Minuti contati: leggi il libro, visita il museo e fai un pic nic con l’autrice

30 Aprile 2024 | Gruppi di lettura

Siete mai stati a Villa Borghese?

Un parco incantevole in cui i vialetti si snodano tra alberi altissimi e si aprono su radure improvvise o laghetti fiabeschi e fontane zampillanti. Al centro del parco c’è un edificio maestoso, la Galleria Borghese, che raccoglie esposizioni d’arte uniche al mondo per valore e bellezza. Qui è ambientata la storia di Minuti contati, un’avventura mozzafiato tra arte e storia, amicizia e solidarietà.

Qui festeggeremo un anno di letture insieme con i gruppi di lettura 8-10 e 11-13 anni e tutti e tutte coloro che vorranno unirsi a noi prima delle vacanze.

Qui potremo fare una visita guidata al museo, per svelare ogni retroscena dei corpi delle statue del Bernini e dei volti dei quadri del Caravaggio che hanno animato la storia.

Qui potremo incontrare l’autrice del libro, Maria Beatrice Masella, in un pic nic sull’erba.

Trova gli indizi e risolvi il mistero

Minuti contati è la storia di Stella e di Ricky, due ragazzi che frequentano il liceo artistico e hanno accettato di fare uno stage nella Galleria Borghese. È la storia di una mattina come tante alla Galleria, folle di turisti sciamano nei corridoi girando intorno alle opere d’arte che le guide descrivono ciascuna in una lingua diversa, svelando i segreti che l’arte riserva sempre a chi li voglia ascoltare. E poi è arrivato lui, ci ha messo pochi secondi: ha aperto lo zaino appoggiandolo fra i suoi piedi prima di consegnarlo al guardaroba, ha estratto un pacco, una specie di busta gialla rigonfia che ha fatto scivolare veloce dentro la giacca.

Così ha inizio una inquietante caccia al tesoro, una sfida di enigmi in cui ogni mossa può risultare fatale e il prezzo da pagare altissimo: qualcuno minaccia di far saltare in aria la Galleria Borghese e ha seminato indizi intorno alle opere d’arte. È come se le statue prendessero vota e raccontassero la loro storia, così lontana e così vicina. I loro dolori e le loro speranze sono quelli che animano ancora popoli afflitti dall’oppressione, dalla tirannia e dalla minaccia di un futuro senza sogni.

Cosa succederebbe se Stella e Ricky arrivassero troppo tardi?

Lotta va al museo

Per l’ultimo appuntamento della stagione dei gruppi dei lettura 8-10 e 11-13 anni, abbiamo scelto di festeggiare con un evento speciale: chi acquista il libro potrà partecipare alla visita guidata alla Galleria Borghese, sabato 15 giugno, alle ore 16:00, e fare un pic nic nel parco insieme all’autrice Maria Beatrice Masella.

Abbiamo bisogno della cultura e dell’arte come dell’aria, per esistere come individui e come persone che appartengono a una società. Sono i punti di riferimento che ci servono per capire chi siamo, da dove veniamo e chi vogliamo essere. Sono le radici che fondano la comunità alla quale apparteniamo, i fili verso i quali protendiamo le braccia per cogliere nuove occasioni e opportunità. Sono eccezionali strumenti per sensibilizzare, di mettere in discussione abitudini sociali e promuovere cambiamenti di comportamento nella nostra società.

Sono il modo migliore che conosciamo per festeggiare un anno di letture insieme.

 

Chi può partecipare?

Tutti e tutte! Chi ha partecipato ogni mese ai gruppi di lettura, chi è venuto una volta e mai più, chi non è venuto, ma ha sempre desiderato, chi non ha mai potuto perché abita lontano o non ha mai avuto l’occasione giusta.

 

Quanto costa?

Il prezzo del libro. Incluso con l’acquisto del libro c’è la visita guidata alla Galleria Borghese (abbiamo già prenotato noi l’entrata di gruppo) e il pic nic nel parco con l’autrice.

