3 libri da leggere a febbraio 11-13 anni

28 Febbraio 2024 | Gruppi di lettura

Nuovo appuntamento del gruppo di lettura 11-13 ed abbiamo esplorato il genere fantastico in tutte le sue sfaccettature!

Vuoi sapere cosa abbiamo letto a gennaio? Qui, trovi la presentazione (da leggere/ascoltare) del libro del mese di gennaio e degli altri libri della terzina.

I nostri lettori e le nostre lettrici, che si sono ritrovati in libreria sabato 17 febbraio alle ore 10:30 (qui trovi il calendario con tutte le date degli incontri) hanno ascoltato la presentazione di tre libri e poi ne hanno scelto uno da leggere insieme.

Se acquisti il bundle con l’intera terzina del mese hai il 5% di sconto e le spese di spedizione omaggio!

Ecco il libro del mese:

Le pietre nere

Di Guus Kuijer, con la traduzione di Valentina Freschi, per la casa editrice Camelozampa

C’è la città dei commercianti e c’è la città dei cavatori. A separarle c’è la via dei commercianti. Ma, soprattutto c’è la torre. Ogni mattina i cavatori strisciano fuori dalle loro capanne e raggiungono in fretta la cava. Le donne si legano gli attrezzi sulla schiena, un neonato sul petto e si incamminano verso i giardini. I bambini possono scegliere: giocare o andare con loro nei campi. Dolon, però, non faceva nessuna delle due cose. Lui andava alla torre. Attorno alla torre non crescevano alberi o arbusti. Solo qualche filo d’erba coriaceo e una manciata di rovi resistevano nello spesso strato di frammenti di pietra e detriti. L’aria era carica di polvere che si insinuava nel naso e nella gola.

La torre brontolava e gemeva, frammenti di pietra rotolavano giù, il vento fischiava tra gli spiragli. Il frastuono che produceva era tale da coprire il rumore dei passi e del respiro. Era come se, ai suoi piedi, tu non esistessi più. La torre era immensa e gli esseri umani insignificanti. Era per questo che Dolon l’amava, perché toglieva importanza a tutto il resto.

Quella mattina, come ogni mattina, lui e suo fratello gemello Omar cominciarono a camminare lungo il suo perimetro. Poi, girarono a sinistra, imboccando il sentiero delle donne occidentale. Come quello orientale, il sentiero delle donne portava ai giardini, a nord della città dei cavatori. Nei giardini coltivavano frutta e verdura per le proprie famiglie, nei campi comuni colture da scambiare con i commercianti in cambio di pietre. Dall’invenzione della gru, infatti, ogni giorno venivano aggiunte alla torre più pietre di quante potessero produrne i cavatori. Per questo motivo era necessario comprare pietre dai commercianti, che a loro volta le compravano da qualche parte a nord. In mezzo, c’era la città dei commercianti. Anche i commercianti facevano parte del popolo della torre, ma parlavano con un accento diverso, vestivano in modo diverso, avevano la pelle più chiara e corpi più asciutti ed erano più alti. I commercianti e i cavatori non si parlavano, tranne che per trattare sulle pietre. Dolon e Omar si fermarono all’incrocio tra il sentiero delle donne e la strada dei commercianti. Prima spuntò un guardiano a cavallo. Poi una ragazza. Stava dritta come un fuso, lo sguardo davanti a sé. Era la quarta volta che la vedevano passare. Non succedeva niente, passava e basta. Poi si sentì un tintinnìo. Era un bracciale rilucente di un metallo giallo. Dolon lo raccolse e lo nascose sotto la camicia quando furono arrivati al canneto e si spogliarono per fare il bagno nel fiume. Quando lo riprese ci trovò accanto un messaggio. È il vecchio Dramok a leggerglielo, l’unico cavatore che sappia leggere, ed è una poesia d’amore.

Quella notte Dolon non riesce a dormire. Sarà per la lettera o per il pensiero che continua a tormentarlo. Anche quel giorno un ragazzo era stato chiamato a sé dalla torre e poi era precipitato. Perché vengono chiamati? Chi è che li chiama?

