama di compagnia. La conoscevano, sapevano benissimo chi fosse. Il suo nome era Nuvolana Wolkenstein. Per accoglierli ha preparato una buonissima cioccolata calda che risveglia nel cuore e nella mente di Merle i ricordi del viaggio in Italia, quando erano ancora tutti insieme. “Il bello viene sempre alla fine”, aveva detto il papà, ma ora quelle parole erano appena uscite dalla bocca della signora Wolkenstein. Come faceva a sapere quali parole aveva pronunciato il papà? Era come se quella donna sapesse leggere nel pensiero delle persone e, cosa più inquietante, i suoi continuavano a cambiare colore.

Poi, durante la notte, i bambini si svegliarono avvertendo la sensazione di qualcosa di diverso, anche se non riuscivano bene a capire cosa. C’era una luce sotto la porta della loro camera, vibrante come quella di una candela. Anche la porta era strana, non era quella della loro camera: nera, intagliata da cima a fondo, al centro c’era un nido incorniciato da tralci fioriti, al posto della maniglia era comparso un pomello dorato, e sopra il nido c’era una targa con scritto FANCIULLOPOLI.

Che strano, il papà parlava sempre di Fanciullopoli e lo descriveva come un posto fantastico, ma anche pieno di pericoli dove ci vivono essere fantastici, nessuno sa se buoni o cattivi, come gli gnomi Zannaguzza. Come faceva la signora Wolkenstein a conoscere le parole che inventava il papà? Come faceva indovinare i loro segreti? E cosa intendeva con quella frase?

Una storia che è solo l’inizio delle avventure di Merle e Moritz, una storia delle atmosfere un po’ gotiche, cupe e totalmente affascinanti. Una storia che evoca in ognuno di noi una storia personale fatta di ricordi ed emozioni, tracce emotive lasciate dai libri che ci sono stati letti ad alta voce nell’infanzia. Una storia che ricorda le fiabe, racconti orali che sin dall’antichità rappresentano il mezzo privilegiato per trasmettere ai bambini gli strumenti necessari per affrontare il cammino di crescita. Non ci sono principi e principesse dai colori pastello, le canzoncine e gli abiti svolazzanti, gnomi dal naso rubicondo e dal panciotto tondo, ma un viaggio in una terra fantastica e pericolosa, prove e paure da superare, coraggio e capacità di fare la scelta giusta anche quando questa è la più difficile.

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Ed ecco gli altri libri della terzina

Il portoghese Blu

di Peter Svetina & Damijan Stepančič con la traduzione di Martina Clerici, per la casa editrice Sinnos

Talvolta la strada sembra girare troppo in tondo. In questi casi tornano utili pazienza e perseveranza. Ed è sempre meglio decidere con la propria testa, piuttosto che lasciar decidere agli altri. Un’ultima cosa: il male può avere la meglio soltanto con la complicità altrui. Buona fortuna.

Per cominciare a capirci qualcosa dovremmo iniziare a leggere questo libro quasi a metà, a pag. 57 dove inizia il capitolo -1, cioè l’antefatto al capitolo 1, che ci spiega perché ci troviamo in una grotta dove una montagna di omini si accalca uno sull’altro cercando inutilmente di uscire fuori, ma l’individualismo di ognuno sabota la riuscita del gruppo; perché in un’armeria si vendono padelle e mestoli al posto di fucili e pistole; perché nei negozi di bilance si pesano il coraggio e la paura; perché ci sono mura fatte di orecchi e campi dove spuntano mani e teste; perché ci sono campane di vetro nelle quali galleggiano bolle grigie e bambini accucciati giocano con giocattoli rotti mentre intorno girano camion dei pompieri che spruzzano inchiostro nero dalle manichette anziché acqua.

Oppure potremmo anche abbandonare l’idea di cercare un senso a tutti i costi e lasciarci sorprendere dalle infinte (im)possibilità del busco delle meraviglie e iniziare a divertirci!