 

Quanto dura?

Appuntamento ore 16:00 davanti alla Galleria Borghese, ognuno può raggiungerci con i mezzi propri. La visita durerà circa un’ora e poi ci ritroveremo all’esterno del museo per un pic nic durante il quale incontreremo l’autrice del libro, Maria Beatrice Masella. Potremo fare domande e confrontarci sulla lettura del libro, chiacchierare e scambiarci opinioni. In tutto circa due ore e mezza.

 

Come faccio a partecipare?

Acquista il libro in libreria o nello shop qui

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Nuovo appuntamento del gruppo di lettura 11-13 e per questa occasione scopriamo le graphic novel con Vittoria Macioci, autrice e illustratrice del libro Nuove Ribelli.

Dopo Lotto ogni giorno continuiamo a parlare di storie di coraggio, di impegno, di determinazione. Ma questa volta parliamo di ragazze di oggi. Nuove ribelli dà voce ai diritti di quelle bambine e di quelle ragazze diversissime tra loro, pronte a pagare il prezzo di andare contro corrente, a segnare un prima e un dopo con il loro comportamento, a ispirare senza giudicare. 

La storia di Malala Yousafzai e quella di Greta Thunberg sono già note, ma ci sono altre ragazze che credono che le cose possano cambiare. Ora. A partire da ognuno di noi. 

Sono Emma González e i ragazzi di Parkland sopravvissuti a una sparatoria in un liceo americano e diventati la lotta per il controllo delle armi negli Stati Uniti.

Sono Melati e Isabel Wijsen in Indonesia, capaci di mobilitare migliaia di persone pur di pulire le proprie spiagge. Un passo alla volta, un sacchetto alla volta. 

È Yousra Mardini, campionessa di nuoto siriana impegnata nella lotta per la sopravvivenza e per proteggere i propri cari e gli esseri umani intorno a sé. 

Quello che fanno è passare dalle parole ai fatti, dimostrando che nessuna sfida è troppo grande, nessun sogno è troppo piccolo, quando si costruisce una comunità in cui vengono prima le persone e le loro vite. 

Non resta che leggere e fare la nostra parte. 

 

Incontro con l’autrice in libreria

Sabato 13 aprile è stata ospite in libreria l’autrice e illustratrice Vittoria Macioci che ha realizzato le tavole della storia dedicata a Malala Yousafzai nell’antologia Nuove Ribelli.

Insieme a lei abbiamo conosciuto le storie delle protagoniste del libro, ascoltato il processo creativo dietro la realizzazione delle storie e riflettuto insieme su quanto siamo importanti le loro testimonianze.

Abbiamo posto domande, interrogandoci su come sia possibile prendere una pallottola in testa quando si va a scuola o dentro scuola. Perché mai ci si dovrebbe sentire al pericolo dentro casa propria, tanto da rischiare la vita a bordo di imbarcazioni fatiscenti pur di andare via. Di quanto ognuno di noi possa fare la propria parte, con le proprie parole, con i propri gesti.

Noi abbiamo fatto la nostra parte aprendo la mente, il cuore e le orecchie. Ci ritroveremo in libreria sabato 11 maggio alle ore 10:30 per l’ultimo appuntamento del gruppo di lettura per questa stagione, parleremo delle nostre storie preferite e registreremo un nuovo episodio del podcast.

Ora tocca a te.

 

Nuove Ribelli

di Brett Parson, Fabien Morin, Gijé, Jocelyn Joret, Julien Derain, Laurent Hopman, Rebecca Traunig, Vittoria Macioci, con la prefazione di Randa Ghazy e la traduzione di Stefano Andrea Cresti, Tunuè

 

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COME FACCIO A PARTECIPARE?

La partecipazione è libera e gratuita, ma è necessario acquistare il libro. Non serve prenotare, basta raggiungerci in libreria.