Quella notte Dolon scopre che la ragazza del bracciale si chiama Brigan, ha quindici anni ed è innamorata di lui. Ad aiutarlo a rintracciarla è Guida, un’altra ragazza che poi al mattino lo porta al sicuro fuori dalla città dei commercianti. Ma Dolon non può farne a meno e ritorna sulla torre. È questo il momento in cui la storia si complica perché Dolon vi trova l’elmo di un guardiano e, spingendosi fino in cima, proprio al livello in cui tutti i ragazzi erano stati trovati morti, vede dei guardiani aggirarsi nella torre, senza elmo e alla luce del sole, ma anche un commerciante discutere con due cavatori.

I bravi cavatori amano la torre. Dolon è un bravo cavatore, ma ci sono troppe cose che fino a quel momento gli sono state nascoste.

 

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Ecco gli altri libri della terzina:

La maledizione del ragno 

di Frances Hardinge, con la traduzione di Giuseppe Iacobaci e Anna Maria Biavasco, Mondadori

Se mai doveste andare nelle terre di Raddith, non fatevi cogliere impreparati. Portate con voi una zanzariera per la pianura e una coperta calda per le colline e le montagne. Se voleste visitare i boschi acquitrinosi noti col nome di Meandri, non dimenticate scarponi impermeabili e robusti. Munitevi anche di buon senso, coraggio e fortuna; ci sono cose che non si mettono in una valigia. Non date retta ai ciarlatani che verranno a proporvi amuleti contro le maledizioni.

Si prodigheranno a offrire rotoli di pergamena, affermando che si tratta di mappe dei Meandri. Sono soldi buttati perché è impossibile mappare davvero i Meandri e perché, sì, a Raddith ci sono persone in grado di scagliare maledizioni sui loro nemici, ma non c’è nulla da fare, non ci si può difendere da una maledizione. Ne sa qualcosa la giovane Nettle. Dopo la morte della madre, il padre aveva sposato un’altra donna. Anche se aveva solo nove anni all’epoca, Nettle aveva cominciato a rendersi conto di essere odiata. Per due anni avevano convissuto tutti insieme, con i caldi sorrisi dei suoi fratelli e l’odio della matrigna. Nessuno aveva mai sospettato della maledizione che covava dentro di lei, finché non era stato troppo tardi. Non era esattamente morte quella che aveva provato mentre la sua mente si serrava come un pugno e la sua personalità sfuggiva via come granelli di sabbia fra le dita strette. E poi, un giorno, la guarigione era giunta. Grazie a Kellen. Quel ragazzo aveva un talento raro, unico probabilmente. Tantissimi a Raddith sostenevano di saper dipanare le maledizioni in cambio di denaro, ma lui sapeva farlo veramente, anche se era difficile per un quindicenne sciatto e trasandato come lui convincere la gente che non era un ciarlatano. E poi con quei suoi modi si faceva sempre un sacco di nemici. Per questo quando Gall, un cavaliere palustre, avvicina Nettle e Kellen, i due seppur dubbiosi decidono di seguirlo. Un Cavaliere palustre può garantire protezione, perché non c’è niente di più temibile di un maledicente, e fare da garante verso clienti facoltosi.

Kellen si era reso nemico di sedici maledicenti, ora rinchiusi nell’Ospedale rosso. Tutti, meno uno. Adesso pareva che una di loro fosse riuscita a svicolare e sparire senza lasciare traccia.

Kellen non amava indugiare sul passato, preferiva di gran lunga guardarsi avanti. Non c’era niente, indietro, che valesse la pena di guardare, solo relitti e rottami, rimpianti e persone che covavano rancore per buone o cattive ragioni. Ma dimenticare il passato non basta, perché a volte il passato ha buona memoria. Si ricorda di te e torna per vendicarsi.

Il cavaliere oscuro ha un padrone, anzi, una padrona che è convinta che qualcuno stia radunando i maledicenti. In giro per Raddith si sente bisbigliare di una società segreta chiamata Salvezza, gira voce che chi cova il seme delle maledizioni possa correre da questa organizzazione e sparire, senza lasciare traccia. Il sospetto è che Salvezza esista davvero, e che offra a questa gente aiuto e protezione, forse con il secondo fine di creare una lega segreta di maledicenti.

