I libri di questo articolo
Prima terzina di letture per il nuovo anno da passare in compagnia delle storie! Questo mese abbiamo scelto di immergerci in mondi abitati da animali un po’ filosofi, bambini alla ricerca di nuovi amici e post da amare, adulti spregiudicati con cui fare i conti. Avventura, coraggio, risate e nuovi spunti di riflessione che saltano fuori da una pozzanghera, dallo sguardo lanciato oltre la valle, da dietro le sbarre di una gabbia.
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Unisciti a noi e trasformiamo la lettura in un’attività solitaria in una grande festa piena di amici e buone storie da ascoltare. Ogni mese presentiamo tre libri, facciamo merenda insieme, leggiamo e poi ci raccontiamo le storie che abbiamo scoperto. Alla fine le nostre voci diventano un podcast.
Prossimo appuntamento sabato 15 novembre 2025 alle ore 10:30. Non serve prenotare, raggiungici in libreria! Controlla qui tutti gli appuntamenti e le letture dei mesi precedenti.
E adesso scopriamo insieme i tre libri che abbiamo scelto per te.
Lena, acciuga di montagna
Di Marco Magnone, con le illustrazioni di Paolo Savelli, Solferino
È l’estate del 1729. Lena ha dodici anni e vive tra i boschi e i valloni che separano le terre dei Savoia da quelle della Repubblica di Genova. Difficile pensare che poco al di là ci siano gli ulivi, ci siano i limoni, ci sia il mare. Davanti a Lena i prati sono battuti dal vento e le creste di roccia brillano al sole come pietre di fiume. Accanto a lei c’è Bimbo, un mezzo lupo dal manto grigio e nero, cresciuto con lei come un fratello con il quale per capirsi non servono parole. Ecco perché quando, da un momento all’altro, Bimbo si lanciò a tutta velocità ululando verso il fondo del pratone, Lena capì subito che qualcosa non andava. Erano arrivati i Dragoni, le guardie della Repubblica di Genova, e ora pretendevano una delle vacche che Lena aveva portato al pascolo e che avevano sconfinato nelle loro terre.
Ma le vacche non sono di Lena, né dei suoi genitori, ma di Toni e Ghitlin, i pastori della baita lungo il torrente Vermenagna. Qui Lena è stata mandata per lavorare durante l’estate. Da qui Lena capisce che deve andare via per non essere punita. Ma dove andare? Tornare a casa non è possibile. Non è casa e non è vita quella. Una notte, comincia così la sua fuga.
Si ritrova in un minuscolo borgo, non più di tre o quattro catapecchie di pietra, tutte tozze s storte. Sembravano tutte abbandonate. Tranne una. Dalle finestre di quella nel mezzo brillava una luce. E dal comignolo si alzava l’alito di fumo di un camino che. Poteva essere una locanda, certo. Ma anche un bivacco di pastori. O un covo di banditi. È qui che Lena ha l’occasione per prendere in mano la propria vita, ma a che prezzo? E come si riconosce la strada giusta da quella sbagliata?
Un’avventura che ci porta indietro nel tempo e ci fa confrontare con un’idea dell’infanzia molto diversa da quella di oggi in cui i bambini erano considerati proprietà delle famiglie, braccia venute al mondo per garantirne la sopravvivenza, senza alcun desiderio proprio. Il bisogno di speranza è ciò che muove Lena a fare scelte coraggiose e la presenza di un amico fidato come Bimbo, la forza necessaria per non sentirsi mai sola.
A piedi nudi
Catia Proietti racconta la storia di Federico Coccia, con le illustrazioni di Caterina Germani, Albero delle matite
Federico è nato a Vibo Valentia, in Calabria, ha i capelli chiari che gli cadano in boccoli pesanti davanti agli occhi. È un po’ troppo alto e un po’ troppo magro, così almeno gli dicono gli adulti che lo vedono per la prima volta. Odia indossare le scarpe e ama correre nei prati, arrampicarsi sulle rocce, salire sugli alberi. Ve lo immaginate cosa significhi per lui trasferirsi di punto in bianco in una grande città caotica e scolpita come Roma?
Quella che stiamo per raccontare è la vera storia di Federico Coccìa, veterinario e Presidente del Bioparco di Roma, che ricorda il momento in cui per la prima volta vide un animale in gabbia e, da quel momento, promise a sé stesso che avrebbe fatto di tutto perché nessun altro animale finisse dietro le sbarre. Una storia da leggere, da immaginare, ma anche da scrivere riflettendo su quello che siamo e che vorremmo essere, su quello che abbiamo e ciò che trasformeremo.
Federico si ritrova a Roma, con un accento diverso da tutti gli altri, in mezzo a bambini più grandi, senza i suoi prati e con le scarpe ai piedi. Poi, un giorno, accade una cosa che cambia tutto. Per sempre. Federico va allo zoo. Vede gli animali nelle gabbie e dietro i vetri. E fa una promessa a sé stesso: promette che li libererà perché il pensiero che possano ammalarsi di tristezza lo fa soffrire terribilmente. Qualcuno deve aiutarli, e perché non proprio lui?
Notizie dalla fattoria Sottolmo
di Guia Risari, con le illustrazioni di Andrea Oberosler, Sabir
Entriamo nella fattoria di Sottolmo, dove ci sono oche, galline, conigli, pecore, capre, mucche, cavalli, asini, maiali, cani e un gatto. Ma nessun padrone.
Fra tutti erano le oche le più operose e dicono ad ogni animale cosa fare organizzando il lavoro di tutti. I maiali, invece, i più disobbedienti. Un giorno, al momento di pulire il pollaio, il maiale Maurizio non si trova. La fattoria viene messa sottosopra, ma niente, sembra sparito nel nulla. Le oche sono disperate e così promettono che chiunque ritrovi Maurizio, da quel momento, potrà fare solo ciò che desidera. Nel bel mezzo della confusione, la porta del pollaio si apre e spunta fuori il muso rosa e arricciato del maiale Maurizio. Non era sparito, stava pulendo il pollaio, proprio come gli avevano chiesto le oche. Ma una promessa è una promessa: da quel momento il maiale Maurizio potrà fare solo ciò che desidera. E da allora il maiale Maurizio ha compiuto centinaia di spedizioni, tutte pericolosissime ed esaltanti. Imprese che solo lui poteva affrontare.
Capitolo dopo capitolo incontriamo l’asino Giacinto, il cavallo Fosco, Moro il cane, il maiale Rodolfo. Ciascuno racconta la propria storia e in qualche modo come ha fatto sì che le cose cambiassero. Perché tutto cambia. In ogni istante. Per ognuno di noi. Soprattutto quando parliamo, discutiamo, aiutiamo gli altri. Quando non permettiamo a nessuno di pensare con la nostra testa.