Dopo cinque partecipazioni al gruppo si ottiene il 5% di sconto e, dopo altre cinque, un ulteriore 5% (non cumulabile).

Qui il calendario con tutti gli incontri.

ABITI LONTANO? LEGGIAMO INSIEME, ANCHE A DISTANZA!

Se abiti lontano e non puoi partecipare agli incontri in libreria puoi leggere con noi, anche a distanza, acquistando il libro del mese o l’intera terzina (con lo sconto del 5%) e le spese di spedizione sono gratuite.

E se ci mandi un vocale su Telegram condividendo la tua esperienza di lettura lo pubblicheremo nel nostro Podcast di presentazione del libro, insieme alle voci dei partecipanti degli incontri in libreria.

3 libri da leggere a marzo 11-13 anni

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Nuovo appuntamento del gruppo di lettura 11-13 e torna l’appuntamento con lo scambio posta Pelledoca!

Grazie alla casa editrice Pelledoca, specializzata in storie da brivido, capaci di tenere il lettore con il fiato sospeso e gli occhi incollati alla pagina, torna l’avventura Scambio Posta Pelledoca. A novembre avevamo avuto modo di partecipare al primo scambio e avevamo letto l’incipit in esclusiva di quello che poi è diventato il libro del mese!

Ogni partecipante al gruppo di lettura ha ricevuto una busta personalizzata. Ogni busta contiene:

  • un aneddoto da dietro le quinte, ovvero qualcosa di particolare e curioso legato alla realizzazione di un libro Pelledoca: questo mese dedicato a L’impero invisibile, di Gabriele Nanni;
  • un’anticipazione esclusiva: questo mese l’incipit di Frammenti di oscurità, il romanzo di Stefania Cornago, in uscita a fine marzo;
  • un breve racconto d’autore inedito, scritto appositamente per SPP: questo mese Il mio nome è Violet Hellman di Chiara Cacco;
  • il cruciverba Pelledoca.

Vuoi sapere cosa abbiamo letto a febbraio? Qui, trovi la presentazione (da leggere/ascoltare) del libro del mese di febbraio e degli altri libri della terzina.

I nostri lettori e le nostre lettrici, che si sono ritrovati in libreria sabato 16 marzo alle ore 10:30 (qui trovi il calendario con tutte le date degli incontri) hanno ascoltato la presentazione di tre libri e poi ne hanno scelto uno da leggere insieme.

Se acquisti il bundle con l’intera terzina del mese hai il 5% di sconto e le spese di spedizione omaggio!

Ecco il libro del mese:

Spiriti dello Tsunami

di Daniele Incastro, Pelledoca

Un libro da brividi perché è attraversato costantemente da un filo di angoscia, ma è una storia di grandi sentimenti ed emozioni profonde che scava nella reazione dei sopravvissuti alla morte improvvisa di loro cari, mostrando un lato diverso del dolore, un dolore fatto di compostezza, ma che riusciamo lo stesso a provare sulla nostra pelle. Ascolta i commenti dei nostri lettori e delle nostre lettrici nell’ultimo episodio del podacast.

Il pavimento iniziò a tremare. I vetri ronzarono. Il lampadario oscillava nell’aria. I cassetti si aprirono in un tintinnio di posate.

È il 2011 e il Giappone è attraverso dall’onda di un violento tsunami che provoca circa 20.000 vittime e 5.000 dispersi. Marco, il fratello di Andrea è fra questi. Da quel giorno la vita di Andrea non è più la stessa.

Andrea voleva diventare come Marco, leggero, sicuro di sé, incurante di qualsiasi fallimento, capace di insegnare ai giapponesi lingua e cultura italiana con la schiena dritta e realizzare i suoi sogni. Finché il terremoto più potente della storia del Giappone, il quarto a livello mondiale, lo aveva spazzato via dal pianeta, ma non dalla sua vita. Marco c’è ancora, ma lo vede solo Andrea: era lui, suo fratello, ma un blu innaturale colorava le sue unghie e i suoi vestiti gocciolavano. Insomma, uno spirito. Certe cose pensi che accadano in tv, al massimo on line, mai per davvero. Mai a te. E invece.