E, se così fosse, nessuno sarebbe più davvero al sicuro.

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Maldoror. I ragazzi della leggenda

Di Philippe Lechermeier, con la traduzione di Fabrizio Ascari, per la casa editrice L’Ippocampo

I ragazzi e le ragazze del Bibliopoint Lucas l’hanno letto ed ecco cosa ne pensano: ascolta i commenti della loro esperienza di lettura nel podcast Pezzettini.

Un Guarneri! Un violino fabbricato da Giuseppe Guarneri in persona, uno dei più grandi liutai di Cremona, la città che aveva dati i natali a Stradivari! Il padre di Anja era stato piuttosto fiero del suo acquisto, l’aveva strappato all’alta a una giovane coppia di russi, o di ucraini, non ricordava esattamente, ma l’importante era avere il regalo per Anja che aveva vinto il primo premio al conservatorio e sarebbe diventata una grande concertista. Forse anche la miglior violinista al mondo. Questi sono i suoi pensieri.

Anja è alla stazione di Kiev e in pochi minuti sarebbe salita sull’espresso per Vienna, dove si trovavano già i suoi genitori, ma ancora per un po’ voleva godersi lo spettacolo delle locomotive. Era un’altra passione che condivideva con suo padre e sapeva tutto di cilindri, pistoni, bielle, iniettori, leve, stantuffi e balestre. Miss Nightingale sembrava un disco rotto con i suoi rimproveri e Anja non la sentiva più. Si rese conto solo dopo un po’ che la governante non era più dietro di lei, fece appena in tempo a scorgere un uomo con i baffi e un bastone da passeggio. Mancavano appena due mi uti alla partenza quando Anja, il piede sul predellino fu spinta giù, la folla intorno a lei era così fitta che non riuscì a distinguere il colpevole. Vide solo un paio di baffi e senti il bastone abbattersi sulle sue mani. Capì immediatamente il pericolo: qualcuno le voleva rubare il violino. Riuscì a gettarsi sui binari, lasciando dietro di sé l’uomo che la minacciava, il sibilo del suo bastone e il fragore assordante dei vagoni. Di marciapiede in marciapiede, di binario in binario, finì con l’allontanarsi e col ritrovarsi da sola, fra le traversine invase dalle erbacce. È il capostazione ad aiutarla e offrirle riparo: l’espresso per Vienna è stato fermato e posto di frontiera ha segnalato la sua scomparsa. Dovrà attendere lì suo padre, per un paio di giorni. Ma quella notte Anja, nelle mura della casa del capostazione, sente la voce di un uomo pronunciare il nome di suo padre, e anche parole come “dovere” e “sicurezza” e poi lo vede. L’uomo con i baffi. Come aveva fatto a ritrovarla coì in fretta?

Anche Pjotr ha fretta, fretta di andarsene da quella casa, dall’Orco, una volta per tutte. La nonna gli ha dato una lista e qualche soldo. Sulla lista ci sono le medicine (Artemisia, Angelica, Erba di San Giovanni, Mandragola, Maldoror) che Pjotr dovrà chiedere alla donna dai capelli color del fuoco nella piazza del mercato di Kiev. Come si sarebbe recato a Kiev, lui che non aveva mai lasciato il suo villaggio? E come avrebbe fatto a trovare la donna dai capelli rossi? E soprattutto: come avrebbe fatto senza denaro? In un modo o nell’altro sentiva che ce l’avrebbe fatta, quella notta era troppo leggera per affondare i suoi passi. Mentre continuava ad andare avanti il cielo si oscurò all’improvviso: un rombo potente e improvviso fece vibrare le foglie degli alberi e quando tutte le api furono arrivate gli si misero a girare intorno. Non lo avevano dimenticato. Appresa la sua partenza, erano venute a dargli un ultimo saluto! Sotto i suoi piedi il suolo formicolò e scarabei, ragni e tante altre bestioline si unirono in quella danza vertiginosa. Poi, con la stessa velocità con cui tutto era cominciato, il suolo smise di tremare e il nugolo si disgregò per scomparire nella notte.