Anna Clara e suo fratello stanno tornando a casa in bicicletta dalla scuola di musica. Anna Clara, seduta sul portapacchi, teneva stretti in una mano gli spartiti e con l’altra si aggrappava alla cintura dei pantaloni di suo fratello. All’improvviso, una buca la sbalza dalla bicicletta e la fa cadere in terra. Suo fratello non si era fermato e lei, un po’ offesa, si era seduta su un cassone, uno di quelli che i distributori di giornali usano per depositare i giornali. Il cassone era resistente. O meglio: il cassone sembrava resistente. Finché non si era sentito un “crac”, qualcosa si era rotto e lei era caduta tra i giornali e poi aveva continuato a cadere e cadere e cadere.

Questa storia inizia qui, con Anna Clara era appena sprofondata in una voragine che si sta massaggiando le ginocchia ancora doloranti. Lei non era certo una di quelle bambine lagnosette che stanno lì a lamentarsi e fanno storie per ogni sciocchezza. Niente affatto, ma, insomma, quando capitano cose del genere, uno si ritrova sempre sorpreso e impreparato.

Come una nuova Alice, Anna Clara, spinta dalla stessa curiosità, finisce, insieme al topo Giacinto, in un mondo fantastico a prendere un Tè con torta all’arancia e una torta all’arancia con tè, e se ancora ti stai chiedendo qual è la differenza vuol dire che stai ancora leggendo (o ascoltando) ad occhi aperti; piuttosto, metti mano al borsello che ci sono due tot e un vattelapesca da pagare alla caffetteria sull’albero. Soprattutto, Anna Clara e Giacinto, decidono che prima di tornare a casa aiuteranno a scappare i bambini intrappolati dalla perfida Fosca Marciarita. Una vera e propria tiranna che si fa aiutare dal Ministro dell’Unica Ragione e dal Ministro dell’Annuire. Gli adulti e i bambini che cadevano nelle mani di Fosca Marciarita erano tenuti a obbedire a entrambi i ministri. Allenavano i muscoli del collo per poter annuire ininterrottamente. Annuivano a ogni frase, a ogni comando. E per qualsiasi decisione bisognava consultare il Ministro dell’Unica Ragione. Era lui che stabiliva come andasse interpretata la faccenda di turno. E tutti annuivano.

Come fare? Bisogna cercare il Portoghese Blu, che sicuramente avrà qualche saggio consiglio. E poi bisogna avere coraggio.

Ma il coraggio non si può comprare. O lo trovi o lo perdi.

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Rinoceronte alla riscossa

di Juris Zvirgzdins, con i disegni di Reinis Peterson e la traduzione di Margherita Carbonaro per la casa editrice Sinnos

«Non ce la farà mai!» Queste furono le prime parole che il piccolo rinoceronte bianco sentì pronunciare quando venne al mondo nel freddo della Norvegia. Una folla di persone lo circondava. «Lo chiamerò Mufà» disse un uomo dalla pelle nerissima di nome Ibu con un vestito bianco e un cappello colorato sulla testa. E aggiunse: «nel mio paese si chiamano così i capi e i re. Con un nome così crescerà grande e forte come un vero sovrano africano!».

Ibu raccontava al piccolo rinoceronte storie sulla giungla e la savana, su fiumi giganteschi, fragorose cascate e una moltitudine di animali che pascolavano sulle rive dei laghi e vagavano nelle praterie infinite. Africa! Quel nome, sentito per la prima volta, a Mufà sembrò subito caldo e bello. Così i due amici iniziarono a risparmiarono e finalmente arrivò il grande giorno. Partirono per l’Africa. Finalmente venne il giorno della partenza e Ibu e Mufà si misero in viaggio. S’incamminarono e ben presto furono in Svezia. Un bambino tirò fuori dalla tasca un giornale svedese, lo aprì alla pagina sportiva e mostrò un trafiletto in cui si parlava della sua prima vittoria in una gara di pattinaggio. Solo in quel momento Mufà si rese conto di avere parlato svedese con il bambino.