Si chiamano Yurei, sono le anime delle persone che, dopo morte, non riescono a lasciare il mondo dei vivi e raggiungere in pace lo Yomi, l’aldilà, almeno finché non saranno placati. Secondo le antiche tradizioni giapponesi quando gli spiriti sono animati da emozioni molto forti o se hanno subito una morte violenta o i riti funebri non vengono eseguiti restano in una sorta di limbo che separa il mondo dei vivi da quello dei morti. Marco avrebbe potuto e voluto fare ancora tante, tantissime cose, come insegnare all’università, vedere un’altra nevicata, sposare la sua fidanzata Tanako, ma è arrivato lo tsunami a spazzare via sogni e desideri. Il suo corpo non è mai stato ritrovato e non ha potuto ricevere una degna sepoltura. Il fatto che sia ancora lì significa che c’è qualcosa di irrisolto. E Andrea sa di cosa si tratta, anche se ha fatto di tutto per nasconderlo ai genitori. C’è la testimonianza di un uomo del posto che dice di aver salvato lui i ragazzi, non suo fratello. Solo che è un bugiardo. E ora quell’accusa infame tiene Marco nel limbo.

Così Andrea decide di andare a Kamaya, sul luogo della tragedia. Lì incontra i sopravvissuti, occhi bassi e silenzio, unghie che scavano la pelle sulle nocche in risposta alle domande. E poi Yoko, una ragazza che sembra ascoltare le storie di chi non c’è più. A quanto pare, Andrea, non è il solo a parlare con i morti e vedere i fantasmi. Non è il solo a dover fare i conti con la vita che chiede prepotentemente di andare avanti.

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Ecco gli altri libri della terzina:

Emma e i fantini detective 

di Laura Orsolini, Pelledoca

Il cadavere di un cavallo viene ritrovato all’alba sulla spiaggia di Forte dei Marmi. Come un tronco enorme straccato dal mare. Lo ritrova Bianca, amante della corsa, della musica classica, dei cavalli. Bianca infatti è proprietaria di un maneggio, il maneggio Biancavallo.

Sarà annegato, pensa il dottor Carlo Del Carlo, medico incaricato di eseguire l’autopsia e veterinario del maneggio di Bianca. Lo stesso maneggio dove i genitori di Emma hanno deciso di farle trascorrere una vacanza nel tentativo di superare il mutismo selettivo in cui si è chiusa dopo la scomparsa del cane. “Vedrai che tornerà” le avevo detto, “vedrai che lo ritroveremo”, “vedrai che sta bene”. Emma aveva collezionato un numero consistente di “vedrai”. All’inizio ci aveva creduto, poi aveva sperato e poi erano cominciate a scendere le lacrime. E piano, piano Emma non ebbe più voglia di ridere, né di stare con le amiche, né di studiare, né di leggere. Poi smise di parlare. Non parlava più. Con nessuno. Aveva promesso di non affezionarsi più a nessun animale, ma non aveva fatto i conti con Bandito, un cavallo particolarmente difficile, che non si lascia montare nemmeno dai fantini più esperti. Ed esperti sono Onesto, Gilberto e Pierugo che cavalcano da anni e ogni estate si ritrovano al campo estivo del maneggio di Bianca.

E proprio lì era diretto quella sera il maresciallo Bonacoscia, deciso a scambiare quattro chiacchiere con Bianca per capire che idea si era fatta lei. La causa della morte è l’annegamento, avvenuto circa due giorni prima del ritrovamento, ma nei polmoni è stata ritrovata acqua dolce. Il microchip, invece, non è stato ritrovato. E il cavallo era malato. Secondo il dottor Del Carlo il cavallo era proprietà di un circo. Si era ammalato e stava morendo. Il padrone se ne deve essere accorto e, per evitare i costi dello smaltimento e i controlli l’ha portato al fiume e fatto annegare.