Ma la vita a Kiev non è facile e Pjotr sono cinque giorni che non mangia quasi nulla. Viene beccato a rubare delle salsicce, mannaggia a lui e alla sua dabbenaggine, si è fatto raggirare da quel ragazzino, Grosso Boris, e rischia tre mesi di carcere. Per questo la prospettiva di finire nella Fondazione dei Compagni della Vera Fede, qualunque cosa sia, gli sembra una soluzione assai migliore. Ma gli basta una notte per capire che quello non è il posto per lui. La baronessa ha trovato la lista dei medicinali e il suo sguardo di ghiaccio si è fermato troppo sulle lettere della parola Moldoror, il faraone poi vuole cancellarlo, qualunque cosa significhi.

Per fortuna ha con sé Vera, il suo ragno, che gli consente di scappare. Ed è a questo punto che la storia di Pjotr si intreccia con quella di Anja, nelle strade di Kiev, dove la musica del violino si intreccia a quella del clarinetto. Mentre a Nord, nella steppa siberiana la morte di Anja si è mesa in viaggio, galoppando su una giumenta, colei che cammina là dove la gente non va mai. Colei che conosce il sentiero dell’ombra quando la luce scompare.

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COME FACCIO A PARTECIPARE?

La partecipazione è libera e gratuita, ma è necessario acquistare il libro. Non serve prenotare, basta raggiungerci in libreria.

Dopo cinque partecipazioni al gruppo si ottiene il 5% di sconto e, dopo altre cinque, un ulteriore 5% (non cumulabile).

Per chi invece acquista il bundle, con tutti e tre i libri della terzina del mese, c’è sempre il 5% di sconto e le spese di spedizione sono omaggio.

Qui il calendario con tutti gli incontri.

ABITI LONTANO? LEGGIAMO INSIEME, ANCHE A DISTANZA!

Se abiti lontano e non puoi partecipare agli incontri in libreria puoi leggere con noi, anche a distanza, acquistando il libro del mese o il bundle con l’intera terzina (con lo sconto del 5%) e le spese di spedizione sono gratuite.

E se ci mandi un vocale su Telegram condividendo la tua esperienza di lettura lo pubblicheremo nel nostro Podcast di presentazione del libro, insieme alle voci dei partecipanti degli incontri in libreria.

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Minuti contati: leggi il libro, visita il museo e fai un pic nic con l’autrice

Minuti contati: leggi il libro, visita il museo e fai un pic nic con l’autrice

Siete mai stati a Villa Borghese?

Un parco incantevole in cui i vialetti si snodano tra alberi altissimi e si aprono su radure improvvise o laghetti fiabeschi e fontane zampillanti. Al centro del parco c’è un edificio maestoso, la Galleria Borghese, che raccoglie esposizioni d’arte uniche al mondo per valore e bellezza. Qui è ambientata la storia di Minuti contati, un’avventura mozzafiato tra arte e storia, amicizia e solidarietà.

Qui festeggeremo un anno di letture insieme con i gruppi di lettura 8-10 e 11-13 anni e tutti e tutte coloro che vorranno unirsi a noi prima delle vacanze.

Qui potremo fare una visita guidata al museo, per svelare ogni retroscena dei corpi delle statue del Bernini e dei volti dei quadri del Caravaggio che hanno animato la storia.

Qui potremo incontrare l’autrice del libro, Maria Beatrice Masella, in un pic nic sull’erba.

Trova gli indizi e risolvi il mistero

Minuti contati è la storia di Stella e di Ricky, due ragazzi che frequentano il liceo artistico e hanno accettato di fare uno stage nella Galleria Borghese. È la storia di una mattina come tante alla Galleria, folle di turisti sciamano nei corridoi girando intorno alle opere d’arte che le guide descrivono ciascuna in una lingua diversa, svelando i segreti che l’arte riserva sempre a chi li voglia ascoltare. E poi è arrivato lui, ci ha messo pochi secondi: ha aperto lo zaino appoggiandolo fra i suoi piedi prima di consegnarlo al guardaroba, ha estratto un pacco, una specie di busta gialla rigonfia che ha fatto scivolare veloce dentro la giacca.