Arrivati ad Amburgo, in Germania, una pioggerellina leggera ma inarrestabile, che sciolse la neve e il ghiaccio, accolse Mufà e Ibu. Continuava a fare freddo e nell’aria si sentiva un leggerissimo profumo di primavera. Un giorno Mufà e Ibu erano seduti in un caffè sfogliando riviste e giornali, quando si avvicinò loro un signore che disse di essere un giornalista. «Un piccolo rinoceronte con gli occhiali che parla e legge i giornali! E in tedesco per di più! Questa sì che è una notizia!» disse il giornalista. Ma Mufà e Ibu erano solo due liberi viaggiatori che scappavano dal freddo. Così, decisero di rimettersi in viaggio. Per arrivare Marsiglia, e poi in Africa, Mufà e Ibu fecero l’autostop e salirono in macchina con la baronessa Camilla Abigail Susanne Townsend, Sue, per gli amici.

A Parigi pioveva. I giornali di Mufà erano bagnati e lui cominciò a sentire freddo, ma stavano andando verso sud e la primavera si avvicinava.  Ibu mostrò a Mufà la biblioteca dove aveva studiato ai tempi dell’università. Così imparò che i nomi dei rinoceronti africani, rinoceronte bianco e nero, non c’entravano proprio niente con i colori, perché tutti i rinoceronti africani in realtà sono molto simili! “Le parole degli esseri umani sono così diverse tra di loro che nascono sempre i malintesi”, pensò Mufà. Aveva già capito da solo che i diversi colori della pelle degli uomini non vogliono dire proprio niente. La primavera a Parigi fece posto a una calda estate, e quando anche questa stava per finire Ibu si rese conto che i soldi rimasti bastavano appena a comprare i biglietti per la nave da Marsiglia ad Alessandria. Al porto di Marsiglia, nella gran confusione, Ibu e Mufà si persero di vista. Per fortuna, uno stormo di cicogne gentili era disposto ad aiutare Mufà, che si sentiva solo e sperduto. Come in una mongolfiera, Mufà attraversò il mare sospeso in una cesta legata a della funi che le cicogne tenevano salde nei loro becchi volando con le loro grandi ali.

Così Mufà arrivò ad Alessandria. Riuscirà ad arrivare nella terra dei suoi genitori? Quali altri animali incontrerà? Quali altri pericoli dovrà affrontare? Riuscirà a ritrovare Ibu?

Quello che dovete sapere è che Mufà conservava nello zaino i suoi giornali e ogni tanto li tirava fuori per non disimparare a leggere. Ogni foglio gli ricordava una città diversa Bergen nella lontana Norvegia, le coste del Mar Baltico in Svezia, Amburgo in Germania, Parigi e Marsiglia in Francia, Il Cairo in Egitto. Proprio i giornali e tutti i libri letti saranno di grande aiuto a Mufà, perché leggere ci fa diventare grandi!

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Come faccio a partecipare?

La partecipazione è libera e gratuita, ma è necessario acquistare il libro. Non serve prenotare, basta raggiungerci in libreria.

Dopo cinque partecipazioni al gruppo si ottiene il 5% di sconto e, dopo altre cinque, un ulteriore 5% (non cumulabile).

Per chi invece acquista il bundle con tutti e tre i libri della terzina del mese, c’è sempre il 5% di sconto e le spese di spedizione sono omaggio.

Qui il calendario con tutti gli incontri.

Abiti lontano? Leggiamo insieme, anche a distanza!

Se abiti lontano e non puoi partecipare agli incontri in libreria puoi leggere con noi, anche a distanza, acquistando il libro del mese o il bundle con l’intera terzina (con lo sconto del 5%).

E se ci mandi un vocale su Telegram condividendo la tua esperienza di lettura lo pubblicheremo nel nostro Podcast di presentazione del libro, insieme alle voci dei partecipanti degli incontri in libreria.

 

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