Non è dello stesso avviso Bianca. Secondo lei si tratta di rapimento e di scommesse clandestine. Pierugo, Gilberto e Onesto si erano acquattati sotto la finestra della sala da pranzo dove Bianca e il maresciallo avevano chiacchierato. Emma era dietro di loro. Così nascono i Fantini Detective, per risolvere il mistero di chi ha ucciso quel cavallo e scoprire che insieme si possono affrontare anche quei problemi che da soli ci sembrano così difficili e insormontabili.

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La fuga di Pat

Di Roberto Piumini, Pelledoca

Questa storia inizia in una locanda nella campagna inglese, lungo una strada secondaria, non certo una mèta frequentata da turisti. Un ragazzo di dodici-tredici anni è seduto a un tavolo da solo. Indossa occhiali scuri, nonostante il cielo grigio, una lastra compatta di nuvole, non li renda in alcun modo necessari. Sembra spaventato: lancia occhiate al piazzale davanti alla locanda dove è parcheggiata una sola e unica auto, quella di Sam, fotografo e unico altro avventore della locanda. Sam guarda il ragazzo come guarda l’obiettivo della sua macchina fotografica, attentamente e con pazienza, cercando di cogliere ogni dettaglio. Con la netta sensazione di averlo già visto da qualche parte. Intuisce che quel ragazzo sta scappando, non sa da chi o da cosa, ma non c’è tempo di scoprirlo perché nel frattempo un’altra auto è arrivata nel piazzale.

È così che inizia la fuga di Pat, giovane promessa del calcio inglese dal Centro di Fulton.

Perché sta fuggendo? Chi lo sta cercando? Come hanno fatto ad arrivare alla locanda e a rintracciarlo così velocemente? Nessun genitore organizza un inseguimento come quello. E infatti nessuno ha denunciato la scomparsa di Pat, lo sappiamo dalla telefonata di Sam al suo amico ispettore Philip Constable. Né la madre, né nessun altro, ma a inseguirlo ci sono due responsabili del centro di. Lì Pat non stava bene. Giocare a calcio era la sua più grande passione, ma la vita che faceva lì non gli piaceva. Lo aveva scritto alla madre nelle lettere che non aveva mai spedito. Per non farla preoccupare, per evitare che rescindessero il contratto e l’assegno che veniva spedito ogni mese a lei e ai suoi fratelli. Eppure Pat non stava bene. I risvegli di notte si erano fatti sempre più frequenti, il batticuore al risveglio, quel nervosismo che non lo abbandonava mai.

Scappare era diventato un bisogno, un minuto prima di farlo aveva sentito una paura improvvisa come una minaccia. Sam decide di chiamare Paul, un giornalista sportivo e suo vecchio amico, è lui che gli consiglia di rivolgersi alla dottoressa Malstone. In passato aveva indagato sul funzionamento dei centri sportivi e in particolare su quello di Fulton, ma non era uscito fuori niente. Bisognerebbe analizzare il cibo, quello che viene dato ogni giorno, per un certo periodo, senza che nessuno se ne accorga. C’è motivo di credere che ci mettano delle sostanze non consentite, per aumentare muscoli e rendimento, ma a che prezzo?

Per scoprirlo c’è un solo modo, ma per questo bisognerebbe che far tornare Pat lì dentro.

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COME FACCIO A PARTECIPARE?

La partecipazione è libera e gratuita, ma è necessario acquistare il libro. Non serve prenotare, basta raggiungerci in libreria.

Dopo cinque partecipazioni al gruppo si ottiene il 5% di sconto e, dopo altre cinque, un ulteriore 5% (non cumulabile).

Per chi invece acquista il bundle, con tutti e tre i libri della terzina del mese, c’è sempre il 5% di sconto e le spese di spedizione sono omaggio.

Qui il calendario con tutti gli incontri.