Così ha inizio una inquietante caccia al tesoro, una sfida di enigmi in cui ogni mossa può risultare fatale e il prezzo da pagare altissimo: qualcuno minaccia di far saltare in aria la Galleria Borghese e ha seminato indizi intorno alle opere d’arte. È come se le statue prendessero vota e raccontassero la loro storia, così lontana e così vicina. I loro dolori e le loro speranze sono quelli che animano ancora popoli afflitti dall’oppressione, dalla tirannia e dalla minaccia di un futuro senza sogni.

Cosa succederebbe se Stella e Ricky arrivassero troppo tardi?

Lotta va al museo

Per l’ultimo appuntamento della stagione dei gruppi dei lettura 8-10 e 11-13 anni, abbiamo scelto di festeggiare con un evento speciale: chi acquista il libro potrà partecipare alla visita guidata alla Galleria Borghese, sabato 15 giugno, alle ore 16:00, e fare un pic nic nel parco insieme all’autrice Maria Beatrice Masella.

Abbiamo bisogno della cultura e dell’arte come dell’aria, per esistere come individui e come persone che appartengono a una società. Sono i punti di riferimento che ci servono per capire chi siamo, da dove veniamo e chi vogliamo essere. Sono le radici che fondano la comunità alla quale apparteniamo, i fili verso i quali protendiamo le braccia per cogliere nuove occasioni e opportunità. Sono eccezionali strumenti per sensibilizzare, di mettere in discussione abitudini sociali e promuovere cambiamenti di comportamento nella nostra società.

Sono il modo migliore che conosciamo per festeggiare un anno di letture insieme.

 

Chi può partecipare?

Tutti e tutte! Chi ha partecipato ogni mese ai gruppi di lettura, chi è venuto una volta e mai più, chi non è venuto, ma ha sempre desiderato, chi non ha mai potuto perché abita lontano o non ha mai avuto l’occasione giusta.

 

Quanto costa?

Il prezzo del libro. Incluso con l’acquisto del libro c’è la visita guidata alla Galleria Borghese (abbiamo già prenotato noi l’entrata di gruppo) e il pic nic nel parco con l’autrice.

 

Quanto dura?

Appuntamento ore 16:00 davanti alla Galleria Borghese, ognuno può raggiungerci con i mezzi propri. La visita durerà circa un’ora e poi ci ritroveremo all’esterno del museo per un pic nic durante il quale incontreremo l’autrice del libro, Maria Beatrice Masella. Potremo fare domande e confrontarci sulla lettura del libro, chiacchierare e scambiarci opinioni. In tutto circa due ore e mezza.

 

Come faccio a partecipare?

Acquista il libro in libreria o nello shop qui

Nuove ribelli: ad aprile scopriamo le graphic novel con l’illustratrice Vittoria Macioci

Nuove ribelli: ad aprile scopriamo le graphic novel con l’illustratrice Vittoria Macioci

Nuovo appuntamento del gruppo di lettura 11-13 e per questa occasione scopriamo le graphic novel con Vittoria Macioci, autrice e illustratrice del libro Nuove Ribelli.

Dopo Lotto ogni giorno continuiamo a parlare di storie di coraggio, di impegno, di determinazione. Ma questa volta parliamo di ragazze di oggi. Nuove ribelli dà voce ai diritti di quelle bambine e di quelle ragazze diversissime tra loro, pronte a pagare il prezzo di andare contro corrente, a segnare un prima e un dopo con il loro comportamento, a ispirare senza giudicare. 

La storia di Malala Yousafzai e quella di Greta Thunberg sono già note, ma ci sono altre ragazze che credono che le cose possano cambiare. Ora. A partire da ognuno di noi. 

Sono Emma González e i ragazzi di Parkland sopravvissuti a una sparatoria in un liceo americano e diventati la lotta per il controllo delle armi negli Stati Uniti.

Sono Melati e Isabel Wijsen in Indonesia, capaci di mobilitare migliaia di persone pur di pulire le proprie spiagge. Un passo alla volta, un sacchetto alla volta. 

È Yousra Mardini, campionessa di nuoto siriana impegnata nella lotta per la sopravvivenza e per proteggere i propri cari e gli esseri umani intorno a sé. 

