SEA WATCH FOUNDATION

La Sea Watch Foundation è un’associazione che si occupa della tutela e della conservazione di balene, delfini e focene che vivono nelle acque intorno al Regno Unito, tramite l’educazione ambientale, la ricerca scientifica e la divulgazione. Sea Watch è stata una pioniera della “citizen science”, la scienza a portata di tutti: sin dagli anni settanta ha coinvolto il pubblico nella raccolta di dati di balene, focene e delfini in acque inglesi! Allora ci si basava ancora sui dati raccolti dagli spiaggiamenti (i ritrovamenti di animali che, per vari motivi, arrivano senza vita sulle nostre spiagge), e poco veniva fatto per studiare gli animali vivi nel loro ambiente naturale.

Sea Watch è nata per cambiare le cose: inizialmente era semplicemente un network di amici con tempo e passione in questo campo che, con binocoli e macchine fotografiche alla mano, hanno cominciato a registrare avvistamenti da terra e da imbarcazioni per mare… Oggi il network di Sea Watch conta migliaia di persone, che sono la forza portante della nostra organizzazione!

Un esempio di questo è il nostro evento nazionale National Whale and Dolphin Watch, durante il quale centinaia di volontari dedicano tempo ed energie ad avvistare cetacei e altre specie marine che popolano le acque inglesi, con avvistamenti da mare e da terra. I dati da loro raccolti vengono usati dal team di ricercatori dell’associazione, per capire lo stato di salute delle diverse specie locali, e quando necessario, prendere provvedimenti per proteggerle. Come? Attraverso varie campagne, come l’adozione di delfini, la pulizia delle spiagge e la diffusione di informazioni attraverso i socials… e attraverso progetti artistici come questo!

manouche la tursiope

Gli studi, le ricerche e l’attività sul campo di Sea Watch hanno ispirato la storia di Maouche, la tursiope protagonista de Le EcoAvventure di Natale 2021, il Calendario dell’avvento che raccoglie 24 storie e attività creative per giovani EcoEsploratori.

Ne “Le EcoAvventure” troverai ogni giorno, dal 1° al 24 dicembre, una storia da leggere e un’attività da fare insieme. Ma non solo!

Questo Calendario dell’Avvento nasce dal desiderio che l’attesa del Natale sia l’occasione per fare un viaggio ai quattro angoli del mondo, alla scoperta di animali curiosi, rari o in via di estinzione. Perché nessuno è mai troppo piccolo per prendersi cura dell’ambiente e della propria comunità!

Le storie degli animali, raccontate con pelo, piume, squame o pinne e un pizzico di fantasia, sono un invito a scoprirne le caratteristiche, lo stile di vita e le sfide quotidiane per sopravvivere alle minacce poste dall’uomo e dall’inquinamento. Natale è solo un giorno all’anno, ma prendersi cura della Terra dovrebbe essere un atto quotidiano.
Le attività proposte consentono ogni giorno di svolgere da protagonista un’attività creativa sostenibile ed inclusiva e diventare, così, EcoElfi di 1° classe.

La storia di Manouche è il racconto di una giovane tursiope che ama nuotare insieme alla sua famiglia nelle acque calme del primo mattino quando il mare è silenzioso. È molto curiosa e vivace e questo spinge molte barche (soprattutto a motore) a inseguirla per immortalarla in foto e video ricordo. Ultimamente non ha più un attimo di pace! 

Così le è venuta venuta un’idea, ma ha bisogno dell’aiuto di un EcoElfo per realizzarla! 

scopri di più sul DELFINO TURSIOPE

L’oceano è un ambiente dinamico e pieno di vita: è abitato da animali incredibili, dal plancton (dei gamberetti piccolissimi) fino alla balenottera azzurra, il mammifero più grande del pianeta! I mammiferi marini che si sono meglio adattati alla vita in mare sono chiamati cetacei: li conosciamo anche con i nomi di balene, delfini e focene.

Come noi, respirano attraverso i polmoni, danno alla luce piccoli e li allattano, accudendoli per lunghi periodi nel caso di focene e delfini. Studiare questi animali è ovviamente un po’ complicato! Noi umani non siamo fatti per passare tanto tempo sott’acqua, e seguire gli spostamenti dei cetacei implica seguirli anche quando si immergono, talvolta per più di un’ora e raggiungendo profondità superiori ai 1000 metri -come per esempio fa il capodoglio!

Così, noi ricercatori trascorriamo molto tempo su imbarcazioni e sulla costa, con binocoli e tanta pazienza, aspettando di vederli comparire. Quando li avvistiamo cerchiamo di raccogliere più informazioni possibili, utilizzando tutti i nostri sensi (vista, udito e olfatto!) per capire chi sono, cosa stanno facendo e come mai si trovano in quella zona. Perché l’olfatto? Alcuni cetacei hanno un odore unico che li contraddistingue… come la balenottera comune, che ha l’alito che sa di pesce!  E perchè l’udito? Ecco la risposta: i cetacei producono dei suoni per comunicare tra loro sott’acqua! Per alcune specie il suono è uno strumento: lo usano per “ecolocalizzare”, ovvero orientarsi e localizzare le prede; mentre i maschi di alcune balene usano suoni per produrre persino canzoni, per corteggiare le femmine. Così noi ricercatori abbiamo imparato ad ascoltarli usando gli idrofoni, degli strumenti che, posizionati in acqua, diventano le nostre orecchie sottomarine. Così possiamo ascoltare le megattere cantare, i capodogli cliccare… ed i delfini fischiare! E a proposito di delfini… 

Il tursiope (Tursiops truncatus) è un odontocete: vuol dire che a differenza di altri cetacei come le balene, ha i denti!Può essere grigio chiaro o grigio scuro lungo i fianchi e bianco sul ventre; ha la testa arrotondata e il muso (o “rostro”) corto, il corpo robusto e la pinna dorsale al centro del dorso, alta e ricurva. 