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Se abiti lontano e non puoi partecipare agli incontri in libreria puoi leggere con noi, anche a distanza, acquistando il libro del mese o il bundle con l’intera terzina (con lo sconto del 5%) e le spese di spedizione sono gratuite.

E se ci mandi un vocale su Telegram condividendo la tua esperienza di lettura lo pubblicheremo nel nostro Podcast di presentazione del libro, insieme alle voci dei partecipanti degli incontri in libreria.

3 libri da leggere ad aprile 8-10 anni

3 libri da leggere ad aprile 8-10 anni

Nuovo appuntamento con i nostri lettori e le nostre lettrici del gruppo di lettura 8-10 anni: ci ritroviamo in libreria sabato 6 aprile alle ore 10:30 (qui trovi il calendario con tutte le date degli incontri) scoprire tre nuovi libri e poi sceglierne uno da leggere insieme.

Se acquisti il bundle con l’intera terzina del mese hai il 5% di sconto e le spese di spedizione omaggio!

Vuoi sapere cosa abbiamo letto a marzo? Qui, trovi la presentazione (da leggere/ascoltare) del libro del mese di marzo e degli altri libri della terzina.

Misha. Io, i miei tre fratelli e un coniglio

di Edward van de Vendel e Anoush Elman, con le traduzione di Laura Pignatti e le illustrazioni di Annet Shaap, Sinnos

Una casa non è casa se non c’è un animale da compagnia di cui occuparsi, con cui giocare, da accarezzare e ritrovare ogni volta che si torna. A casa.

Per Roya è la prima volta. La prima volta a casa, quel posto in cui rimanere. Non doveva tornare nel Paese da quale veniva. Aveva una cucina, una camera da letto, una doccia, un gabinetto e perfino un giardino, tutto per sé. Mancava solo una cosa.

Qualcosa di piccolo e di bianco. Un coniglietto di nome Misha.

Roya ha nove anni ed è nata in Afghanistan. Lì aveva una casa, a Kabul, con un giardino pieno di rose e colombi sul tetto, ma non aveva molti altri ricordi perché quando era molto piccola si era dovuta mettere in viaggio con la sua famiglia. L’Afghanistan era diventato un posto pericoloso per chi aveva pensieri liberi. Così era iniziato il loro viaggio, in aereo, in treno, in pulmino, a piedi. Ma partire per un altro Paese era proibito, quindi il loro viaggio si è trasformato in una fuga.

Della fuga però Roya non ricorda quasi niente. Sa solo che a un certo punto la fuga è finita in Olanda. Lì, nella casa che è diventata la loro casa, Roya inizia a raccontare a Misha del loro viaggio, della loro fuga. E il racconto si arricchisce dei ricordi dei suoi fratelli, Navid, Bashir e Hamayun, e del suo papà.

In tutti quegli anni qua quando Roya era arrivata in Olanda, prima in un centro di accoglienza e poi in un altro, in tutti quegli anni in cui aveva giocato in classi olandesi, si era dondolata su altalene olandesi e legata i capelli con elastici olandesi, in tutti quegli anni non le era mai venuto in mente di chiedere cosa fosse successo di preciso durante il viaggio.

Ma l’arrivo di Misha e la sua improvvisa sparizione, la presentazione per la scuola, quella nuova casa, hanno smosso in lei il serbatoio di tutte le lacrime che non aveva ancora versato.

Come degli investigatori Roya e i suoi fratelli si erano subito messi sulle tracce di Misha, fino a portarli in Via Svizzera 4, a casa della signora Slagmolen che li accoglie con diffidenza. È lì che Roya inizia a raccontare e a rimettere insieme tutti i pezzettini del viaggio. È a scuola che però questo puzzle di ricordi prende un significato tutto nuovo, che significa dover abbandonare tutto.