Quello che fanno è passare dalle parole ai fatti, dimostrando che nessuna sfida è troppo grande, nessun sogno è troppo piccolo, quando si costruisce una comunità in cui vengono prima le persone e le loro vite. 

Non resta che leggere e fare la nostra parte. 

 

Incontro con l’autrice in libreria

Sabato 13 aprile è stata ospite in libreria l’autrice e illustratrice Vittoria Macioci che ha realizzato le tavole della storia dedicata a Malala Yousafzai nell’antologia Nuove Ribelli.

Insieme a lei abbiamo conosciuto le storie delle protagoniste del libro, ascoltato il processo creativo dietro la realizzazione delle storie e riflettuto insieme su quanto siamo importanti le loro testimonianze.

Abbiamo posto domande, interrogandoci su come sia possibile prendere una pallottola in testa quando si va a scuola o dentro scuola. Perché mai ci si dovrebbe sentire al pericolo dentro casa propria, tanto da rischiare la vita a bordo di imbarcazioni fatiscenti pur di andare via. Di quanto ognuno di noi possa fare la propria parte, con le proprie parole, con i propri gesti.

Noi abbiamo fatto la nostra parte aprendo la mente, il cuore e le orecchie. Ci ritroveremo in libreria sabato 11 maggio alle ore 10:30 per l’ultimo appuntamento del gruppo di lettura per questa stagione, parleremo delle nostre storie preferite e registreremo un nuovo episodio del podcast.

Ora tocca a te.

 

Nuove Ribelli

di Brett Parson, Fabien Morin, Gijé, Jocelyn Joret, Julien Derain, Laurent Hopman, Rebecca Traunig, Vittoria Macioci, con la prefazione di Randa Ghazy e la traduzione di Stefano Andrea Cresti, Tunuè

 

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3 libri da leggere a marzo 11-13 anni

3 libri da leggere a marzo 11-13 anni

Nuovo appuntamento del gruppo di lettura 11-13 e torna l’appuntamento con lo scambio posta Pelledoca!

Grazie alla casa editrice Pelledoca, specializzata in storie da brivido, capaci di tenere il lettore con il fiato sospeso e gli occhi incollati alla pagina, torna l’avventura Scambio Posta Pelledoca. A novembre avevamo avuto modo di partecipare al primo scambio e avevamo letto l’incipit in esclusiva di quello che poi è diventato il libro del mese!

Ogni partecipante al gruppo di lettura ha ricevuto una busta personalizzata. Ogni busta contiene:

  • un aneddoto da dietro le quinte, ovvero qualcosa di particolare e curioso legato alla realizzazione di un libro Pelledoca: questo mese dedicato a L’impero invisibile, di Gabriele Nanni;
  • un’anticipazione esclusiva: questo mese l’incipit di Frammenti di oscurità, il romanzo di Stefania Cornago, in uscita a fine marzo;
  • un breve racconto d’autore inedito, scritto appositamente per SPP: questo mese Il mio nome è Violet Hellman di Chiara Cacco;
  • il cruciverba Pelledoca.

Vuoi sapere cosa abbiamo letto a febbraio? Qui, trovi la presentazione (da leggere/ascoltare) del libro del mese di febbraio e degli altri libri della terzina.

I nostri lettori e le nostre lettrici, che si sono ritrovati in libreria sabato 16 marzo alle ore 10:30 (qui trovi il calendario con tutte le date degli incontri) hanno ascoltato la presentazione di tre libri e poi ne hanno scelto uno da leggere insieme.

Se acquisti il bundle con l’intera terzina del mese hai il 5% di sconto e le spese di spedizione omaggio!

Ecco il libro del mese:

Spiriti dello Tsunami

di Daniele Incastro, Pelledoca

Un libro da brividi perché è attraversato costantemente da un filo di angoscia, ma è una storia di grandi sentimenti ed emozioni profonde che scava nella reazione dei sopravvissuti alla morte improvvisa di loro cari, mostrando un lato diverso del dolore, un dolore fatto di compostezza, ma che riusciamo lo stesso a provare sulla nostra pelle. Ascolta i commenti dei nostri lettori e delle nostre lettrici nell’ultimo episodio del podacast.