Puoi avvistare questa specie nelle acque costiere e in mare aperto in regioni tropicali, subtropicali e temperate, calde e fredde! Il tursiope vive in branchi, o “pods” con una struttura sociale molto elaborata: sono composti da femmine, piccoli e maschi giovani, mentre i maschi adulti si allontanano formando alleanze con altri maschi della stessa età. Nei pod possiamo osservare comportamenti di gioco, caccia, riposo, e sentimenti come l’amicizia e il lutto… Le mamme tursiopi passano molto tempo coi loro piccoli, per insegnar loro tutto questo. 

Questi delfini sono famosi per la produzione di “suoni firma”, suoni che assomigliano a dei fischi, e permettono al delfino di dire forte e chiaro agli altri chi è: funzionano come i nostri nomi!

I piccoli sviluppano questi suoni firma fin dai primi mesi di vita, e le mamme li usano per riconoscerli e chiamarli a sè. Il rapporto tra mamma tursiope ed il suo piccolo è anche tattile, come tra mamma e bimbi umani: con momenti di contatto fisico e vicinanza, che aiutano e rassicurano durante la crescita. Anche il gioco è una parte fondamentale della vita dei giovani tursiopi!

Possiamo osservarli nuotare in velocità uno dietro all’altro, o lanciare conchiglie e alghe in superficie con il rostro. Balene, delfini e focene mangiano pesce, invertebrati e krill (gamberetti), ma per i tursiopi il cibo preferito è il pesce: salmoni, merluzzi, pesci piatti…   Per cacciare le loro prede questi delfini spesso lavorano in gruppo. Nuotano in tondo, saltando e sbattendo la coda per spaventare il pesce, finchè è tutto aggregato al centro del cerchio, e a quel punto, via! Si tuffano nel banco e fanno una bella scorpacciata.

Ma come si studiano i cetacei per mare? Con dei buoni binocoli da mare o da terra possiamo raccogliere informazioni sul loro comportamento, e confrontarle con il loro territorio: con tanti avvistamenti raccolti nel tempo possiamo individuare delle zone di primaria importanza per le specie, ad esempio i luoghi dove questi animali vanno a cacciare o riposare.

Per studiare i Tursiopi usiamo anche la foto identificazione: le pinne dorsali di questi delfini sono infatti come le nostre impronte digitali, non ce ne sono due uguali e ci permettono di distinguere gli individui tra loro! Tutte le foto si raccolgono poi in cataloghi fotografici, che scambiati tra colleghi aiutano a definire l’habitat di residenza degli animali, ed i loro spostamenti. Grazie alle nostre ricerche sappiamo che i tursiopi affrontano molte minacce nelle acque Europee: tra queste ci sono l’inquinamento chimico e sonoro dei mari, i potenziali urti con le imbarcazioni (in particolare con barche a motore che viaggiano ad alta velocità), e l’impigliamento nelle reti e negli attrezzi da pesca.

 

impara la cura

e scegli di colorare il mondo

con più sorrisi e gentilezza

L’idea de Le EcoAvventure di Natale è nata per creare un momento di condivisione tra grandi e piccini nei giorni che precedono il Natale basato sulla lettura, sulle attività manuali, ma, soprattutto, sul piacere di stare insieme.

Ogni anno, nei giorni che precedono il Natale, c’è nell’aria una speranza incrollabile e indefessa che qualcosa di magico succederà.

E puntualmente accade. Accade che ci si guardi negli occhi e ci si capisca di più, che si trovino le parole giuste per abbattere muri e superare ostacoli quando queste parole sembravano perdute, che riuscire a mettersi nei panni degli altri non risulti poi, alla fine, più tanto complicato.

I personaggi, le storie e le attività che animano Le EcoAvventure sono un invito ad aprirsi reciprocamente, un modo sincero per recuperare il contatto con gli altri, imparare la cura e scegliere di colorare il mondo con più sorrisi e più gentilezza.

un buon natale (davvero) per tutti

Le EcoAvventure di Natale sono storie da vivere insieme, creando una relazione basata sull’empatia e sul rispetto, un modo per incitare bambini e bambine a compiere scelte, fare esperienze, coltivare sogni e ambizioni nel rispetto delle differenze e dell’ambiente che li circonda e della comunità che abitano.

È stato un onore collaborare con Sea Watch Foundation, veri e propri eroi della protezione ambientale nel mondo e speriamo che il loro lavoro e la loro passione possano ispirare i più piccoli come hanno ispirato noi.

Acquistando una copia de Le EcoAvventure contribuirai a sostenere le loro attività.

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