Forse anche Misha se ne era andato in cerca di avventure. Non perché volesse fuggire, ma per essere ancora più vicino a Roya e alla sua famiglia, e al viaggio che avevano compiuto. E voleva capire cosa significhi arrivare finalmente a casa da qualche parte dopo tanto tempo.

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Storia di Mila

di Matteo Strukul, Solferino Young

Questa storia si svolge nel 1995, quando i cellulari erano una rarità e poco utilizzati. Internet non era di uso comune. E la pizza si pagava con le lire, gli euro ancora non esistevano.

Questa storia è la storia di Mila, undici anni, due grandi occhi verdi, simili ai laghi d’inverno e i capelli rossi come le fiamme del camino, raccolti in tante treccine. Mila abita con il nonno Gastone e la nonna Maria in un paese di nome Enego, nell’Altopiano dei Sette Comuni, in provincia di Vicenza. Non era nata lì, bensì vicino Padova, ma si era trasferita lì per frequentare le scuole medie. Suo padre era un poliziotto e non era spesso a casa, sua madre, invece, se n’era andata appena lei era nata. Quella sera, la sera in cui inizia questa storia, Mila stava aiutando la nonna a rigare gli gnocchi perché c’era un ospite a cena. Il signor Marco, un amico del nonno che tutti dicevano avesse un pessimo carattere, ma che a lei piaceva molto perché raccontava sempre grandi storie di avventura. Quella sera però la sua storia era diversa e aveva a che fare con delle impronte. Le aveva trovate il signor Marco nel pollaio di casa sua e due galline erano sparite.

Questa, infatti, è la storia di come i lupi sono tornati a Enego. I lupi in realtà non se ne erano mai andati. Erano i signori incontrastati dei boschi, fino a quando i cacciatori non erano arrivati a ucciderli quasi tutti. E ora, che erano tornati, bisognava fare in modo che i cacciatori non tornassero a ucciderli.

Mila voleva raccontare questa storia a Cate, la sua migliore amica, ma non aveva fatto in tempo, perché quella mattina a scuola, Ganassa le aveva prese di mira. Sorriso cattivo, i capelli biondi e spettinati, gli occhi marroni e le labbra sottili. Per fortuna la professoressa era arrivata in tempo. Ma non sarebbe stato sempre così. Non c’era alla pista di pattinaggio, lì Mila e Cate avevano dovuto fare da sole, anzi, Mila aveva dovuto tendere l’amo pattinando veloce come solo lei riusciva a fare per seminarli e dar loro il tempo per scappare.

Non erano riusciti invece il nonno Gastone e il signor Marco a mettere in fuga i cacciatori che rabbiosi e pervasi da una furia vendicativa irragionevole si erano lanciati nei boschi L’avevano trovato e l’avevano ucciso, il lupo. Anzi, la lupa. Così, quando nel cuore della notte Mila aveva sentito dei rumori e il chiocciare di una gallina si era fatta coraggio e, indossati gli scarponi e con la torcia in mano, era entrata nel pollaio. Lì, un cucciolo di lupo la stava fissando e aveva una gallina tra le fauci. Quando la torcia illuminò le zampe scoprì che una era incrostata di sangue. Stanca, affamata e ferita, la lupacchiotta si era fatta prendere in braccio. Mila attraversò il bosco fino ad arrivare al vecchio capanno abbandonato dove andava spesso con Cate quando volevano restare da sole senza essere disturbate. Lì adagiò la cucciola su una coperta, promettendosi di ritornare l’indomani. L’avrebbe ritrovata doveva l’aveva lasciata? Aveva sete? Fame? La zampa sarebbe guarita? A nessuna di queste domande Mila sapeva rispondere, ma sapeva che avrebbe fatto tutto il necessario per proteggerla. E se lo ripeteva anche mentre, sulla porta del capanno vide Ganassa, decisa a fargliela pagare.