Il pavimento iniziò a tremare. I vetri ronzarono. Il lampadario oscillava nell’aria. I cassetti si aprirono in un tintinnio di posate.

È il 2011 e il Giappone è attraverso dall’onda di un violento tsunami che provoca circa 20.000 vittime e 5.000 dispersi. Marco, il fratello di Andrea è fra questi. Da quel giorno la vita di Andrea non è più la stessa.

Andrea voleva diventare come Marco, leggero, sicuro di sé, incurante di qualsiasi fallimento, capace di insegnare ai giapponesi lingua e cultura italiana con la schiena dritta e realizzare i suoi sogni. Finché il terremoto più potente della storia del Giappone, il quarto a livello mondiale, lo aveva spazzato via dal pianeta, ma non dalla sua vita. Marco c’è ancora, ma lo vede solo Andrea: era lui, suo fratello, ma un blu innaturale colorava le sue unghie e i suoi vestiti gocciolavano. Insomma, uno spirito. Certe cose pensi che accadano in tv, al massimo on line, mai per davvero. Mai a te. E invece.

Si chiamano Yurei, sono le anime delle persone che, dopo morte, non riescono a lasciare il mondo dei vivi e raggiungere in pace lo Yomi, l’aldilà, almeno finché non saranno placati. Secondo le antiche tradizioni giapponesi quando gli spiriti sono animati da emozioni molto forti o se hanno subito una morte violenta o i riti funebri non vengono eseguiti restano in una sorta di limbo che separa il mondo dei vivi da quello dei morti. Marco avrebbe potuto e voluto fare ancora tante, tantissime cose, come insegnare all’università, vedere un’altra nevicata, sposare la sua fidanzata Tanako, ma è arrivato lo tsunami a spazzare via sogni e desideri. Il suo corpo non è mai stato ritrovato e non ha potuto ricevere una degna sepoltura. Il fatto che sia ancora lì significa che c’è qualcosa di irrisolto. E Andrea sa di cosa si tratta, anche se ha fatto di tutto per nasconderlo ai genitori. C’è la testimonianza di un uomo del posto che dice di aver salvato lui i ragazzi, non suo fratello. Solo che è un bugiardo. E ora quell’accusa infame tiene Marco nel limbo.

Così Andrea decide di andare a Kamaya, sul luogo della tragedia. Lì incontra i sopravvissuti, occhi bassi e silenzio, unghie che scavano la pelle sulle nocche in risposta alle domande. E poi Yoko, una ragazza che sembra ascoltare le storie di chi non c’è più. A quanto pare, Andrea, non è il solo a parlare con i morti e vedere i fantasmi. Non è il solo a dover fare i conti con la vita che chiede prepotentemente di andare avanti.

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Ecco gli altri libri della terzina:

Emma e i fantini detective 

di Laura Orsolini, Pelledoca

Il cadavere di un cavallo viene ritrovato all’alba sulla spiaggia di Forte dei Marmi. Come un tronco enorme straccato dal mare. Lo ritrova Bianca, amante della corsa, della musica classica, dei cavalli. Bianca infatti è proprietaria di un maneggio, il maneggio Biancavallo.

Sarà annegato, pensa il dottor Carlo Del Carlo, medico incaricato di eseguire l’autopsia e veterinario del maneggio di Bianca. Lo stesso maneggio dove i genitori di Emma hanno deciso di farle trascorrere una vacanza nel tentativo di superare il mutismo selettivo in cui si è chiusa dopo la scomparsa del cane. “Vedrai che tornerà” le avevo detto, “vedrai che lo ritroveremo”, “vedrai che sta bene”. Emma aveva collezionato un numero consistente di “vedrai”. All’inizio ci aveva creduto, poi aveva sperato e poi erano cominciate a scendere le lacrime. E piano, piano Emma non ebbe più voglia di ridere, né di stare con le amiche, né di studiare, né di leggere. Poi smise di parlare. Non parlava più. Con nessuno. Aveva promesso di non affezionarsi più a nessun animale, ma non aveva fatto i conti con Bandito, un cavallo particolarmente difficile, che non si lascia montare nemmeno dai fantini più esperti. Ed esperti sono Onesto, Gilberto e Pierugo che cavalcano da anni e ogni estate si ritrovano al campo estivo del maneggio di Bianca.

E proprio lì era diretto quella sera il maresciallo Bonacoscia, deciso a scambiare quattro chiacchiere con Bianca per capire che idea si era fatta lei. La causa della morte è l’annegamento, avvenuto circa due giorni prima del ritrovamento, ma nei polmoni è stata ritrovata acqua dolce. Il microchip, invece, non è stato ritrovato. E il cavallo era malato. Secondo il dottor Del Carlo il cavallo era proprietà di un circo. Si era ammalato e stava morendo. Il padrone se ne deve essere accorto e, per evitare i costi dello smaltimento e i controlli l’ha portato al fiume e fatto annegare.

Non è dello stesso avviso Bianca. Secondo lei si tratta di rapimento e di scommesse clandestine. Pierugo, Gilberto e Onesto si erano acquattati sotto la finestra della sala da pranzo dove Bianca e il maresciallo avevano chiacchierato. Emma era dietro di loro. Così nascono i Fantini Detective, per risolvere il mistero di chi ha ucciso quel cavallo e scoprire che insieme si possono affrontare anche quei problemi che da soli ci sembrano così difficili e insormontabili.

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La fuga di Pat

Di Roberto Piumini, Pelledoca

Questa storia inizia in una locanda nella campagna inglese, lungo una strada secondaria, non certo una mèta frequentata da turisti. Un ragazzo di dodici-tredici anni è seduto a un tavolo da solo. Indossa occhiali scuri, nonostante il cielo grigio, una lastra compatta di nuvole, non li renda in alcun modo necessari. Sembra spaventato: lancia occhiate al piazzale davanti alla locanda dove è parcheggiata una sola e unica auto, quella di Sam, fotografo e unico altro avventore della locanda. Sam guarda il ragazzo come guarda l’obiettivo della sua macchina fotografica, attentamente e con pazienza, cercando di cogliere ogni dettaglio. Con la netta sensazione di averlo già visto da qualche parte. Intuisce che quel ragazzo sta scappando, non sa da chi o da cosa, ma non c’è tempo di scoprirlo perché nel frattempo un’altra auto è arrivata nel piazzale.

È così che inizia la fuga di Pat, giovane promessa del calcio inglese dal Centro di Fulton.

Perché sta fuggendo? Chi lo sta cercando? Come hanno fatto ad arrivare alla locanda e a rintracciarlo così velocemente? Nessun genitore organizza un inseguimento come quello. E infatti nessuno ha denunciato la scomparsa di Pat, lo sappiamo dalla telefonata di Sam al suo amico ispettore Philip Constable. Né la madre, né nessun altro, ma a inseguirlo ci sono due responsabili del centro di. Lì Pat non stava bene. Giocare a calcio era la sua più grande passione, ma la vita che faceva lì non gli piaceva. Lo aveva scritto alla madre nelle lettere che non aveva mai spedito. Per non farla preoccupare, per evitare che rescindessero il contratto e l’assegno che veniva spedito ogni mese a lei e ai suoi fratelli. Eppure Pat non stava bene. I risvegli di notte si erano fatti sempre più frequenti, il batticuore al risveglio, quel nervosismo che non lo abbandonava mai.

Scappare era diventato un bisogno, un minuto prima di farlo aveva sentito una paura improvvisa come una minaccia. Sam decide di chiamare Paul, un giornalista sportivo e suo vecchio amico, è lui che gli consiglia di rivolgersi alla dottoressa Malstone. In passato aveva indagato sul funzionamento dei centri sportivi e in particolare su quello di Fulton, ma non era uscito fuori niente. Bisognerebbe analizzare il cibo, quello che viene dato ogni giorno, per un certo periodo, senza che nessuno se ne accorga. C’è motivo di credere che ci mettano delle sostanze non consentite, per aumentare muscoli e rendimento, ma a che prezzo?

Per scoprirlo c’è un solo modo, ma per questo bisognerebbe che far tornare Pat lì dentro.

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