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Il banchetto del secolo

di Sara B. Elfgren, con le illustrazioni di Emil Maxén e con la traduzione di Laura Cangemi, Lupoguido

Molto tempo fa c’era una città governata da due duchi, Ludbert e Odert. Erano gemelli e non andavano affatto d’accordo. Non l’avevano mai fatto, sin da quando erano piccoli. Le loro urla nelle culle tenevano svegli tutti al castello, dai pipistrelli in soffitta ai prigionieri nelle segrete. Il padre era irremovibile: devono imparare ad andare d’accordo, diceva sempre, ma le loro urla non cessarono nemmeno il giorno del loro battesimo. L’idea era che quel giorno tutti gli abitanti della città si riunissero per acclamare i bambini e futuri regnanti, ma le loro urla tenevano lontani tutti.

Pensate, un falco pescatore che arrivava sulla grande piazza in volo rimase così sconvolto da lasciar cadere il pesce persico che aveva appena catturato. Il pesce precipitò dal suo becco direttamente sui ciottoli della piazza, proprio mentre i duchi e i loro seguito stava uscendo dalla cattedrale. Il ciambellano Von Lekkin vide il pesce e gridò al duca di fare attenzione, ma il duca aveva i tappi nelle orecchie e non lo sentì, scivolò su quel persico disgraziato e morì sul colpo.

La duchessa si impegnò per farli andare d’accordo, ma quando morì di vecchiaia i due presero il governo e divisero la città in due con un muro.

Gli anni passarono e i due erano sempre in competizione. Se Ludbert si faceva fare un calesse d’oro, Odert ne faceva ornare di zaffiri il suo. Quando Odert mise le mani su un destriero bianco della razza più pura, Ludbert ordinò un unicorno. Dopo venticinque anni il giardino di Ludbert fu completato e decise di organizzare un banchetto, una festa di tre giorni e tre notti con una profusione di leccornie mai viste. Un banchetto del secolo che, nelle sue intenzioni, il duca e fratello Odert non avrebbe mai potuto eguagliare. Odert infatti, saputo del banchetto, aveva già iniziato a pensare come poter mandare all’aria i piani del fratello. Se non poteva uguagliare il banchetto del fratello, poteva almeno rovinarglielo. E l’ispirazione l’aveva presa da un grosso volume, il Bestiarium di Emilius Maximus.

Lo stesso libro che adorava sfogliare Ottilia, la quinta e più piccola figlia di Ludbert. Ottilia che non amava vestiti e gioielli, che non amava i balli e i ricevimenti, che non gliene importava niente di trovare un fidanzato, ma che desiderava addentrarsi nel folto della foresta, esplorarne i segreti e comporre un bestiario tutto suo in cui avrebbe descritto le creature che la abitavano.

E il giorno del banchetto la sua occasione si presentò. Il duca Odert era riuscito a imbucarsi al banchetto con un travestimento e aveva messo in giro la voce che un banchetto non è un banchetto se non ha nel menù l’aspic alla Babilonia.

E il duca Odert aveva fatto girare anche un foglietto con la ricetta e gli ingredienti, che il ciambellano Von Lekkin ora osservava preoccupato, chiudendo gli occhi e sfiorandosi la gola, pensando a quello che gli sarebbe successo se non fosse riuscito nell’impresa di recuperare tutti gli ingredienti.

Quando li riaprì, lo sguardo gli cadde proprio su Ottilia. Lei avrebbe saputo aiutarlo.

Perché la ricetta prevedeva: le lacrime di un pesce vescovo; le squame di un basilisco; il cuore della manticora. Tutte creature citate nel Bestiarium e Ottilia lo sapeva, sapeva che ci voleva qualcuno capace di suonare il violino per commuovere un pesce vescovo fino alle lacrime; sapeva che per staccare le squame al basilisco c’era bisogno di un soldato veloce e coraggioso; sapeva che c’era bisogno di un bambino per la cena della manticora. Ottilia pensò al violinista, al soldato e al giovane servo. Pensò che doveva fare assolutamente qualcosa e che delle creature innocenti non dovevano pagare per una stupida lite fra fratelli.

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